Sarà Stefano De Martino a condurre la 77esima edizione del Festival di Sanremo, nel 2027. Lo riporta Adkronos dopo che Carlo Conti ha anticipato in conferenza stampa che stasera, durante la finale, ci sarebbe stato il passaggio di testimone.
Per questo De Martino sarà presente al Teatro Ariston e, in base alla scaletta, poco dopo le 23 il direttore artistico Carlo Conti scenderà in platea. Come ha appreso l’agenzia ci sarà uno scambio di battute sul festival 2027.

Durante la conferenza stampa di questa mattina, 28 febbraio, alle domande su un’eventuale direttrice artistica donna, Conti ha risposto: «Mi auguro ci sia sempre più spazio per le donne e per i giovani». Il nome del 36enne conduttore di Affari tuoi era già tra i più vociferati per i prossimi direttori artistici e l’opzione Sanremo è prevista nel suo contratto con la Rai. Anche a La Sestina, Conti aveva riferito: «Grazie a Dio è l’ultimo Sanremo», aggiungendo poi «Almeno di questa serie. Oppure no?». Sarà la prima volta che il conduttore e direttore artistico dell’anno successivo viene annunciato nella finale di Sanremo regalando così agli appassionati uno spettacolo del tutto inedito.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da La Sestina (@la_sestina)

La finaleNino Frassica tornerà a Sanremo per il secondo anno di fila: «Siccome è andata bene, farò gli stessi sketch», scherza. Altra ospite Giorgia Cardinaletti, giornalista di Rai1 che sarà co conduttrice: «Sono stata moderatrice della conferenza stampa a Sanremo diversi anni fa, poi ci ho sempre lavorato per fare servizi. Di Sanremo ho vissuto tutto tranne il palco. Stasera succederà anche questo», ha raccontato durante la conferenza stampa al teatro Ariston. Non è la prima volta: basta scorrere fino al 2023 per trovare Francesca Fagnani, anche lei giornalista e ieri in duetto con Fulminacci, come co conduttrice insieme ad Amadeus. Il vincitore sarà decretato tra la top 5 finale presentata in ordine sparso, tramite un secondo giro di voti, sempre nella configurazione televoto, stampa e radio. La finale di Sanremo potrà contare sulla scia più che positiva della quarta serata, quella delle cover, che ha convinto pubblico e critica. Gli ascolti sono andati bene: 10 milioni 789 mila gli i telespettatori, con uno share del 65.6 per cento. Numeri lontani da quelli delle prime tre serate, a partire dal “flop” della seconda giornata di gara che si era fermata a poco più di 9 milioni. Soddisfazione di Carlo Conti, direttore artistico, che in conferenza stampa ha ringraziato gli artisti.

Cos’ha funzionato con le cover – Semplificando, si può dire che il Festival di Sanremo sia due cose. Un programma televisivo e un premio musicale. Quando la parte musicale è più scarica, lo show televisivo compensa. E viceversa. Quest’anno, complice un po’ la postura istituzionale di Carlo Conti – Aldo Grasso parla di «impiegato» sul Corriere – un po’ l’assortimento delle canzoni, qualcosa pare non aver funzionato da entrambi i lati. Invece la serata cover, che da sempre è lo spazio più adatto per esperimenti e joint venture canore, è riuscita a sorprendere. A convincere sono state le canzoni: ritmate, poche ballad. Insieme a qualche momento di vero e proprio musical. È il caso della formazione TonyPitony e Ditonellapiaga che alla fine ha prevalso su tutte con la loro versione di The Lady Is a Tramp. 

Autori “boomer”. La critica – Tra le domande sulla quarta serata, una ha sollevato una critica piuttosto condivisa, almeno a giudicare dall’applauso spontaneo dei giornalisti presenti in conferenza stampa. Andrea Conti di FQ Magazine ha chiesto al conduttore e ai vertici Rai se la squadra di autori non sia abbastanza «sul pezzo», facendo riferimento all’ospitata del professore-creator Vincenzo Schettini, coinvolto di recente in una polemica per alcune sue dichiarazioni al podcast Passa dal BSMT per cui la sua partecipazione era in bilico. Il suo discorso sul dialogo tra genitori e figli è stato ritenuto da molti superficiale, e non in grado di creare davvero un canale di comunicazione con i giovani. Un po’ una “boomerata” insomma, a detta del giornalista. «D’accordo, ricevuto forte e chiaro», ha risposto Claudio Fasulo, vicedirettore del Prime Time, «ma comunque abbiamo una squadra di giovani autori che prova a fare un prodotto esaustivo che arrivi a tutti. Magari sbagliamo magari no»