Pressione alta, medaglia che salta. Non ce l’ha fatta l’Italia a conquistare una medaglia nella specialità della combinata maschile a squadre. Alex Vinatzer non ha retto la pressione e ha sprecato la prima posizione conquistata da Giovanni Franzoni in discesa libera dopo la prima manche. L’oro è andato ancora una volta alla Svizzera, che ha festeggiato grazie alla coppia composta da Franjo Von Allmen e Tanguy Nef. Von allmen ha replicato così il successo ottenuto giusto due giorni fa, il 7 febbraio, in discesa libera. Il paese elvetico è in forma smagliante e i risultati lo dimostrano: in seconda posizione c’è sempre una coppia svizzera, quella formata da Marco Odermatt e Loic Meillard, che hanno però dovuto condividere il gradino sul podio con il duo austriaco composto da Vincent Kriechmayr e Manuel Feller. Niente bronzo, ma due argenti figli di un cronometro che si è fermato nello stesso istante.
Che cos’è la combinata a squadre? – Nuovo format, più spettacolo. La combinata a squadre ha fatto il suo esordio alle Olimpiadi di Milano Cortina. Questa formula ha sostituito la combinata individuale e lo slalom parallelo. La combinata è composta da due prove: una discesa libera e uno slalom speciale. In precedenza queste due competizioni venivano disputate dallo stesso sciatore, mentre adesso ogni nazione può formare quattro coppie: un atleta gareggia nella libera e l’altro nello slalom. I tempi dei due sciatori si sommano e vince la squadra che realizza il tempo minore.
Come accade nei tradizionali eventi da due run di sci alpino, nella frazione di slalom gli atleti partiranno in ordine di classifica inverso: dall’ultima posizione alla prima. Se l’atleta che disputa la discesa libera non termina la prova, allora il suo compagno non uscirà nemmeno dal cancelletto nello slalom.
Questa manifestazione ha riscosso molto successo, è risultata più dinamica e anche più televisiva. Creando una gara a coppie si favorisce il lavoro di squadra e gli atleti possono concentrarsi su una sola discesa, a seconda delle proprie caratteristiche. A Milano Cortina l’Italia ha schierato quattro coppie: Giovanni Franzoni-Alex Vinatzer; Dominik Paris-Tommaso Sala; Florian Schieder-Tobias Kaslunger; Mattia Casse-Tommaso Saccardi.
La gara – Neve compatta, sole splendente: le condizioni perfette per una gara di sci. Così si presentava la Stelvio al cancelletto di partenza della discesa libera. I favoriti erano gli svizzeri, nello specifico Odermatt, Von Allmen e Alexis Monney. A rubare la scena è stato però Franzoni, in un momento di forma in cui gli riesce tutto. Il giovane bresciano ha portato l’Italia sul gradino più alto del podio provvisorio, seguito a ruota dai tre temibili svizzeri e da Dominik Paris, quinto a 59 centesimi.
Il verdetto passa allo slalom, disputato sull’ultimo tratto della Stelvio: dalle curve de La Konta, fino all’arrivo. Ad accendere la gara ci ha pensato l’austriaco Micheal Matt, il primo a scendere sotto i 52 secondi. Subito dopo a fare ancora meglio è stato il connazionale Feller, che ha condotto la sua nazione sul podio (secondo posto ex aequo). Ma la manche della vita l’ha realizzata lo svizzero Tanguy Nef, che ha permesso così al suo compagno Von Allmen di ottenere il secondo oro in tre giorni. Subito dopo Nef è sceso Meillard (compagno di Odermatt) che non è riuscito a rispettare i pronostici e ha chiuso a 99 centesimi dalla coppia vincente (secondo posto ex aequo con Kriechmayr-Feller).
È il momento di Vinatzer, ultimo a scendere, e con la responsabilità di non sprecare la prova strepitosa di Franzoni. Nei secondi antecedenti l’apertura del cancelletto a Bormio si percepisce un attimo di silenzio. I tifosi azzurri sono assiepati in piazza del Kuerc e provano in tutti modi a spingere Vinatzer con cori e incitazioni. La pressione è alta e il ragazzo cresciuto a Selva di Val Gardena non è riuscito a reggerla. Partito lento sul muro iniziale, il confronto all’arrivo con Nef è impietoso: dai 42 centesimi di vantaggio al secondo e 22 centesimi di ritardo. Vinatzer è senza parole, deluso, affranto, consolato solo dall’abbraccio di Franzoni e del pubblico di casa. La medaglia è sfumata, la coppia azzurra si è fermata solo al settimo posto. Nel centro storico di Bormio a sventolare sono le bandiere svizzere.
Tutta la delusione – «Sono un po’ in lutto, Giovanni si meritava la medaglia. Avevo il cavallo buono ma ho fallito. Ero nervoso in partenza, ho sentito la pressione perché di solito non scendo per ultimo, di solito sono io che vado a caccia», così Vinatzer, deluso per non essere riuscito a rispettare le alte aspettative. «Hai un compagno giù e non vuoi assolutamente sbagliare, avrei dovuto prendermi qualche rischio in più». Il clima a Bormio resta di festa e lo slalomista avrà l’occasione per rifarsi nella gara del 16 febbraio. L’Italia dello sci guarda avanti con fiducia.




