«Non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la nazione». Lo ha affermato il generale Roberto Vannacci, quando i parlamentari che hanno aderito al suo progetto politico Futuro Nazionale hanno votato la fiducia posta dal governo sul decreto Ucraina. I vannacciani hanno confermato la fiducia al governo Meloni, ma hanno votato no al decreto per le armi a Kiev. «Fn vota a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari», spiega Vannacci, «Serve a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare». Il generale non rinuncia però a quella che definisce la sua «identità»: continuerà a chiedere al governo di interrompere la fornitura di armi all’Ucraina.

Il significato del voto – Al momento i deputati vannacciani non hanno di certo i numeri per poter spostare le decisioni della maggioranza. Questo voto, però, è un segnale forte per le prossime elezioni politiche del 2027. «Noi vogliamo rendere il centrodestra attuale più forte e più identitario. Adesso ci deve ascoltare perché noi rappresentiamo la voce di tanti italiani di destra delusi e che magari non vanno neanche più a votare», ha detto il deputato Fn Rossano Sasso. Alla fine, nonostante Matteo Renzi avesse predetto che quel 4% che si stima prenderebbe Vannacci alle urne avrebbe messo in difficoltà Giorgia Meloni, probabilmente il partito del generale si affiancherà a destra dell’attuale coalizione di governo. «Ne parleremo al momento opportuno ma la Lega ha giustamente diritto ad avere l’ultima parola», ha affermato il vicepremier forzista Antonio Tajani. Secondo il leader di Forza Italia, spetterebbe ancora una volta a Matteo Salvini decidere: se accogliere la brusca virata verso destra che rappresenterebbe per l’alleanza l’avvicinamento a Vannacci o se, invece, guardare verso il centro moderato. In realtà si tratterà di una scelta che il centrodestra tutto dovrà compiere. Soprattutto la premier, che per la prima volta vede Fratelli d’Italia superato a destra: tentare un controsorpasso o decelerare?

Il casting di Vannacci – Ora però il generale deve pensare a riempire le file del suo partito. Al momento può contare su tre deputati e sui militanti dei tanti circoli locali nati sotto la sua guida già ai tempi della candidatura per le elezioni europee del 2024. Secondo il regolamento di Montecitorio, per formare componenti all’interno del gruppo misto servono, come minimo, proprio tre parlamentari. Una volta riconosciuta la formazione, la Camera dà un contributo annuo per le attività politiche che si aggira intorno ai 33mila euro a parlamentare. Da qui a fine legislatura, Fn raggrupperebbe 100mila euro fondamentali per dare il via al progetto politico. Per contare di più, metaforicamente e letteralmente, Vannacci guarda ai diversi partiti che si sono presentati alle ultime politiche del 2022. Come Potere al popolo di Mario Adinolfi. «Ci stiamo confrontando, sono disponibile a concedere il mio simbolo a Vannacci in cambio di un progetto molto ampio e non per creare un partitino dell’1 per cento», avrebbe detto proprio Adinolfi al Corriere della Sera. Il suo sogno, riporta Repubblica, sarebbe creare un nuovo tridente insieme a Fabrizio Corona: «Sarebbe nitroglicerina. Nel 1994 Silvio Berlusconi mise assieme secessionisti e nazionalisti nel Polo. Sembrava impossibile, eppure fu vincente».