L’ex presidente sudcoreano di destra Yoon Suk-yeol è stato condannato all’ergastolo. Per il tribunale distrettuale di Seul è colpevole di tentata insurrezione. La sentenza si riferisce ai fatti del 2024, quando aveva tentato di imporre la legge marziale per mettere a tacere le opposizioni e prendere il controllo dell’Assemblea nazionale (il parlamento della Corea del Sud). Sul tavolo c’era anche la possibilità della pena di morte: pena prevista ma non più usata da quasi 20 anni.
La sentenza – La decisione dei giudici è arrivata questa mattina, giovedì 19 febbraio. L’ex presidente presenterà probabilmente ricorso in appello. In Corea del Sud, così come in Italia, ci sono tre gradi di giudizio: Yoon è stato condannato dal tribunale distrettuale (il primo). Ora potrà rivolgersi alla Corte d’Appello e in ultima istanza alla Corte Suprema. Il tribunale ha chiarito che l’ordine di legge marziale da lui imposto equivaleva a un’insurrezione, poiché Yoon avrebbe cercato di paralizzare il parlamento inviando delle truppe militari. All’udienza, trasmessa in diretta dalla televisione nazionale, era presente anche l’ex presidente, che però ha difeso il suo operato in quanto atto di governo necessario contro i progressisti che ostacolavano il suo programma politico. Il tribunale ha condannato anche diversi ex funzionari militari e di polizia coinvolti nel tentato golpe. Tra questi, l’ex ministro della Difesa Kim Yong-hyun, che ha ricevuto una pena di 30 anni.
Il fallito golpe – L’evento aveva scosso la Corea del Sud in maniera significativa. Quasi due anni fa, il 3 dicembre del 2024, il presidente di allora Yoon Suk-yeol aveva proclamato in tarda serata la legge marziale, salvo poi revocarla poche ore dopo. Contro questa decisione si era scagliata sia l’Assemblea Nazionale sia l’opinione pubblica. La decisione era stata comunicata in diretta sul canale televisivo del Paese. Il pretesto era lo stallo che si era venuto a creare in Parlamento per l’approvazione della legge di bilancio. Il presidente aveva annunciato lo stop a qualsiasi forza di manifestazione a sfondo politico e l’arresto dei leader dell’opposizione accusati di cospirare con la Corea del Nord e con le forze comuniste per sovvertire la Repubblica. Poco dopo l’annuncio, si sono riversati in strada migliaia di manifestanti. La maggioranza dell’Assemblea ha poi votato una mozione per rendere nulla la dichiarazione di imposizione della legge marziale, ordinando ai militari di tornare in caserma.




