Tra tentativi di marcia indietro delle istituzioni Usa e nuove accuse all’Ice, la distensione in Minnesota resta una chimera. I due agenti federali che hanno sparato e ucciso a sangue freddo il manifestante Alex Pretti sono stati sospesi dal servizio, come riferito dalla portavoce del dipartimento per la Sicurezza interna Tricia McLaughlin. Ma arrivano altre denunce contro gli uomini dell’Immigration and Customs Enforcement. Il ministero degli Esteri dell’Ecuador ha reso noto che è avvenuto un tentativo di incursione di un loro poliziotto nel consolato del Paese latinoamericano a Minneapolis. Anche l’aggressione, avvenuta nella stessa città statunitense, condotta da un 55enne nei confronti della deputata democratica Ilhan Omar dimostra come la tensione sia ancora alle stelle.

La retromarcia – Il dipartimento Usa per la Sicurezza interna (Dhs) ha cercato di ritrattare la propria versione sull’uccisione di Pretti. Dopo aver raccontato che il 37enne aveva «violentemente resistito» agli agenti federali e che sembrava voler «massacrare le forze dell’ordine», ora un portavoce del dipartimento ha detto a Nbc News che «è chiaro che la dichiarazione iniziale si basava su rapporti della Polizia di frontiera provenienti da una scena estremamente caotica sul terreno. È proprio per questo che è in corso un’indagine e il Dhs lascerà che siano i fatti a guidarla». Anche la rimozione di Gregory Bovino dal suo incarico di comandante del Border Patrol è stata letta come un tentativo di de-escalation.

L’accusa dell’Ecuador – Il governo del Paese guidato da Daniel Noboa ha inviato un reclamo all’ambasciata statunitense a Quito sul tentativo di un agente federale di entrare nel loro consolato a Minneapolis. «I funzionari del consolato hanno impedito all’ufficiale dell’Ice di entrare nei locali consolari, garantendo così la protezione degli ecuadoriani presenti in quel momento e attivando i protocolli di emergenza emanati dal ministero degli Affari esteri e della Mobilità umana», ha spiegato il ministero degli Esteri dell’Ecuador in una nota. Sui fatti è circolato in rete un video dell’incidente, verificato dall’agenzia Reuters, che mostra un funzionario del consolato rivolgersi così all’agente: «Questo è il consolato dell’Ecuador, non vi è permesso entrare».

Altri arresti – La procuratrice generale Usa Pam Bondi ha annunciato che gli agenti federali hanno identificato e arrestato 16 persone a Minneapolis, accusate di aver aggredito le forze dell’ordine durante le proteste. «L’ho già detto e lo ripeterò: niente fermerà il presidente Trump e il dipartimento di giustizia nell’applicazione della legge», ha affermato Bondi, avvisando che sono previsti ulteriori arresti.