Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina sono finite ed è tempo di bilanci. Durante la cerimonia conclusiva del 22 febbraio, gli organizzatori hanno sottolineato i benefici degli eventi. Ma i report indipendenti sollevano qualche dubbio in più. E l’impatto a lungo termine è ancora incerto. Secondo quanto riferito dal presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026 Giovanni Malagò, i giochi hanno generato ricchezza e gettito fiscale. Tuttavia questi ricavi non considerano l’investimento pubblico iniziale, i costi reali e i costi opportunità, ossia i progetti cui si è rinunciato per realizzare i Giochi rispetto ad altri possibili usi della spesa pubblica. Per alcuni lavori specifici, inoltre, restano incertezze sulla trasparenza: un esempio è la costruzione dell’Arena Santa Giulia Milano, accompagnata da dichiarazioni contrastanti sulle spese, tra privato e pubblico. Ciò che è certo è l’impatto di visibilità, ma anche l’effetto economico sul singolo capoluogo lombardo: Milano ha registrato una crescita del PIL stimata  all’1,7% nel 2026, come rivela uno studio realizzato da Assolombarda e Milano&Partners. Le ricadute a lungo termine potrebbero riguardare il turismo della città e le opportunità lavorative dei suoi abitanti. Ma resta una partita ancora aperta, sul cui risultato influirà anche il tipo di città che Milano vuole diventare.

Giuseppe Sala e Attilio Fontana

Giuseppe Sala e Attilio Fontana

Benefici e impatto economico “ufficiale” – Le Olimpiadi a modello diffuso, secondo la comunicazione ufficiale della Fondazione, hanno generato ricadute economiche significative per l’Italia e i territori coinvolti, con circa 5,3 miliardi di ricavi stimati e 500-600 milioni di gettito fiscale aggiuntivo. I giochi hanno impiegato direttamente 36 mila lavoratori e coinvolto 18 mila volontari. Un grande evento (o un carrozzone altrettanto grande, a seconda da come la si guardi) che ha avuto impatti anche sul singolo capoluogo lombardo. Per Milano l’impatto è stato di circa 2,5 miliadi di euro di produzione e 1,045 di valore aggiunto. Utili accresciuti anche dall’affluenza: la spesa di visitatori e atleti ha contribuito a circa 1 miliardo di consumi diretti sul territorio milanese. Un trend che potrebbe confermarsi e che dipende anche dalla maggiore visibilità della città: i benefici includono un aumento del turismo (record di 8,7 milioni di arrivi) e un incremento di studenti internazionali a Milano, saliti a 20 mila.

Modalità di analisi e costi nascosti – La storia spesso viene scritta dai vincitori. O dagli organizzatori. In questo caso il successo economico viene vantato dalla stessa Fondazione a capo degli eventi. Varie inchieste, però, offrono un quadro diverso e più sfaccettato. Come raccontato dal Fatto Quotidiano, il conto presentato dai Giochi è di 7 miliardi di euro: 2 per le gare, più 5 per le infrastrutture, quasi tutte da finire. In sei anni, il governo ha dovuto varare 15 norme per finanziare le Olimpiadi, nonostante fossero state annunciate come a “costo zero”. E intanto i conti della Fondazione Milano-Cortina hanno chiuso con una perdita di 100 milioni e il bilancio del Coni è in rosso. Inoltre non c’è chiarezza sull’esistenza di altri costi e sulle varie opere incompiute. O compiute con poca trasparenza. È il caso della Arena Santa Giulia: l’impianto doveva costare circa 177,3 milioni, finanziato privatamente. La cifra reale però è controversa. Come analizzato da Altreconomia, non è chiaro per esempio  in che modo e perché siano stati stanziati 51 milioni di risorse pubbliche a copertura degli “extra-costi”.

Effetti (positivi) a lungo termine – «La sfida sarà trasformare l’attuale spinta in una crescita strutturale», ha sottolineato il presidente di Assolombarda (l’associazione delle imprese industriali di Milano e provincia) Alvise Biffi, a cui si deve l’analisi degli impatti positivi sulla città. Per far ciò, ha spiegato, serve investire su innovazione, trasferimento tecnologico, disponibilità di capitali e competenze. Intanto in città sono aumentati gli studenti internazionali e i turisti: due categorie che portano con sé capitali ma anche controversie sul modello urbano più auspicabile per i cittadini. E l’eredità olimpica consiste anche nella riqualificazione urbana. In città, infatti, le strutture realizzate per le gare verranno smontate oppure riconvertite per altri utilizzi. Un esempio è il Villaggio olimpico, realizzato all’ex scalo ferroviario di porta Romana: dopo avere ospitato gli atleti, dovrebbe diventare il più grande studentato d’Italia, con 1.700 posti letto. In teoria, a prezzi più accessibili rispetto a quelli del mercato privato.