Per il calcio italiano è una giornata dolceamara, ma poteva essere amara e basta. I presupposti erano i peggiori: nel ritorno dei playoff di Champions League l’Atalanta era chiamata a ribaltare la sconfitta per 2 a 0 contro il Borussia Dortmund, mentre la Juventus doveva rifarsi dopo la disfatta turca (5-2 contro il Galatasaray). I bergamaschi hanno risposto con la loro ennesima impresa europea, un netto 4 a 1 che ha condannato all’eliminazione la squadra tedesca. Non è andata ugualmente bene alla Juve, che ha sfiorato il clamoroso ribaltone arrendendosi solo ai tempi supplementari. Se non ci fosse stata l’Atalanta, il calcio italiano non sarebbe proprio arrivato agli ottavi: non è ancora successo da quando la Coppa dei Campioni ha iniziato a chiamarsi Champions League, quindi dalla stagione 1992/93.
Atalanta – A Bergamo i tifosi sono ormai abituati a notti europee entusiasmanti, culminate due anni fa con la vittoria dell’Europa League. Ieri, 25 febbraio, si è aggiunto un altro tassello: non era per niente scontato riuscire a qualificarsi agli ottavi dopo la sconfitta per 2 a 0 in Germania con il Borussia Dortmund. E invece dopo 5 minuti il goal del bomber Gianluca Scamacca ha lasciato intuire che l’impresa fosse possibile. Poi Davide Zappacosta con un tiro da fuori e Mario Pasalic con un bel colpo di testa hanno invertito la tendenza della partita. A quel punto era il Dortmund a inseguire e Adeyemi ha riportato il punteggio della doppia sfida in parità. Poi, come nei migliori film a lieto fine, all’ultimo istante ecco il fallo da rigore. Sul dischetto si è presentato Lazar Samardzic e ha regalato l’ennesima notte di passione alla città di Bergamo e a tutto il calcio italiano.
Juventus – Dopo le ultime brutte partite e un 5 a 2 da dover recuperare, alla vigilia di Juve-Galatasaray la montagna da scalare più alta era quella dei bianconeri. Eppure è lì che si è visto tutto il carattere della squadra guidata da Luciano Spalletti: il 3-0 conquistato nei novanta minuti è figlio di un atteggiamento coraggioso e determinato, soprattutto se si pensa che la Juve ha giocato in inferiorità numerica per tutto il secondo tempo a causa dell’espulsione del difensore Lloyd Kelly. I goal sono stati realizzati da Manuel Locatelli su rigore, Federico Gatti e Weston Mckennie. Poi però, nei supplementari il crollo. Le occasioni per fare il quarto goal, quello decisivo, non sono mancate, ma è stato l’ex napoletano Victor Osimhen a spezzare i sogni bianconeri al minuto 106. Infine Baris Yilmaz, con il goal del definitivo 3-2 al 119esimo, ha spento definitivamente le possibilità bianconeri di passaggio del turno.
Altre italiane – Gli altri due fallimenti italiani in Champions League si erano già consumati: il Napoli non ha neanche superato il girone di qualificazione, mentre l’Inter è uscito mestamente un giorno prima della Juve, martedì 24 febbraio, perdendo la seconda sfida consecutiva con i norvegesi del Bodo Glimt.




