Il conto alla rovescia è partito: dal primo aprile i monopattini elettrici a noleggio non potranno più circolare a Firenze. Il Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana ha respinto la richiesta di sospendere con urgenza la delibera di novembre 2025 con cui il Comune ha scelto di vietare il servizio di sharing. In altre parole, i giudici amministrativi hanno stabilito che non ci sono motivi per bloccare la scelta di Palazzo Vecchio. Il capoluogo toscano diventa il primo grande centro italiano a chiudere definitivamente alla micromobilità elettrica a noleggio.
La decisione dei giudici – I giudici non hanno ancora valutato nel merito la legittimità complessiva del provvedimento, ma hanno ritenuto che non vi fossero i presupposti per bloccarlo immediatamente. Questo significa che la linea di Palazzo Vecchio resta operativa. A impugnare la delibera è stata Bird, tra i principali operatori del settore, che ha definito il divieto sproporzionato e privo di adeguata giustificazione. L’azienda ha già annunciato che proseguirà il contenzioso, convinta che vi siano margini per ribaltare la decisione. Se così non dovesse accadere, dal giorno dell’entrata in vigore del provvedimento, i monopattini a noleggio non saranno più disponibili. Il Comune ha annunciato l’intenzione di rafforzare altre forme di mobilità condivisa, come biciclette e scooter, considerate più gestibili sotto il profilo normativo e logistico.
Il nodo delle nuove regole – Alla base della scelta del Comune c’è l’entrata in vigore delle norme nazionali più stringenti sulla micromobilità. In particolare, l’obbligo generalizzato del casco per muoversi in monopattino ha rappresentato il punto di frizione principale. In un sistema free floating, privo di stazioni fisse di ritiro e riconsegna, garantire che ogni utente indossi correttamente il dispositivo di protezione è risultato, secondo l’amministrazione, difficilmente controllabile. Le società avevano tentato di dotare ogni mezzo di casco, ma l’esperimento si è scontrato con furti e danneggiamenti. Per il Comune, questa situazione rischiava di tradursi in una violazione diffusa delle norme del Codice della strada, incompatibile con gli standard di sicurezza urbana.
Comportamenti scorretti e criticità – Non solo casco. L’amministrazione fiorentina punta il dito contro condotte ritenute ormai sistematiche: doppio trasporto sullo stesso monopattino, circolazione contromano, invasione delle corsie riservate a bus e taxi, soste irregolari su marciapiedi e davanti agli ingressi di abitazioni e negozi. La sperimentazione avviata nel 2020, secondo Palazzo Vecchio, non avrebbe prodotto miglioramenti significativi sul piano del rispetto delle regole. Da qui la decisione di interrompere definitivamente il servizio, ritenendo insufficienti le misure correttive introdotte negli anni.
Un trend già visto in Europa – La scelta di Firenze si inserisce in una tendenza europea già consolidata. Nel 2023 Parigi ha detto addio ai monopattini in sharing dopo un referendum cittadino. Nel 2024 anche Madrid ha optato per lo stop. In Italia finora nessuna grande città aveva imboccato la strada del divieto totale, preferendo limitazioni o regole più severe. Con questa decisione, il capoluogo toscano assume un ruolo di apripista nel panorama nazionale.




