«Sono consapevole che non è consueta la presenza del presidente della Repubblica per i lavori ordinari del Consiglio, per quanto mi riguarda non si è mai verificata in undici anni». È iniziato così l’intervento di Sergio Mattarella alla riunione ordinaria del Consiglio superiore di magistratura del 18 febbraio. Un evento straordinario con cui il Capo dello Stato ha scelto di rispondere a un clima politico altrettanto fuori dal comune, come ha spiegato anche nel discorso durato circa un minuto.
Discorsi straordinari in momenti straordinari – Gli attacchi ai magistrati sono diventati un appuntamento stabile nell’agenda politica italiana. Uno dei primi grandi momenti è stato il video che Matteo Salvini pubblicò sui social nel settembre 2024, confessando di essere «colpevole di aver difeso l’Italia» in seguito all’accusa di sequestro di persona da parte del Tribunale di Palermo per non aver concesso un porto a una nave dell’Ong Open Arms nel 2019. I fatti risalgono a quando Salvini era ministro dell’Interno, ma il video è arrivato già sotto il governo Meloni, un esecutivo che ha parlato di «giudici politicizzati» e di «toghe rosse» a vario titolo e in diversi momenti. Tutto questo fino all’annuncio del referendum per confermare la riforma della giustizia – una legge che cambia la Costituzione e per la quale serve dunque la conferma dei cittadini – quando la critica ai magistrati è diventata ancora più pressante. Prima dell’intervento di Mattarella, che altre volte aveva chiesto all’esecutivo di rispettare le istituzioni giudicanti, era arrivato un nuovo commento a firma Carlo Nordio, ministro della Giustizia, che pochi giorni prima aveva paragonato il Csm a un sistema «para-mafioso». Da qui, e dalle risposte aggressive da parte di alcuni membri della magistratura, l’intervento di Mattarella.
Parla Mattarella – «Mi hanno indotto a questa decisione la necessità e il desiderio di sottolineare ancora una volta il valore del ruolo di rilievo costituzionale del Csm, soprattutto la necessità e l’intendimento di ribadire il rispetto che occorre nutrire e manifestare particolarmente la parte delle altre istituzioni nei confronti di questa istituzione. Istituzione non esente nel suo funzionamento da difetti, lacune, errori e nei cui confronti non sono ovviamente precluse critiche, come del resto si registrano difetti, lacune, errori e sono possibili critiche riguardo alle attività di altre istituzioni della Repubblica, se non esse parte del potere legislativo, di quello esecutivo, di quello giudiziario. In questa sede, che rimane e deve rimanere rigorosamente istituzionale ed estranea a temi o controversie di natura politica, più che nella funzione di Presidente di questo Consiglio, come Presidente della Repubblica, avverso la necessità di rinnovare con fermezza l’esortazione a rispetto vicendevole, in qualsiasi momento, in qualsiasi circostanza, degli interessi della Repubblica».
Stress test – Formalmente il governo ha accettato la critica, nella pratica sono bastate poche ore per cedere all’ennesima «sentenza ideologica». Nella serata di ieri sono arrivati già i commenti di almeno dieci esponenti di partiti di maggioranza. Gli attacchi erano rivolti al Tribunale di Palermo dopo la richiesta di risarcimento della Ong Sea Watch da parte dello Stato per l’illegittimità del fermo imposto alla nave comandata da Carola Rackete nel 2019, quando forzò il blocco navale imposto da Salvini per far sbarcare 40 migranti a Lampedusa.




