L’ex principe britannico Andrea Mountbatten-Windsor, il fondatore di Microsoft Bill Gates e l’hacker italiano Vincenzo Iozzo. Sono solo alcuni dei nomi citati negli ultimi 3,5 milioni di pagine degli “Epstein files”. Quello del presidente Donald Trump viene citato in 3.200 pagine. Le e-mail e le fotografie riguardanti il finanziere morto suicida in carcere nel 2019 dopo una condanna per traffico sessuale sono state pubblicate dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti il 31 gennaio. È il più grande numero di documenti rilasciati dalla Casa Bianca dopo la pubblicazione a novembre dell’Epstein Files Transparency Act, la legge che costringe il dipartimento a pubblicare i file di Jeffrey Epstein.

Bill Gates in un’immagine d’archivio (EPA/PETE MAROVICH)
Casa Bianca – Tra i file pubblicati spunta una denuncia da parte di una donna anonima che ha accusato Trump di abusi e stupro. La denuncia, ritirata prima delle elezioni del 2016, è contenuta in un documento dell’Fbi. Ma il nome del tycoon torna anche in documenti che Epstein e altre persone si sono scambiati parlando delle elezioni di 10 anni fa, quando Trump per la prima volta ha ottenuto la carica di presidente degli Stati Uniti.
Buckingham Palace – In ginocchio su una donna sdraiata per terra. Le principali immagini dell’ex principe britannico Andrea lo ritraggono così, con un lungo tavolo e una persona non identificata alle spalle. Lui in primo piano con le mani sulla pancia della donna dal volto oscurato. In una e-mail del 2010, Epstein ha scritto ad Andrea Mountbatten-Windsor di volergli presentare una ragazza russa di 26 anni «bella, intelligente e affidabile». Mentre in un altro messaggio il reale britannico ha invitato il finanziere a Buckingham Palace per una cena, dicendo che lì avrebbero avuto «molta privacy».
Redmond – Nei milioni di file c’è anche una e-mail che Epstein ha mandato a sé stesso, dove viene citato il nome di Bill Gates. Il fondatore di Microsoft sarebbe stato contagiato da una malattia venerea in seguito a rapporti sessuali con alcune ragazze russe. In seguito Gates aveva chiesto ad Epstein antibiotici da dare di nascosto alla moglie.
Vincenzo Iozzo – C’è anche il nome di un hacker italiano, Vincenzo Iozzo. Nato in Calabria e laureato nel 2010 al Politecnico di Milano. Iozzo ha un profilo d’eccellenza nella cybersecurity e compare in alcuni scambi di e-mail con Epstein e con la sua collaboratrice Lesley Groff. Corriere Login riporta il dettaglio di un informatore dell’Fbi che avrebbe parlato di un hacker personale del finanziere, forse proprio Iozzo.




