All’alba la fila è già lunga e composta. Migliaia di persone attendono in raccoglimento davanti alla Basilica Inferiore: per la prima volta domenica 22 febbraio le spoglie di San Francesco d’Assisi sono state esposte pubblicamente ai fedeli e rimarranno a disposizione delle preghiere dei fedeli per un mese. Una iniziativa per celebrare gli 800 anni dalla morte del Santo, avvenuta il 3 ottobre 1226. La prenotazione è gratuita e obbligatoria per ragioni organizzative e di sicurezza.
L’attesa prima del sorgere del sole – Dalle cinque del mattino i pellegrini hanno iniziato a raggiungere la Basilica di San Francesco. La coda si è allungata rapidamente, ma senza tensioni: solo silenzio, rosari tra le mani e sguardi rivolti verso l’ingresso. Molti hanno viaggiato tutta la notte per poter essere tra i primi a vivere questo momento.
Un percorso ordinato verso la teca – L’accesso alla Basilica avviene attraverso varchi controllati. Metal detector, volontari e personale di sicurezza regolano un flusso continuo e disciplinato. Si avanza lungo un percorso guidato che conduce davanti alla teca collocata ai piedi dell’altare. Ognuno ha pochi istanti, ma sufficienti per fermarsi, pregare, affidare un pensiero.
Il corpo fragile, il messaggio potente – Davanti alla teca molti restano immobili. C’è chi si fa il segno della croce, chi mormora una supplica, chi lascia scivolare una lacrima. La vista delle spoglie colpisce per la loro fragilità: un corpo minuto, segno tangibile di un uomo che otto secoli fa scelse povertà e radicalità evangelica.
Assisi cuore del pellegrinaggio – L’ostensione proseguirà fino al 22 marzo e sono attese decine di migliaia di visitatori ogni giorno. Assisi diventa così un crocevia internazionale di fede e contemplazione. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, parla di un’«Umbria capace di accogliere con responsabilità e organizzazione», sottolineando il flusso continuo di famiglie, anziani e giovani arrivati da ogni parte del mondo.




