
Tifosi svizzeri seguono la gara di discesa libera dalla collina sopra il salto di San Pietro (foto di Giacomo Candoni)
Vittorie di Pirro – A volte nello sport si può essere tristi, o almeno non pienamente soddisfatti, anche dopo una vittoria. È lo stato d’animo di una decina di tifosi svizzeri appostati alla base del salto di San Pietro, punto cruciale della discesa di Bormio a poco più di un chilometro dall’arrivo. Vengono tutti da Beckenried, paese da qualche migliaio di abitanti nelle vicinanze di Lucerna, come segnalato dalla bandiera che hanno piantato per terra a fianco di quella nazionale.
Son venuti fin qua, oltre che per la passione di seguire le competizioni sulla neve, per vedere le Olimpiadi per la prima volta e soprattutto per il loro beniamino Marco Odermatt. Il 28enne di Stans, nato a pochi chilometri da Beckenried, si è presentato come il grande favorito da numero uno in Coppa del mondo, ma è rimasto fuori del podio per soli due decimi, sorpassato dal connazionale Franjo von Allmen e dagli italiani Giovanni Franzoni e Dominik Paris. Amare le sue parole dopo la sconfitta: «È uno schifo. Il quarto posto alle Olimpiadi è il peggiore che ci sia».
Il gruppo di Beckenried però non si perde comunque d’animo: continua a seguire i salti dalla collinetta appena fuori dal perimetro delle reti, punto che non permette di vedere lo stacco, ma che fa apprezzare l’arrivo, sorseggiando grappa e caffè e urlando cori di incoraggiamento a ritmo di un grande campanaccio legato al bacino di uno spettatore locale.

La bandiera elvetica e quella del comune di Beckenried (foto di Valerio Benigni)
Festa grande – Meno agrodolce, anzi dolcissimo, l’epilogo della gara per Gabriele e le figlie Andrina ed Helena. Le tre tifose di Zurigo hanno seguito la discesa dalla località Ciuk, poco sopra il muro di San Pietro. Gabriele si dice entusiasta della vittoria di uno svizzero: «Siamo così felici, ci avevamo sperato così tanto», dice Gabriele. «Peccato per Odermatt, ma von Allmen è stato straordinario». Helena riconosce invece che «anche gli italiani hanno fatto bene, siamo contente per voi», mentre Andrina sta apprezzando il paese che ospita le Olimpiadi: «Bormio è un grande luogo, abbiamo trovato un sacco di persone gentili e stiamo vivendo lo spirito olimpico al meglio».

Alcuni giovani tifosi cechi (foto di Giacomo Candoni)
Non conta essere titolati – C’è anche chi apprezza meramente lo spirito delle gare, senza alcuna speranza di vittoria per la propria nazionale. È il caso di una famiglia di Slaný, cittadina della Repubblica Ceca a una quarantina di chilometri a Nord-Est di Praga. I cinque, genitori e tre figli, di cui uno di otto anni, resteranno qui fino alla fine delle Olimpiadi, per godersele appieno. Per loro la sensazione è fantastica, anche se non le osservano dalle tribune: «Conosciamo bene la pista Stelvio, siamo già stati a Bormio a sciare e la guardiamo ogni anno alla Coppa del mondo», raccontano all’unisono il padre e il figlio più piccolo. L’unico atleta ceco a gareggiare nella discesa, Jan Zabyst?an, si è classificato ventiquattresimo, ma i cinque festeggiano insieme ai vicini italiani e svizzeri.




