Mentre allo Stadio San Siro 60mila persone celebravano dal vivo le emozioni della cerimonia d’apertura, anche Bormio – dove si disputeranno le gare di sci alpino maschile e scialpinismo, la novità del programma olimpico – ha offerto ai tifosi la possibilità di seguire l’inizio ufficiale dei Giochi attraverso un maxischermo. Nella centrale piazza Cavour, all’ombra della Torre della Bajona, centinaia di persone si sono date appuntamento ben prima dell’inizio della cerimonia ufficiale. La serata si è aperta infatti già alle 19 con la sfilata della Filarmonica Bormiese insieme ai giovani atleti degli sci club e agli sciatori di una volta con attrezzatura d’epoca, a cui è seguito uno spettacolo di danza. Il collegamento con Milano è stato anticipato dai saluti dell’assessora Samanta Antonioli: «Bormio con la sua storia e il suo legame con la montagna accoglie il mondo con orgoglio. Qui lo sport è passione, impegno e senso di comunità. Che questi giorni siano un’occasione di incontro e confronto per tutti: buona Olimpiade».
E poi dalle 20 in punto occhi fissi sul maxischermo e sulle immagini di Milano.

La coppia americana (foto di Giacomo Candoni)

I tifosi – La maggioranza dei tifosi sono italiani, ma qua e là la piazza è punteggiata di cappelli, sciarpe e bandiere biancorosse di Canada, Austria e soprattutto Svizzera: il confine, d’altronde, è appena a una ventina di chilometri. Chi ha fatto decisamente più strada è un gruppo di tifosi australiani, canguro gonfiabile in una mano e cartone di pizza nell’altra: l’ambientamento è stato rapido. Tra il pubblico anche una coppia tedesco-americana, Steve Walicki e Simone Merica, vestita con la tuta di rappresentanza della nazionale statunitense: «Siamo arrivati qualche giorno fa e siamo rimasti incantati sia dall’atmosfera sia dall’architettura: sembra di essere tornati indietro nel tempo di mille anni». La loro storia è quantomeno curiosa: «Ci siamo conosciuti alle isole Figi» racconta Steve, «io ero lì per fare surf, Simone in vacanza. Adesso siamo sposati da dieci anni e viviamo alle Hawaii». La neve però è nel Dna di entrambi, con Steve che è nato in Wisconsin e ha imparato a sciare con un maestro austriaco e Simone che arriva da un Paese in cui gli sport invernali hanno un seguito notevole. Sorridenti si allontanano poi con un bicchiere di vin brulé in mano: «Fenomenale». Pur senza vessilli, un’allegra brigata di pensionati arrivata dalla Bulgaria, al momento della sfilata degli atleti ha manifestato con forti applausi il proprio sostegno: «Siamo arrivati due ore fa e nella fretta abbiamo lasciato le bandiere in albergo», ci spiegano. «Non abbiamo nemmeno cenato ma non potevamo perderci un momento così emozionante».

Le tradizioni di Bormio – Tornando alla cerimonia, seguita con grande interesse da tutto il pubblico, è un omaggio alle tradizioni italiane. E a proposito di tradizioni Michela Canclini, presidente dell’associazione «Reparti di Bormio», ne ha sottolineato l’importanza, a maggior ragione in un periodo come quello olimpico dove la modernità e la tecnologia sembrano prendere il sopravvento: «La condivisione delle tradizioni deve essere priorità per il paese per crescere anche a livello turistico». Emblematici di questo spirito i litri di vin brulè preparati in un grande calderone di rame e offerti gratuitamente a tutta la piazza. Piazza in cui era presente anche un gruppo di sciatori vestito in abiti storici: «Per noi è un sogno avere le Olimpiadi qui» racconta emozionato Andrea, che ha sfilato con gli sci in legno del padre. «Fantastico» gli fa eco la moglie Marisa, anche lei vestita in abiti tradizionali neri, rossi e verdi.
Il clima è quello giusto, tifosi e bormini hanno risposto presente: ora tocca agli atleti.

Gli sciatori in abiti storici (foto di Giacomo Candoni)