La Sestina

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aggiornato il: 24 Aprile 2012 alle 13:45

Finanza civica, la sfida del Pd milanese per il 2011

Martedì 15 Giugno 2010

“Finanza civica” non è un ossimoro, né una meta impossibile. Secondo il Partito Democratico di Milano è la formula per raggiungere due obiettivi: dare autonomia finanziaria alla città e realizzare progetti utili per la collettività. Le idee sono elaborate da Change Milano, un laboratorio di innovazione civica che si occupa di sviluppare idee e progetti, creato dal Pd in vista delle elezioni comunali del maggio 2011.

Per esempio, in tempo di crisi, bisogna risparmiare e il Pd propone di iniziare proprio dagli enti partecipati “ma non come fa la Moratti che parla a vanvera di tagli agli enti” attacca Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in comune. La proposta è quella di eliminare i venti Cda di società partecipate riducendoli a uno, attraverso la creazione di un’unica compagnia partecipata, di esclusiva proprietà del comune. Il risultato sarebbe quello di avere un unico consiglio di amministrazione per tutti gli enti partecipati e di evitare le nomine politiche, ripristinando la meritocrazia.

La finanza però deve prima essere capita. Solo così i cittadini possono controllare gli investimenti del comune e valutarli. Ecco allora la seconda proposta che viene da Change Milano: la creazione di una scuola di sapere finanziario, in cui si insegni prima di tutto a leggere e valutare il bilancio del Comune, ma anche a gestire i propri risparmi in maniera autonoma rispetto ai consigli delle banche. “La capacità di gestire le risorse sarà centrale nel futuro e in questi anni a Milano ci sono stati dei buchi, sia nel bilancio sia nelle società partecipate” che sono venti e hanno un valore netto di tre miliardi (escludendo A2a), afferma Davide Corritore, responsabile dell’innovazione civica a Milano ed esperto di economia (per anni ha lavorato per Citigroup e Deutsche Bank).

“La finanza come opportunità per la collettività” spiega Majorino, viene anche dalla possibilità di spendere i propri risparmi in buoni di investimento civico, in pratica bond di scopo che rendono fino all’1% in più dei Bot. Ogni buono servirà a finanziare progetti specifici in città, per esempio il Barona Wireless. Insomma, investendo si aiuta la città e si scelgono i progetti in cui si crede.

Per ora si tratta solo di proposte, “solo quando vinceremo le potremo mettere in pratica” chiosa il segretario provinciale Roberto Cornelli.

Giorgia Ferro


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