«CANC». Si arriva alla banchina in stazione e si cerca il monitor aggiornato degli orari. Se funziona, si incrociano le dita e si spera che non ci siano quelle quattro lettere. Quasi 40mila volte all’anno però Trenord sopprime le corse, per metà con limitazioni del percorso parziali e per l’altra metà in modo totale. È quanto emerge nel report che Regione Lombardia ha consegnato in risposta a un’interrogazione del Partito democratico.

Responsabilità – Su 780mila viaggi nel 2025 le soppressioni sono state 38.768, in lieve calo rispetto all’anno precedente (39.177), sebbene le corse siano aumentate del 3 per cento. In particolare, le soppressioni totali sono state 20.700 e in 6.600 casi la causa è imputabile a Trenord: in percentuale oltre il 30 per cento. Per sciopero ci sono state invece 9.500 cancellazioni.

Ritardi – I treni arrivano sempre in orario, dice un vecchio adagio quando si sogna la puntualità svizzera. In Lombardia invece quasi una volta su cinque si accumulano ritardi di almeno cinque minuti. Nel 2025, 141.306 corse hanno “sgarrato” e nel 45 per cento dei casi la colpa è di Trenord (27% di Rfi, 3% di Ferrovienord, 25% di altre cause, come ad esempio gli scioperi). Fino al 2023 i viaggiatori potevano chiedere un rimborso a partire da ritardi registrati di 5 minuti, ma dal gennaio 2024 viene di fatto concesso all’azienda partecipata un margine di un quarto d’ora per avere uno sconto del 30 per cento sull’abbonamento mensile successivo.

Il servizio – Nella gestione del contratto, che è stato rinnovato a Trenord nel 2023 per dieci anni senza una procedura di gara aperta, non solo ombre. Il numero delle corse è aumentato nel 2025 e i viaggiatori hanno superato quota 205 milioni.