Il blitz dell’esercito, l’uccisione del narcotrafficante «El Mencho» e i disordini nel Paese. È una mattina violenta, quella del 23 febbraio, per il Messico. Le forze di sicurezza avevano annunciato il giorno precedente la morte di Oseguera Cervantes, 59 anni, fondatore e leader del Cartel Jalisco Nueva Generacion (Cjng), la banda criminale più temuta del Paese. In seguito al suo decesso, avvenuto a Tapalpa, sulla Sierra di Jalisco, il Paese è piombato nel caos: almeno 26 persone sono rimaste uccise, 27 invece quelle arrestate. In diversi Stati si segnalano incendi, blocchi stradali e fughe di civili.

Chi era – Nemesio Oseguera Cervantes (1966), soprannominato «El Mencho» (tradotto: “rozzo”), era uno dei narcos più importanti del Centroamerica e il più temuto in Messico. Figlio di contadini messicani, era originario dello Stato occidentale del Michoacán. Dopo un passato in polizia, negli anni ’80 emigra in California, dove qualche anno dopo viene condannato a tre anni per spaccio di eroina. Una volta tornato in Messico, si unisce al cartello Milenio prima di fondare il proprio, il Cjng. Jalisco Nueva Generación è famoso per esportare negli Stati Uniti metanfetamine, cocaina e fentanyl e per la violenza verso le comunità e le forze di polizia. Secondo i servizi segreti messicani, «El Mencho» era al centro di traffici di droga internazionali tra America, Asia, Europa e Africa. Era divorziato e aveva tre figli, di cui il più grande («El Menchito») è stato condannato negli Stati Uniti per associazione a delinquere.

Cosa sta succedendo – «El Mencho» è stato ucciso in un’operazione condotta dalle forze messicane in coordinamento con quelle statunitensi. Su di lui pendeva una taglia di 15 milioni di dollari del governo americano. «É una grande vittoria per il Messico, gli Stati Uniti, l’America Latina e il mondo intero», ha detto il sottosegretario di Stato Usa Christopher Landau su X. In seguito a questo, però, nel Paese sono iniziati pesanti scontri tra le forze dell’ordine e le bande criminali del Cartel Jalisco Nueva Generacion. Tra le 26 persone rimaste uccise, 17 sarebbero agenti. In alcuni Stati i trasporti pubblici sono fermi da ore e alle persone viene raccomandato di rimanere nelle loro abitazioni. Le organizzazioni criminali hanno bloccato le autostrade dando alle fiamme le macchine, ostruendo in tutti i modi il passaggio della polizia e distruggendo negozi e filiali bancarie. La situazione negli aeroporti è al momento sotto controllo, anche se alcune compagnie aeree, come Air Canada, hanno momentaneamente sospeso i voli. La presidente del Messico Claudia Sheinbaum Pardo ha invitato la popolazione a «mantenere la calma», mentre la Farnesina ha raccomandato di evitare spostamenti non essenziali.