L’Italia manderà navi da guerra a protezione di Cipro, e invierà sistemi di difesa aerea ai Paesi del Golfo in difficoltà. Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto, parlando alla Camera la mattina di giovedì 5 marzo sulla posizione dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente. «Dobbiamo aspettarci di tutto, per questo ho chiesto allo Stato Maggiore il massimo livello di difesa aerea nazionale». Le parole di Crosetto hanno confermato la posizione italiana già anticipata dalla premier Giorgia Meloni, ribadita anche dal titolare degli Esteri Antonio Tajani: «L’Italia non è in guerra con nessuno, la nostra stella polare resta la de-escalation». Alla fine della discussione e dopo il passaggio in Senato, in programma alle 16.00, verranno votate le risoluzioni parlamentari. L’opposizione ne ha depositate quattro, la maggioranza invece si è compattata su un unico testo che chiede al governo di garantire aiuti ai Paesi amici e il rispetto dei trattati già in vigore sull’uso delle basi Usa ospitate in Italia.
Basi Usa in Italia – «La presenza di basi militari Usa nel territorio italiano è regolamentata da trattati internazionali. Nulla è cambiato, se avremo richieste diverse dagli americani lo riferiremo in Parlamento». Questa la risposta di Guido Crosetto dopo le discussioni sull’uso delle basi statunitensi in Italia per la guerra in Medio Oriente. Anche la Lega di Matteo Salvini, con un intervento del deputato Alessandro Giglio, ha chiesto in Aula che le basi si limitino solo ad attività logistiche e di addestramento: «Non partiranno aerei americani o alleati». L’Iran ha finora bersagliato nella sua rappresaglia tutti gli stati del Golfo che ospitano basi americane, arrivando martedì 3 marzo a indirizzare droni verso una base inglese a Cipro e il giorno dopo un missile contro la Turchia.
Supporto ai Paesi colpiti dall’Iran – «L’Italia, come Regno Unito, Francia, Germania, intende inviare aiuti ai Paesi del Golfo. Parliamo chiaramente di difesa, di difesa aerea, non solo perché sono nazioni amiche ma perché in quell’area ci sono decine di migliaia di italiani, e circa duemila militari che dobbiamo proteggere». Così la presidente del Consiglio Meloni ha reso chiara la posizione del governo, parlando a Rtl 102.5 qualche ora prima dell’inizio delle comunicazioni in Aula di Crosetto e Tajani. Alla Camera il ministro della Difesa ha dato altri dettagli: «Intendiamo dispiegare un dispositivo multi dominio in Medio Oriente, con sistemi di difesa aerea anti drone e antimissilistica. Porteremo assieme a spagnoli e francesi un aiuto a Cipro». Un intervento chiesto dagli stessi Paesi bersaglio della rappresaglia iraniana. Tajani ha parlato di «richieste da partner strategici» a cui il governo ritiene «doveroso aderire».
Gli italiani coinvolti – Sono 100mila gli italiani coinvolti direttamente o meno nella crisi in Iran, che ha coinvolto tutti i paesi del Golfo e ora si sta allargando anche a Iraq e Azerbaigian. Lo ha detto il titolare degli Esteri Antonio Tajani, spiegando che «la “task force Golfo” ha gestito 14 mila chiamate» e che «gli italiani aiutati a lasciare le aree a rischio sono arrivati a 10.000». La Farnesina ha attivato speciali squadre di assistenza di ambasciate e consolati, con anche funzionari arrivati dall’Italia. Lo scopo è dare supporto direttamente in aeroporto e alle frontiere, facilitando le partenze anche di chi si trova in aree sicure ma deve fare scalo o transitare da zone a rischio. Anche i contingenti militari nel Golfo sono stati spostati o ridotti di numero. Alcune decine di soldati italiani in missione in Kuwait e Qatar stanno raggiungendo l’Arabia Saudita. Per i militari che si trovano in Libano, dove sono in corso da giorni raid israeliani, Crosetto ha detto che «sono pronti anche assetti navali per far fronte a eventuali evacuazioni».
Le risoluzioni – Nella bozza della risoluzione di maggioranza, che andrà oggi in Aula per il voto, i gruppi di centrodestra chiedono l’impegno del governo «a partecipare con assetti nazionali allo sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni d parte iraniana» e a «confermare il rispetto, nell’utilizzo delle installazioni militari presenti sul territorio nazionale e concesse alle forze statunitensi, del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali vigenti, che include fra l’altro attività addestrativa e di supporto tecnico-logistico». Diviso il campo dell’opposizione, che ha presentato quattro risoluzioni. Una a firma Pd, M5s e Avs, e altre tre formulate da +Europa, Italia Viva e Azione. A fronte delle comunicazioni dei ministri competenti la segretaria del Pd Elly Schlein chiede invece un intervento diretto di Meloni: «Non è sufficiente, serve una valutazione politica. Meloni abbia il coraggio di venire in Parlamento». In pressing anche il leader dei Verdi Angelo Bonelli, che cita il discorso del premier spagnolo Sanchéz: «Lui ha avuto la forza di dire no a Trump. Perché Meloni fugge?».




