Riparte il risiko bancario, con Unicredit che ha annunciato un’Offerta pubblica di scambio (Ops) sulla tedesca Commerzbank. Dopo essere arrivata a una partecipazione del 26% la banca italiana punta ora a raggiungere e superare il 30%. L’unico modo per farlo, secondo la legge tedesca, è lanciare un’offerta sul 100% delle azioni, ma l’ad di Unicredit Andrea Orcel ha spiegato che con questa Ops non è negli interessi del gruppo arrivare al controllo di Commerz. L’obbiettivo a lungo termine però, reso chiaro dal banchiere, è quello di avviare una trattativa con quella che è la quarta banca della Germania, partecipata dal governo federale: «Credo che una fusione non solo aggiungerebbe molto valore agli azionisti, ma anche alla Germania, all’Europa, ai clienti e alle persone che lavorano presso la Commerzbank e Unicredit». L’offerta dovrebbe entrare in vigore all’inizio di maggio, quando è prevista anche la convocazione di un’assemblea straordinaria per autorizzare l’aumento di capitale che serve per l’operazione.
La scalata – Con la decisione di stamattina, 16 marzo, la banca milanese di piazza Gae Aulenti fa un altro passo verso la creazione di un grande polo bancario europeo, che punta a essere competitivo sul piano internazionale: «Sono fermamente convinto che l’Europa abbia bisogno di banche più grandi e più forti», ha spiegato Orcel. «Il settore dei servizi finanziari tedesco, e in particolare il mercato bancario, è eccessivamente frammentato. E questo non va nell’interesse dei clienti e dell’economia in generale». La scalata di Unicredit fino all’attuale 26% è iniziata a settembre 2024, quando il gruppo italiano ha dato il via a una serie di operazioni tra cui anche il tentativo di comprare Banco Bpm. Quest’ultima non è però andata a buon fine dopo il criticato intervento del governo Meloni che ha opposto il golden power, il diritto di voto speciale per tutelare l’interesse nazionale. Sull’intervento dell’esecutivo, inedito perché destinato a ostacolare un’operazione tra due banche entrambe italiane, è in corso una procedura d’infrazione da parte della Commissione europea.
Le reazioni – «È il passo successivo della spudoratezza. Non è solo un passo non concordato, ma ostile». È la posizione del consiglio di fabbrica della Commerzbank, un organo sindacale, espresso dal portavoce Sascha Ubel: «Ci difenderemo con tutte le nostre forze e i nostri mezzi», ha fatto sapere poco dopo l’annuncio di Unicredit. Dura anche la risposta del governo tedesco, con il portavoce del ministero delle Finanze che ha parlato di una «acquisizione ostile non accettabile», precisando che si tratta ancora di un «annuncio, non una proposta, di cui prendiamo atto». Lo stesso funzionario ha precisato, rispondendo a una domanda, che la vigilanza spetta alla Bce. Sarà infatti l’istituzione guidata da Christine Lagarde a dover dare il via libera definitivo all’Ops. Un atto considerato ostile da Berlino, come già anticipato dal ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil in una recente intervista dove aveva definito «poco amichevole» la posizione di Unicredit quanto a «modalità e approccio».




