In Italia si continua a evadere. IIn particolare, per quanto riguarda l’Iva, il mancato versamento dell’imposta ha raggiunto il 15%. Dopo due anni in calo, la differenza tra le entrate potenziali e le somme riscosse è risalita. Il gap è consistente: secondo il report “Mind the gap – Sfide e opportunità per la conformità fiscale e le spese fiscali nell’UE” della Commissione europea, si tratta di 25 miliardi di euro. Per l’Iva, che è un’imposta comunitaria, esistono stime armonizzate per tutti i 27 Paesi ed è possibile quindi stilare una classifica degli “evasori”: l’Italia è al quinto posto, dopo Romania (30%), Malta (24,2%), Polonia (16%) e Lituania (15,1%). Al contrario, Austria (1%) e Finlandia (3%) hanno ottenuto i risultati migliori.
Situazioni europea e misure preventive – Nel complesso in Europa il divario ha raggiunto i 128 miliardi di euro nel 2023. L’evoluzione del gap mostra tendenze nazionali anche molto diverse tra loro, in parte spiegate dalla capacità amministrativa e dalle riforme della rendicontazione digitale. Lo studio, in questo senso, analizza anche le possibili azioni per ridurre i divari fiscali: rafforzare la capacità di stima per una rendicontazione sistematica, con pubblicazioni regolari delle stime; valutare e segnalare le lacune causate dalle politiche fiscali, come sgravi o agevolazioni; utilizzare strumenti digitali e l’intelligenza artificiale per migliorare la riscossiuone.
La situazione italiana – Dal punto di vista della digitalizzazione e della prevenzione l’Italia ha fatto importanti passi in avanti, secondo quanto emerge dalla scheda dedicata al Paese nel report Ue. Il nostro Paese, rispetto ad altri, ha già ha messo in atto sistemi che consentono l’uso dell’intelligenza artificiale per analizzare e incrociare una vasta gamma di dati finanziari. Inoltre, è tra i pochi Stati che stimano ogni anno sia il tax gap della tassazione del reddito di impresa, sia quello che riguarda l’Irpef, la tassazione personale. Nonostante questo ciò che emerge è meno incoraggiante: nel 2022 l’evasione complessiva è tornata a superare i 100 miliardi. Inoltre, l’evasione dell’Iva al 15% è ben al di sopra della media europea, che si attesta al 9,5.
L’imposta sugli utili delle imprese europee – Dal rapporto emergono anche i dati sul gap dell’imposta sugli utili delle imprese. Le stime indicano un divario medio di conformità all’IRS (l’Imposta sul Reddito delle Società, cioè il tributo che colpisce gli utili delle imprese) pari a quasi l’11% delle entrate IRES riscosse (l’Imposta sul Reddito delle Società nel sistema fiscale) in 23 Stati membri dell’UE. La Slovacchia e la Romania superano il 20%, mentre Danimarca, Paesi Bassi e Finlandia presentano le stime più basse tra gli Stati membri valutati, inferiori al 3% (in base agli ultimi dati disponibili per ciascun Paese).




