Dopo tre giorni di confronto all’interno del consiglio di amministrazione, a Luigi Lovaglio sono state tolte le deleghe da amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, che ha perso anche la carica di direttore generale. Il banchiere rimarrà comunque nel board fino alla prossima assemblea, in programma il 15 aprile. Nel frattempo la gestione dell’attività ordinaria è passata al vice Maurizio Bai. «Effettuati i necessari approfondimenti anche con l’ausilio di autorevoli consulenti esterni» – ha piegato il cda in una nota – «ha ritenuto di revocare le deleghe allo stesso conferite in qualità di amministratore delegato, avocando a sé tutti i relativi poteri».

I motivi dell’esclusione – La decisione è arrivata dopo che il nome di Lovaglio, alla guida della banca dal 2022, è comparso tra quelli dei candidati a.d. nella lista presentata da Ptl Holding, azionista di Mps all’1,2%. Si tratta di una lista diversa e alternativa rispetto a quella del cda in carica, che ha già indicato Fabrizio Palermo come unico candidato. A inizio marzo Lovaglio era stato escluso anche dai candidati per i ruoli dirigenziali composta dal cda, elenco che sarà presentato ufficialmente alla prossima assemblea degli azionisti della banca.

L’operazione Mediobanca – In una bozza di relazione di bilancio, che i soci hanno potuto visionare ieri 25 marzo in vista dell’assemblea, Mps ha incluso un resoconto dell’inchiesta della Procura di Milano sul presunto concerto sull’Ops Mediobanca, che farebbe configurare il reato di aggiotaggio. I pm sono alla ricerca di prove che dimostrino una strategia condivisa tra governo, Mps, gruppo Delfin di Leonardo Del Vecchio e l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone nella scalata per ottenere il controllo di Generali. Un passaggio in particolare, citato da Radiocor, descrive il coinvolgimento di Lovaglio: «Tra le numerose condotte oggetto di contestazione nei confronti dei tre indagati, all’amministratore delegato (Lovaglio, ndr) sarebbe stata ascritta unicamente la condotta consistente nell’aver asseritamente concertato con gli altri coindagati l’Ops mediante la quale la Capogruppo avrebbe acquisito il controllo di Mediobanca».