Difficile orientarsi tra i documenti raccolti durante il processo a Jeffrey Epstein, l’ex finanziere pedofilo condannato e morto suicida nel 2019. Quando il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha finito di pubblicarli, il vice procuratore generale Todd Blanche ha descritto quel momento come la fine di un processo finalizzato ad «assicurare trasparenza». Eppure la mole dei file e le modalità di pubblicazione rendono davvero intricato muoversi al loro interno. I nuovi sviluppi sollevano poi nuovi dubbi. Secondo un’inchiesta di Npr (National Public Radio), un’organizzazione di radiodiffusione pubblica statunitense, parte dei contenuti sarebbe stata pubblicata in modo incompleto. In particolare, dal database risulterebbero rimosse parti che coinvolgono il presidente americano Donald Trump.
Il momento dei Clinton – Intanto si avvicina l’ora della verità dei Clinton. La prima sarà Hillary, mentre il 27 sarà la volta dell’ex presidente Bill. Il deputato repubblicano James Comer, presidente della Commissione per la Vigilanza e la Riforma del governo, a inizio febbraio ha annunciato che le deposizioni, videoregistrate, avverranno a porte chiuse e in seguito saranno trascritte e pubblicate. L’ex presidente e l’ex segretaria di Stato hanno sempre negato di aver compiuto illeciti.
Le foto contenute nei fascicoli hanno mostrato l’ex presidente in pose potenzialmente compromettenti, in particolare una in cui si trova in una vasca idromassaggio con lo stesso Epstein e una donna. Hillary, da parte sua, ha affermato di non aver mai incontrato Epstein, ma ha ammesso di aver visto la sua complice, Ghislaine Maxwell, ora in carcere. Bill Clinton, tra le altre cose, dovrà poi rispondere del fatto di aver volato diverse volte sull’aereo privato dell’ex finanziere.
I voli sul “Lolita” – A proposito di voli, sono oltre 60 quelli sotto la lente della polizia nell’ambito di uno dei filoni d’indagine sui riflessi britannici. Lo scrive oggi, 26 febbraio, il Times, confermando che l’inchiesta copre un arco di tempo compreso fra la metà degli anni Novanta e il 2019, anno della morte in carcere a New York del faccendiere. Il sospetto è che i voli in questione, in parte organizzati a bordo del famigerato “Lolita Express”, jet privato personale di Epstein, siano serviti per alimentare il “traffico” di giovani donne, talora minorenni, da lui sfruttate a scopo sessuale e condivise con sodali ricchi e potenti di mezzo mondo.
Un archivio intricato – L’archivio, pubblicato sul sito del Dipartimento di Giustizia, contiene più di tre milioni di pagine, 180 mila immagini e 2 mila video. Ci sono scambi di email, messaggi telefonici, foto scattate nelle residenze di Epstein e file trovati nei suoi dispositivi, dagli estratti conto alla cronologia di navigazione. Molti file sono oscurati, con riquadri neri che coprono porzioni di foto e di testo più o meno ampie, in teoria per proteggere le vittime. Una cautela non sempre garantita in modo coerente e comprensibile.
La situazione giudiziaria (e non solo) – Per ora le condanne sono poche, ma i nomi collegati alla rete sono centinaia: dal’ex principe britannico Andrea Mountbatten-Windsor al fondatore di Microsoft Bill Gates, fino all’hacker italiano Vincenzo Iozzo. Le ultime vicende hanno portato Gates a chiedere scusa ai dipendenti della sua Fondazione e l’ex segretario al Tesoro Usa, Larry Summers a lasciare la sua cattedra ad Harvard. Le accuse nei confronti di Summers non riguardano reati sessuali ma il profondo legame personale e professionale con Epstein, mantenuto ancora per anni dopo la condanna. Epstein è stato condannato nel 2008, per aver abusi sessuali e traffico di minorenni, ma il nuovo processo federale non si è mai concluso a causa della morte. La sua più stretta collaboratrice, Ghislaine Maxwell, è stata condannata nel 2021 a 20 anni di carcere per traffico sessuale e reati correlati, sulla base di prove che l’hanno riconosciuta co-responsabile nell’organizzazione del sistema di reclutamento e abusi. La pubblicazione dei file ha inoltre portato allo sviluppo di indagini e processi laterali, anche in altri Paesi, come Inghilterra e Francia.




