Sono stati scarcerati i tre uomini arrestati dopo gli scontri a Torino durante la manifestazione pro Askatasuna. Lo ha deciso la giudice Irene Giani che, in seguito all’udienza di convalida, ha disposto misure cautelari alternative al carcere. La sentenza del Gip non è piaciuta al centro-destra, con il vicepremier Salvini che parla di «vergogna», aggiungendo che «votare sì al Referendum è un dovere morale». Anche se, in realtà, a fine marzo si voterà su ben altri temi.

PeneAngelo Francesco Simionato, il ragazzo di 22 anni protagonista passivo del pestaggio ai danni poliziotto Alessandro Calista, andrà ai domiciliari e tornerà quindi ad Arcidosso (Grosseto). È accusato di «concorso in lesioni personali aggravate», «violenza a pubblico ufficiale» e «rapina», per aver partecipato anche, tra le altre cose, al furto dello scudo e della maschera antigas in dotazione al poliziotto ferito. Non sarebbe stato lui a colpire direttamente col martello il poliziotto, ma avrebbe sostenuto i suoi vicini in maniera attiva. Per gli altri due, Pietro Desideri e Matteo Campaner, entrambi trentenni e provenienti dal Torinese, il Gip ha disposto invece l‘obbligo di firma davanti alla polizia giudiziaria. Sono accusati di «violenza» e «resistenza a pubblico ufficiale». Nel frattempo continuano le indagini, perché gli altri aggressori non sono ancora stati individuati. E La procura ha aperto un fascicolo contro ignoti per il reato di devastazione, visto che i danni in corso Regina ammonterebbero a 164mila euro solo per i beni pubblici, come quantificato dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo.

Le dichiarazioni – Per Irene Giani, Giudice delle indagini Preliminari di Torino, quella avvenuta a Torino lo scorso sabato (31 gennaio), è stata una «guerriglia urbana, preceduta da un’azione evidentemente preordinata e organizzata». «Ho visto il poliziotto a terra, ho visto le persone che erano su di lui e mi sono allontanato. Non ho spinto nessuno», avrebbe detto invece Simoniato davanti al Gip  . Anche se, secondo il giudice, i movimenti ripresi nel video non sarebbero compatibili con una fuga. Il centro-destra infiamma la polemica e sostiene che vi sia un lassismo da parte della magistratura. Il vicepremier Salvini parla di «vergogna», mentre il capogruppo di Forza Italia al Senato Maurizio Gasparri è convinto che sia «una scelta che indebolisca il sostegno alle forze dell’ordine e che rappresenti un uso politico della giustizia».