Levante imbattibile, Dargen Clint Eastwood, Achille Lauro versione angelo e poi guantini, guantini per tutti. La seconda serata del Festival vola via tra eleganza sincera, eleganza ostentata e tanto, tanto Fantasanremo. Il filo rosso tra gli outfit dei maschietti in gara è infatti il mono guanto: da Lda fino a Tommaso Paradiso, il gadget che fa fare punti va bene a tutti, ma sta bene a pochi.

Vince sempre Giorgio Armani – Non ci sarà stato il picco di ascolti, ma di stile sì. E si è verificato con l’ingresso di Levante. Tra la prima e la seconda serata del Festival, a vincere il premio miglior vestito è sempre Levante, in total look Giorgio Armani. La cantautrice, in entrambe le uscite in abiti lunghi per una serata impegnata, brilla sempre di luce propria (sarà merito anche delle paillettes). La siciliana è diventata signora milanese ed è apprezzata da tutti. Meno brillante invece il direttore artistico Carlo Conti, che per ora non ha previsto un piccolo omaggio a Giorgio Armani e Valentino, scomparsi solo pochi mesi fa e protagonisti con i loro capi da sempre nelle serate liguri.

Achille, Angelo e Demone – A fare bella figura in un Festival altrimenti piatto (anche per gli outfit visti) è Achille Lauro, che riconferma l’affezione per il Made in Italy. I tre look, due total white e uno tutto dark, sono Dolce & Gabbana. La prima apparizione, angelica, è forse anche quella più apprezzata. Il cantante si mostra al pubblico con camicia con fiocco, sblusata e aperta sul collo per mostrare agli spettatori il collier, anch’esso Made in Italy di Damiani. Replica il candore del bianco più tardi, quando ci sono da ricordare le vittime di Crans-Montana. Mentre canta “Perdutamente”, è anche questa volta un angelo elegantissimo, che aggiunge il doppio guanto senza pensare ai bonus. Al centro delle sue tre apparizioni, invece, arriva un cameo da diavoletto con il look tutto nero (cappotto lungo scuro, guanti e dettagli neri) quando canta con Laura Pausini. All’Ariston, insomma, è un Achille Lauro da tutto o niente, bianco o nero. Cambia la personalità o il colore, ma non la vicinanza ai brand italiani.

Mordecai, il brand di Dargen. A collegare i look di Dargen D’Amico e Achille Lauro è solo il paese di produzione dei capi. Per il resto, se il romano è campione di stile, il rapper milanese forza la mano. Nelle sue due prime apparizioni è stato senza dubbio quello vestito in maniera più stravagante (per non dire peggiore). Dargen, comunque, non ci pensa troppo a essere elegante. In entrambe le uscite ha sfoderato una briosa miscela di occhiali sbrilluccicanti, kimono con texture parquet o mantelli infiniti alla Clint Eastwood nei film di Sergio Leone. Dietro gli outfit non replicabili da esseri umani all’infuori di lui c’è il brand Mordecai.
Milanese come il suo indossatore, Mordecai ha disegnato cinque pezzi differenti solo per le serate dell’Ariston. Il marchio, relativamente nuovo, è stato fondato nel 2023 ed è diretto da Lorenzo Bruno. Lo stilista ex Moncler porta in passerella abiti che sono un mix tra il tecnico e lo chic contemporaneo. In verità però, quando c’è da produrre pezzi per le persone “normali” (ci vogliono comunque migliaia di euro per aggiudicarsi un capospalla), lo stile è più sobrio. Il marchio milanese è famoso in tutto il mondo per le sue giacche e piumini, sempre un po’ oversize e multistrato. Molto curata la parte di qualità del prodotto, grazie a una sezione dedicata alla maglieria tecnica che crea un ponte tra sport ed eleganza.

Guantini per il Fantasanremo. Partiamo da quello che aveva il diritto di mettersi un guanto unico: Tommaso Paradiso. «Sono inciampato di notte su un oggetto di mia figlia, mi sono appoggiato al vetro della finestra e mi si è spaccata la mano, è stata ricucita sia dentro che fuori» ha giustificato la scelta il cantante romano. Emuli di Paradiso sono stati però in molti ed è difficile pensare all’incidente domestico. Il primo a presentarsi con un guanto unico è Lda, il figlio di Gigi D’Alessio, poi Ermal Meta e J-AX. Oltre al già citato Achille Lauro che però almeno è riuscito a metterli entrambi. Sul palco basta un piccolo sforzo per far vincere cinque punti ai propri fan. Se questo significa mettere a repentaglio il look, pare non interessare.