È la serie più vista di sempre su Hulu e Disney+. Dopo il successo di The Beauty, Ryan Murphy riaccende il pubblico con Love Story: John F. Kennedy Jr. & Carolyn Bessette, una mini serie a puntate diventata, in poche settimane, il fenomeno dell’anno. L’amore, la moda, gli anni ’90, New York, la musica. Love Story è questo e molto di più.

La storia d’amore – La serie ripercorre la relazione, il matrimonio e, storicamente annunciata, la tragica fine. Carolyn Bessette, interpretata da Sarah Pidgeon, è perfetta: brillante, coraggiosa, indipendente. Bellissima, non perché incarni i canoni estetici della perfezione, ma perché sicura di sé. Occhi azzurri e capelli biondi lunghissimi che Carolyn sposta continuamente con la mano, da un lato all’altro. Ed è quel gesto, così naturale e intenso, che conquista John F. Kennedy, interpretato da Paul Anthony Kelly. Lui si innamora al primo sguardo. La corteggia con mazzi di rose rosse, ristoranti dalle lucine colorate, passeggiate sotto casa. Il suo è un mondo complicato, fatto da un cognome troppo ingombrante. È il rampollo di una delle famiglie più potenti e sfortunate d’America, affascinante anche con quei suoi cappelli discutibili, gentile, sorprendente e pieno di sogni. Insieme sono perfetti, e non solo per la somiglianza estetica con i veri protagonisti. Quando condividono la scena, l’amore si sente. Quello folle e incontrollato, nonostante le difficoltà, i pettegolezzi e le litigate a Central Park, davanti ai paparazzi. Sappiamo già come finirà, quel 16 luglio 1999: l’aereo che vediamo nella prima puntata si schianterà nell’Oceano Atlantico a Marta’s Vineyard. Eppure non ci importa. Puntata dopo puntata fanno sognare. E, per quanto assurdo possa sembrare, sperare in un finale diverso.

Anni ‘90 – Tutte vorremmo essere Carolyn. Una donna in carriera che nel giro di pochi anni, da commessa, si trasferisce a New York e diventa pubblicitaria da Calvin Klein. Una donna che sa farsi spazio nel mondo, soprattutto in uno così inaccessibile come quello della moda. “Colei che sussurra ai vip”, viene definita a un certo punto dallo stesso Calvin mentre la presenta a Kennedy Junior. Outfit quasi sempre total black: neutro e raffinato. Trucco assente, al massimo un filo di gloss, e capelli spesso spettinati. L’idea che dà, guardandola, è quella di aver indossato le prime cose che ha trovato nel suo armadio, o sulla sua sedia come si vede nella prima puntata, e di riuscire comunque a essere impeccabile.

Icona fashion – Il minimalismo americano, legato a case come Calvin Klein, non è povertà estetica ma controllo: linee asciutte, palette neutre e silhouette pulite. E Carolyn lo incarna alla perfezione, tanto da scatenare i trendsetter con l’hashtag #carolynbessettekennedystyle. Negli ultimi giorni, grazie all’inarrestabile fenomeno Love Story, questo stile è tornato al centro di tutto. La serie ha innescato in poche settimane una sorta di revival estetico anni ’90: in queste settimane in cui la serie viene rinnovata di una puntata ogni venerdì è impossibile non imbattersi, su Instagram e TikTok, nei video di outfit minimal e di dettagli beauty alla Carolyn Bessette. I carrelli virtuali di Zara, Mango e H&M vengono riempiti da capi basici total black e postati sui social, dimostrando di essere stati contagiati da un trend ormai virale. In appena un mese, infatti, le ricerche su TikTok, legate ai due protagonisti, si sono moltiplicate, aumentando di oltre il 9100%, mentre l’hashtag #lovestory ha generato più di 21 milioni di post a livello mondiale.

New York – Dalla sede centrale di Calvin Klein, progettata da Joe D’Urso, noto all’epoca per il suo minimalismo hi-tech, alla rivisitazione del loft di JFK Jr, Love Story ci ricorda che il minimalismo essenziale degli anni ’90 non riguarda solo la moda, ma anche il design. I colori classici, le linee pulite e le forme nitide di New York vengono ricreate sullo schermo, mantenendo una palette molto sobria. L’impressione, alla fine, è quella di aver ridotto al minimo il disordine, senza però fare a meno del caos tipico della Grande Mela, l’unica città che poteva fare da sfondo a una delle fashion icon più influenti del XX secolo.