Più sicurezza: sono queste le parole d’ordine del governo per il 2026. Un leitmotiv che guarda anche alla futura campagna elettorale per le elezioni politiche del 2027. E alle parole ora si accompagna una prima azione legislativa: il ministero dell’Interno ha trasmesso un decreto legge e un disegno legislativo incentrati proprio sulla sicurezza pubblica. I due provvedimenti saranno esaminati e varati nei prossimi Consigli dei ministri. L’obiettivo dei due testi è quello di rafforzare la sicurezza nelle città, contrastare la criminalità minorile e l’immigrazione illegale.

Misure “anti-maranza” e contro la violenza minorile – È previsto un ampliamento dei reati per i quali può essere applicato l’ammonimento del questore nei confronti di minorenni dai 12 ai 14 anni. Come nei casi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia se commessi con l’uso di armi o strumenti atti ad offendere. Armi che non potranno essere vendute ai minorenni, anche online (in caso contrario, multe fino a 12mila euro e la revoca della licenza). In particolare la stretta riguarda lame e coltelli: divieto assoluto di portare strumenti con lama flessibile, acuminata e tagliente di lunghezza superiore ai 5 centimetri. La violazione del divieto è punita con la reclusione da uno a tre anni. In caso di lama affilata o appuntita più lunga di 8 centimetri, la pena è dai sei mesi ai tre anni. Se il reato è commesso nelle immediate vicinanze di istituti di credito, parchi e stazioni (anche della metropolitana), la pena aumenta da un terzo alla metà. E se si tratta di un minore è prevista una multa di mille euro nei confronti dei genitori. Anche nei casi di ammonimento da parte del questore, se il genitore non potrà dimostrare di non aver potuto impedire il fatto, sarà costretto a pagare una sanzione da 200 a mille euro.

La stretta sull’immigrazione – Le espulsioni di persone migranti diventeranno più facili dopo il secondo ordine di allontanamento del questore. Saranno potenziate le strutture per l’accoglienza e il trattenimento dei cittadini stranieri. A far discutere è la “norma anti-Ong”, cioè la possibilità di disporre l’interdizione temporanea delle acque territoriali per ragioni di sicurezza nazionale. I migranti a bordo delle barche bloccate potranno essere portate in Paesi terzi. Per la prima volta entra a far parte del diritto nazionale il concetto di “Paese sicuro”. Secondo i critici della legge sarebbe un modo per avere un blocco navale prima delle dodici miglia dalle coste italiane per poter dirottare i migranti verso i centri costruiti in Albania.

Le “zone rosse” in città – I prefetti potranno istituire delle zone rosse nelle città per quelle aree caratterizzate da ripetuti episodi di illegalità. Oggi questa possibilità già esiste, ma solo in casi eccezionali e urgenti. I perimetri di queste zone dovranno essere ben definiti, sia nello spazio che nella durata. All’interno di una zona rossa, la vigilanza rafforzata può allontanare e vietare la permanenza a chi rappresenta una minaccia della pubblica sicurezza.

I cortei e gli stadi – Il daspo, cioè il divieto d’accesso alle infrastrutture pubbliche urbane ed extraurbane, è esteso anche a chi risulta denunciato o condannato per reati commessi durante una manifestazione. Secondo il ddl, chi ha commesso un reato di danneggiamento durante manifestazioni pubbliche, poi, può essere arrestato in flagranza differita, cioè dopo che il reato è avvenuto ed è provato da documentazione video-fotografica. E possono essere disposte delle perquisizioni sul posto durante questi eventi. Il mancato preavviso e il non rispetto delle prescrizioni della Procure in caso di manifestazioni prevede sanzioni dai 3.500 ai 20mila euro. Se non si rispetta l’itinerario di corteo previsto o non si seguono le limitazioni poste alla circolazione, le sanzioni vanno dai 10mila ai 20mila euro.
Negli stadi, invece, sono introdotti sistemi di identificazione biometrica con componenti di intelligenza artificiale. Il riconoscimento facciale opera a posteriori: si attiva solo dopo che il reato è stato commesso nel corso della manifestazione sportiva, permettendo alle forze dell’ordine di intervenire più rapidamente.

Lo scudo penale per gli agenti  Il disegno di legge prevede che, in caso di violenza da parte delle forze dell’ordine, il Pubblico Ministero non iscriva immediatamente la persona nel registro delle notizie di reato quando il fatto è stato compiuto in presenza di una causa di giustificazione, come la legittima difesa o l’adempimento di un dovere. Il testo parla anche di estendere l’applicabilità «degli istituti volti alla tutela legale del personale delle forze di polizia, del corpo nazionale dei vigili del fuoco e delle Forze armate».

Le reazioni – Dei partiti al governo, a esultare di più per le norme previste dal pacchetto sicurezza è la Lega di Matteo Salvini, per cui “maranza” e immigrazione irregolare sono i principali bersagli. Ma non è solo la maggioranza a cercare consensi tramite il tema della sicurezza: il Partito democratico ha presentato in Senato una proposta di legge sul tema, firmata da Deborah Serracchiani e Walter Verini. L’iniziativa si concentra sull’inasprimento delle norme sul porto d’armi. Anche Marianna Ricciardi, deputata del Movimento 5 Stelle, ha presentato una proposta di legge per contrastare il fenomeno dei borseggiatori.