Negli Stati Uniti in migliaia sono scesi in piazza dopo che una donna americana disarmata di 37 anni è stata uccisa da un agente dell’Ice, l’agenzia federale responsabile dell’immigrazione. L’omicidio è avvenuto il 7 gennaio a Minneapolis, la città in cui, cinque anni fa, si consumò l’omicidio di George Floyd. Nei video che circolano sui social, si vede la donna, Renee Nicole Good, a bordo della sua jeep che tenta di fuggire da un controllo e per questo viene uccisa.
In un primo momento gli agenti hanno tentato di aggrapparsi all’auto, intimando alla donna di fermarsi. Poi l’uomo più vicino al vetro ha estratto la pistola, l’ha puntata verso la donna a pochi metri di distanza e ha aperto il fuoco, colpendola per tre volte. L’auto ha proseguito la corsa nonostante la vittima non fosse più cosciente, fino a quando si è schiantata contro altri mezzi parcheggiati. L’Ice afferma che Renee ha deliberatamente puntato il suo Suv contro gli agenti, un’affermazione contestata dal sindaco Jacb Frey.

Contestazioni – Intanto da New York a Chicago fino a San Francisco e Detroit crescono le proteste. Nella città già teatro dell’omicidio di Floyd alcuni manifestanti hanno esposto cartelli di insulti all’Ice, altri hanno sventolato bandiere messicane. Pochi isolati più a nord, auto e barricate improvvisate hanno bloccato la strada principale. A New York, i dimostranti hanno riempito Foley Square per poi marciare fino al 26 di Federal Plaza, la sede centrale del Dipartimento della Sicurezza Interna. Le manifestazioni rispondono anche a una generale escalation di gravità delle operazioni di controllo dell’immigrazione condotte nelle principali città americane. Per parte sua Donald Trump ha giustificato gli agenti, parlando di Good come di una donna “turbolenta”. «Il motivo per cui questi incidenti si verificano è perché la Sinistra Radicale minaccia, aggredisce e prende di mira quotidianamente i nostri agenti delle forze dell’ordine e dell’ICE. (Questi ultimi) stanno solo cercando di fare il loro lavoro: RENDERE L’AMERICA SICURA», ha scritto su Truth il presidente americano. I leader democratici di Camera e Senato hanno chiesto che venga aperta un’indagine su quanto accaduto.

 

foto d’archivio