C’è voluto oltre un quarto di secolo, ma l’accordo tra Mercosur e Unione Europea, per la creazione di un mercato di libero scambio da 700 milioni di consumatori, è stato finalmente firmato il 17 gennaio 2026. A sottoscriverlo la presidente della Commissione Ursula von der Leyen e i rappresentanti degli stati dell’organismo sudamericano: Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, riuniti proprio nella capitale di quest’ultimo, Asuncion.
Un trattato atteso – I primi negoziati tra le parti erano iniziati nel 1999, ma tra le proteste degli agricoltori europei, tutt’ora rilevanti, la pandemia Covid e altri incidenti di percorso, l’accordo finale era stato sempre rimandato. I Paesi del Mercosur e quelli dell’Unione Europea vanno così a creare il mercato libero più grande al mondo, portando all’eliminazione graduale dei dazi sul 90% delle merci scambiate tra il Vecchio continente e il Nuovo, per un risparmio atteso di 4 miliardi di euro l’anno di tariffe per oltre 60mila imprese europee. Il volume degli scambi di ciascuno dei due continenti è simile: nel 2024 è stato di 56 miliardi di euro verso l’Europa e di 55 verso il Sudamerica. Sono i settori a differenziarsi: se l’Ue importa soprattutto prodotti agricoli, minerali e idrocarburi, i paesi del Mercosur acquistano in gran parte macchinari industriali, mezzi di trasporto e prodotti chimici e farmaceutici.

Una protesta di agricoltori a Namur, in Belgio
Le garanzie – Per garantire gli standard richiesti dall’Unione, i prodotti provenienti dal Sudamerica dovranno conformarsi alla normativa europea, che per esempio vieta l’utilizzo di ormoni nella produzione di carne, per quanto riguarda ambiente e igiene. Saranno inoltre tutelati 350 marchi europei, compresi 58 italiani, da potenziali contraffazioni. Dal punto di vista dei prezzi invece entreranno in vigore diverse misure per evitare che ci sia un calo troppo marcato che penalizzi i produttori europei. Ad esempio la riduzione delle tariffe dal 20% al 7,5% sulla carne bovina riguarda una quantità fino all’1,6% del consumo totale di carne bovina in Europa, mentre le importazioni eccedenti saranno sottoposte a dazi tra il 40 e il 45%. Zero dazi saranno applicati al pollame, ma solo fino all’1,4% del consumo europeo totale, e allo zucchero fino alle 190mila tonnellate, il miele fino alle 45mila e il riso fino alle 60mila. Inoltre come ulteriori clausole di salvaguardia, qualora le importazioni di un prodotto aumentassero oltre il 5% o i prezzi diminuissero oltre il 5%, la Commissione avrà il potere di sospendere le agevolazioni o limitare l’ingresso delle merci, mettendo inoltre a disposizione degli stati membri 45 miliardi di euro per il bilancio 2028-2035 come compensazioni agli agricoltori.
I passaggi successivi – Ora l’accordo commerciale verrà sottoposto al Parlamento Europeo, che potrà far entrare in vigore una versione ad interim prima della ratifica necessaria da parte di tutti gli stati membri. Ci vorrà ancora del tempo: il 21 gennaio l’Europarlamento voterà una mozione, con appoggio trasversale, per proporre il ricorso alla Corte di giustizia Ue per verificare la conformità dell’accordo ai Trattati, facendo slittare il voto finale. Nel frattempo però, sostiene la Commissione, la parte commerciale della partnership può già entrare in vigore.




