Afghanistan: la Conferenza di Londra dà fiducia a Karzai, con qualche riserva
Sabato 30 Gennaio 2010Si è conclusa a Londra la Conferenza internazionale sull’Afghanistan. Un accordo per lo stanziamento di 500 milioni di dollari per lo sviluppo economico-industriale e la costruzione di infrastrutture civili. Un fondo di 140 milioni di dollari per “l’integrazione” politica dei talebani moderati nel futuro governo. L’incremento delle forze Isaf fino a 135 mila unità . Questi i risultati con cui torna a Kabul dalla capitale inglese il presidente afghano Hamid Karzai.
Al di là dei numeri – per altro considerevoli – questa potrebbe sembrare una vittoria politico-diplomatica su tutti i fronti. Il neo-rieletto Karzai infatti aveva anche chiesto che, come primo punto all’ordine del giorno, ci fosse la pianificazione di una strategia di trattativa con i talebani ritenuti piu’ moderati. Qualcosa di molto simile era stato detto anche dal generale americano Stanley McCrystal, comandante delle forze Isaf in Afghanistan. I 70 Paesi presenti alla Conferenza internazionale, piu’ Onu, Fondo monetario internazionale e Banca mondiale, hanno acconsentito. Non senza però aver posto alcuni out-out che, secondo i commentatori, limitano il successo personale del presidente afghano. In primis lo stanziamento dei fondi civili è assoggettato ad una verifica passo dopo passo della lotta alla corruzione. In secondo luogo Kabul dovrà dimostrare il progresso nel processo di riconoscimento dei diritti della donna.
Per quanto riguarda i 140 milioni di dollari destinati allareintegrazione dei talebani, i Paesi donatori hanno chiesto a Kabul di stringere accordi solo con chi dimostri esplicitamente di rinunciare alla violenza, al terrorismo e al commercio di droga come fonte di finanziamento. Ma soprattutto si impone una rottura chiara e definitiva dei legami con Al-Quaeda.
Gli Stati dell’area, tra cui Pakistan e Turchia, si sono dichiarati disponibili ad intraprendere un percorso di supporto e sostegno al processo di normalizzazione dell’Afghanistan, a partire dalla lotta al terrorismo. Ed e’ forse proprio questo approccio onnicomprensivo il maggior successo della Conferenza internazionale di Londra. Non più, quindi, un ragionamento solo legato agli aspetti numerici della presenza militare ma anche l’adozione di una strategia regionale di aiuto alla ricostruzione sociopolitica ed economica dell’Afghanistan.
Alcuni analisti centroasiatici, però, non nascondono le proprie perplessità . Quello che preoccupa è la capacità di Karzai di mantenere gli accordi nel lungo periodo. Ma, soprattutto, ci si interroga sui criteri che Kabul adotterà per scegliere quali saranno i talebani “buoni” da portare al governo e quali quelli ” cattivi” da continuare a contrastare.
La prima verifica degli accordi, e la prima vera pianificazione dei progetti di medio termine, si terrà a Kabul in primavera.
Francesca Prosperi
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