In Cisgiordania la violenza dei coloni israeliani contro i palestinesi ha raggiunto livelli mai registrati prima. L’ultimo attacco in ordine di tempo è avvenuto la sera di domenica 22 marzo. Da alcuni video ottenuti dall’Associated Press si vedono auto e case date alle fiamme mentre i razzi illuminano il cielo vicino al villaggio a est di Nablus e accanto all’insediamento israeliano di Elon Moreh. Gli attacchi sono stati scatenati dopo la celebrazione dei funerali di Yehuda Sherman, un colono israeliano di 18 anni morto la sera precedente in una collisione con un veicolo palestinese in un’area a nord dei villaggi attaccati. La polizia ha dichiarato che sta indagando sulle affermazioni dei coloni, secondo cui l’impatto sarebbe stato deliberato.

Cisgiordania - Gaza

Uno dei villaggi palestinesi attaccati dai coloni in Gisgiordania (Ansa)

Inoltre, il centro della regione continua ad essere occupato da coloni armati, che stanno impedendo alle famiglie palestinesi di Khallet a-Sidra di fare ritorno al loro villaggio, dopo che a gennaio sono stati costretti alla fuga. Khallet a-Sidra è il 57esimo villaggio che i coloni violenti sequestrano ai suoi abitanti in Cisgiordania. A riferire la storia è il Time of Israel, uno dei più importanti quotidiani israeliani, che spiega come a difendere l’iniziativa dei coloni israeliani starebbe contribuendo l’esercito israeliano, che da ottobre non è intervenuto a fermare violenze e abusi dei coloni, sempre più intensi e frequenti. Da gennaio poi, i palestinesi hanno denunciato alla stampa che i militari stanno adottando misure che rendono impossibile tornare a casa, a causa di minacce e violenze. La situazione sembra essere sfuggita anche al controllo delle forze militari israeliane.

È quindi intervenuto il Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa israeliane, il generale Eyal Zamir, che ha condannato la violenza dei coloni, definendo gli attacchi contro civili e agenti di polizia palestinesi «moralmente ed eticamente inaccettabili». Ha poi osservato come l’aumento della violenza dei coloni nei confronti dei soldati israeliani, oltre che della popolazione palestinese, sia un «rischio per la sicurezza nazionale», in un contesto bellico che coinvolge Israele su più fronti. 

Murales sul muro tra Israele e Cisgiordania. Foto di: Wikimedia Commons

Il governo di Benjamin Netanyahu sembra assecondare i coloni e spingere, attraverso le sue politiche, per l’annessione del territorio della Cisgiordania allo stato di Israele. Di recente ha anche adottato una legge che consente allo Stato di acquisire terreni, sebbene sia una pratica vietata dal diritto internazionale. Dall’avvio dell’offensiva israeliana contro Gaza nell’ottobre 2023 le violenze in Cisgiordania sono accresciute, una situazione che sta peggiorando ora con la guerra contro l’Iran. Oltre un migliaio i morti e decine i villaggi attaccati, con case e terreni espropriati. Tali pratiche, che Israele rivendica con la necessità di garantire la propria sicurezza, rafforzano le accuse a livello internazionale. Per le Nazioni Unite, violano inoltre il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione.