È rientrato in Italia con un volo militare, e lo ha pagato tre volte il suo costo. «Per mia scelta», ha scritto su X il ministro della Difesa Guido Crosetto da Dubai, dove era rimasto bloccato a seguito dell’attacco iraniano contro l’aeroporto internazionale avvenuto nella notte tra il 28 febbraio e il primo marzo. Ma cosa ci faceva lì? E perché ha deciso di pagare tre volte tanto il volo di ritorno? Il comico Maurizio Crozza ci ha subito scherzato, e facendone l’imitazione ha risposto: «L’ho pagato tre volte perché c’ho un senso di colpa che è grosso come tre sensi di colpa». Satira a parte, il comportamento di Crosetto ha destato molte perplessità, generate anche dalle tante versioni che il ministro ha fornito per spiegare la sua presenza negli Emirati Arabi, di cui non erano al corrente né la presidente del Consiglio Giorgia Meloni né il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Apprenderlo ha creato un certo imbarazzo, nel governo: il ministro della Difesa italiano, durante lo scoppio di una guerra di interesse mondiale, si scopriva essere bloccato all’estero. Ma cerchiamo di ricostruire la vicenda, passo per passo.
Quel che è certo – Fra le varie interpretazioni dei fatti, quel che è certo è che Guido Crosetto venerdì 27 febbraio fosse a Dubai. La sua prima versione racconta di un viaggio privato per andare a trovare la famiglia che era lì in vacanza: il Post riporta di alcune confidenze fatte dal ministro, secondo le quali si sarebbe imbarcato a Fiumicino per Dubai con altre trecento persone. Senza scorta. In serata il primo ministro Meloni ha presieduto a Palazzo Chigi una riunione in presenza: a collegarsi da remoto, Matteo Salvini e Crosetto. Alcune immagini diffuse a seguito dell’incontro lo mostrano infatti collegato col suo smartphone (iPhone di Guido, si legge). Le spiegazioni dello staff di Crosetto in quelle prime ore erano sostanzialmente queste: il ministro era partito venerdì con un volo civile per andare a Dubai per motivi familiari, senza sapere dell’imminente attacco all’Iran.
Poi, nell’intervista esclusiva concessa a Repubblica, ecco che fa capolino un’altra versione: «Ero là per un impegno istituzionale ad Abu Dhabi».
Quindi gli attacchi nella notte, il primo di marzo la decisione di tornare con un volo di Stato, di pagarlo tre volte il suo prezzo. E, durante le due ore di audizione (insieme con il titolare della Farnesina Antonio Tajani) nelle commissioni riunite di Camera e Senato, le scuse: «Avrei potuto andarmene via immediatamente da Dubai. Ho scelto di restare per la famiglia. Avrò sbagliato, come ministro chiedo scusa».
I dubbi e le polemiche – «Rientrerò come ovvio da solo, per evitare l’esposizione ad ulteriori pericoli ad altri che viaggiando con me in condizioni attuali possono essere messi a rischio», aveva scritto sempre su X Crosetto il primo marzo, prima di imbarcarsi su un velivolo del Comando 31esimo stormo di Ciampino: il gruppo della brigata russa Wagner, nel 2023, aveva istituito una taglia da 15 milioni di dollari su di lui. Se un ministro della Difesa non viaggia mai senza scorta, e praticamente mai con voli civili come tutti i cittadini, è legato a ragioni di sicurezza. Sicurezza del ministro stesso, e dunque della Repubblica; ma anche sicurezza delle persone con cui entrerebbe in contatto se viaggiasse come una persona qualunque. Se un ministro della Difesa dovesse essere oggetto di un attentato, per esempio, anche i passeggeri del suo volo ne sarebbero coinvolti. E allora perché all’andata ha preso un volo civile?
C’è inoltre chi, come il Domani, ipotizza che Crosetto fosse a Dubai da venerdì. Ma non venerdì 27 febbraio: quello prima, venerdì 20, e che il viaggio fosse stato organizzato in concomitanza con la chiusura della scuola privata dei figli, la cosiddetta “Winter break”. E se fossero andate così, le cose?
Terzo quesito: com’è possibile che il governo non sapesse che uno dei suoi ministri, e quello tra l’altro più direttamente coinvolto nell’escalation delle tensioni internazionali, fosse a Dubai? Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano ha ieri dichiarato che «i servizi segreti non possono monitorare i viaggi privati di ministri: esiste una legge, la 124 del 2007, che impedisce le attività di controllo relative a esponenti politici». Ma resta difficilmente comprensibile come, alla domanda «e il ministro Crosetto? Quando rientrerà?» Tajani abbia sgranato gli occhi, fatto il gesto dello gnorri, e risposto: «Non lo so, spero prima del 7 marzo. Io personalmente non lo sapevo, che era a Dubai».
Il Movimento 5 Stelle, proprio per via di queste incongruenze e della gravità di un ministro della Difesa bloccato in aeroporto estero allo scoppio di una guerra, ha invocato le dimissioni di Crosetto. Lui ha risposto: «Ero in ferie, nessuno era stato avvisato dei bombardamenti».




