C’è la Milano di San Siro, dei fuochi d’artificio, delle coreografie impeccabili, dell’inno di Mameli in diretta mondiale. Poi c’è quella delle piazze, dei giovani dei centri sociali, degli ambientalisti e degli studenti, che quei «Giochi insostenibili» non li vogliono nella propria città. Sabato 7 febbraio hanno sfilato in 10mila (secondo gli organizzatori) in un corteo aperto da uno striscione che recitava: «Riprendiamoci le città, liberiamo le montagne». Al calare della sera, in zona Corvetto (periferia sud-est della metropoli), è salita la tensione. Sei persone fermate e denunciate per travisamento, lancio di oggetti e resistenza, un settimo bloccato e poi rilasciato dopo l’identificazione. Nessun ferito tra agenti e manifestanti, ma qualche ragazzo lievemente intossicato dai lacrimogeni. Le immagini circolano sui social, ma anche su Fox News, canale televisivo dei repubblicani statunitensi. È proprio questo il video che viene ripostato dalla presidente Giorgia Meloni nella notte: «Migliaia e migliaia di italiani in queste ore lavorano perché tutto funzioni durante le Olimpiadi. Tantissimi lo fanno da volontari, perché vogliono che la loro Nazione faccia bella figura, che sia ammirata e rispettata. Poi ci sono loro: i nemici dell’Italia e degli italiani».

Un’immagine degli scontri di Milano tra manifestanti e forze dell’ordine (ANSA/DAVIDE CANELLA)
Sicurezza e decreti – Nel post menziona anche un altro fatto: i cavi tranciati dell’Alta velocità ferroviaria a Bologna che lo stesso giorno ha bloccato i treni del Nord Italia. Anche se al momento l’atto non è stato rivendicato, gli investigatori non escludono che si tratti di un atto di sabotaggio di matrice anarchica e stanno svolgendo gli accertamenti. «Evidentemente c’è chi mira al caos generalizzato, una dinamica che abbiamo denunciato e che siamo preparati, impegnati e determinati a fronteggiare», ha dichiarato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in un’intervista del Corriere della Sera. A esprimersi anche il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati, Galeazzo Bignami: «I soliti noti tornano con la loro violenza, devastando la città e aggredendo le forze dell’ordine. E questo mentre il mondo si complimenta con tutta Italia per lo spettacolo e l’organizzazione impeccabile di questi Giochi olimpici. È evidente il danno di immagine ma anche economico che si ripercuote sull’intera Nazione. Tutto questo è inaccettabile». Un’occasione, per i partiti di maggioranza, per ricordare l’indispensabilità del nuovo decreto sicurezza: «Dopo Torino, Milano. L’estrema sinistra aggredisce poliziotti, carabinieri e finanzieri che garantivano la sicurezza dei Giochi olimpici Invernali. Ecco perché servono le nuove norme sulla sicurezza volute dal governo e da Forza Italia», ha scritto il ministro degli Esteri Antonio Tajani su X. A fargli eco anche il ministro dei Trasporti Matteo Salvini: «A pochi giorni dalle vergognose violenze di Torino, altri scontri, altre aggressioni alle forze dell’ordine. Questi non sono manifestanti: sono criminali. E devono sapere che chi tocca una divisa, offende tutti gli italiani. Orgogliosi di aver voluto un nuovo pacchetto Sicurezza che consentirà interventi ancora più efficaci contro balordi e delinquenti».
«Ipocriti maestri» – La risposta delle opposizioni non si è fatta attendere. «Non abbiamo bisogno di ipocriti maestri. Noi condanniamo le violenze e i disordini sempre, da Torino a Milano, gli aggressori di ogni colore politico, anarchici, antagonisti, estremisti di sinistra ma anche i vostri amichetti nostalgici che assaltavano le sedi sindacali, quelle dei vostri alleati con le mani sporche di sangue che fanno genocidi mentre state muti come pesciolini in un acquario», ha scritto l’ex premier pentastellato Giuseppe Conte sui social. «Diteci piuttosto come mai dall’opposizione a ogni disordine chiedevate le dimissioni dei ministri e ora che ci siete voi al governo le falle su sicurezza e ordine pubblico non vi riguardano. Din don, vi ricordo che siete al governo». Mentre i capigruppo del Pd al Senato, alla Camera e al Parlamento europeo, Francesco Boccia, Chiara Braga e Nicola Zingaretti hanno scritto in una nota: «Chi governa non può limitarsi a chiedere dichiarazioni agli altri: deve garantire risultati. Sul piano sociale questo governo ha fallito su tutti i fronti, dalla sanità e le pensioni agli stipendi, i più bassi d’Europa, compresi quelli dei poliziotti. Quanto alla sicurezza, non si costruisce certo con le strumentalizzazioni quotidiane o con la propaganda, ma con scelte serie, risorse adeguate e una gestione efficace. Se oggi ci sono problemi di tenuta e di controllo, la responsabilità è di chi guida il governo e il Viminale, non di chi siede sui banchi dell’opposizione. Noi non accettiamo lezioni da chi usa la sicurezza come bandiera politica ma poi non è in grado di assicurare risposte concrete. Il tempo degli slogan è finito: dopo tre anni, contano i fatti. E sui fatti gli italiani possono giudicare».




