(ASL) – MILANO, 30 GENNAIO – I ministri degli Esteri dei Paesi dell’Unione Europea hanno inserito i Guardiani della rivoluzione iraniani, noti come Pasdaran, tra le organizzazioni terroristiche internazionali. La decisione è arrivata nel corso di una riunione del Consiglio Europeo di ieri. L’Alta rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, Kaja Kallas, si è espressa direttamente tramite il proprio account social di X, affermando che la repressione del regime iraniano «non può rimanere senza risposta», e ha aggiunto che «ogni regime che uccide migliaia dei propri cittadini sta lavorando per la propria distruzione». Questa decisione comporta che i Pasdaran non possano viaggiare nei Paesi europei. I loro fondi e le loro proprietà in Europa saranno congelati e sarà bloccato ogni tipo di finanziamento o transizione che li coinvolga.
I Guardiani della rivoluzione sono una forza militare creata dopo la rivoluzione islamica del 1979 e sono parte delle forze di sicurezza che attuano la repressione in Iran. I circa 125mila membri attivi compongono un vero e proprio esercito con divisioni terrestri, marine e aeree, e si occupano dell’arsenale missilistico del Paese oltre che dei siti di sviluppo del programma militare. In Iran risultano essere non solo forza militare ma anche politica ed economica: l’edilizia, l’elettricità, l’ingegneria, le telecomunicazioni e i media sono da tempo sotto il loro diretto controllo.
La decisione dell’Unione Europea intende rispondere in maniera forte alla repressione delle proteste in atto da diverse settimane nel paese e fa seguito al ripristino delle sanzioni legate al programma nucleare iraniano dello scorso settembre. Originariamente, l’UE si era posta come mediatrice tra l’Iran e gli Stati Uniti, risultando fondamentale nell’accordo sul nucleare del 2015, secondo il quale l’Iran avrebbe dovuto ridurre le capacità di arricchimento dell’uranio in cambio della rimozione di alcune sanzioni. Ma da diversi anni l’Unione ha iniziato a sanzionare alcune centinaia di funzionari iraniani e a bloccare le esportazioni verso il paese di materiali che possono essere usati per la costruzione di missili e droni.
Sempre giovedì il Consiglio dell’Unione Europea ha anche approvato alcune sanzioni contro diversi funzionari ed enti responsabili della repressione delle proteste in Iran, tra i quali il ministro dell’Interno Eskandar Momeni, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Azad e un giudice di Teheran, Iman Afshari, noto per il suo ruolo nella persecuzione di oppositori e manifestanti. Una decisione che condanna in modo chiaro le brutalità del regime, ma che potrebbe anche chiudere ogni possibile canale politico tra le parti. Secondo alcuni critici questa presa di posizione rischia di compromettere le trattative diplomatiche, comprese quelle relative a cittadini europei ancora detenuti in Iran.
La decisione dell’Unione Europea non è isolata: gli Stati Uniti considerano i Guardiani della rivoluzione come un’organizzazione terroristica dal 2019, e più di recente hanno preso la stessa decisone Canada, Australia, Ecuador e Argentina. (ALS)
EST/SMN




