È timido il risveglio delle borse europee dopo l’annuncio della Fed, la Banca centrale americana, di tagliare di venticinque punti base i tassi di interesse per la terza volta nel 2025. Il nuovo intervallo per il costo del denaro negli Stati Uniti è tra il 3,5 e il 3,75%. Il Consiglio dei governatori della Fed (Fomc), guidato da Jerome Powell, ha votato la riduzione con tre voti contrari su dodici: è stata la decisione più contrastata dal 2019. Powell ha spiegato che il taglio riflette la fase di rallentamento che sta emergendo dal mercato del lavoro e da una dinamica di aumento dei prezzi ancora superiore al target del 2% annuo. Nel Fomc c’è chi avrebbe preferito lasciare i tassi fermi e chi avrebbe voluto una riduzione più aggressiva da 50 punti base. Per queste spaccature, e per un’inflazione non più esplosiva ma dalla traiettoria discendente irregolare, dal comunicato della Fed emerge una linea prudente sul futuro dei tassi. Secondo i nuovi piani del Tesoro, nel 2026 ci sarà una sola riduzione dei tassi d’interesse.
I mercati – La reazione di Wall Street ha ignorato la prudenza predicata dal comunicato ufficiale, scommettendo sul fatto che la Banca centrale sarà costretta a intervenire più di quanto dichiara. L’indice Dow Jones ha terminato la seduta in progresso dell’1,05% a 48.057 punti, lo S&P500 è salito dello 0,68% a 6.886 punti mentre il Nasdaq ha segnato un +0,33% a 23.654 punti. Debole invece l’apertura degli indici europei, che hanno cominciato la giornata di oggi, giovedì 11 dicembre, con percentuali altalenanti e a cavallo dello 0%.




