La fine di una “relazione tossica”, diremmo oggi. Tra Matteo Salvini e il generale Roberto Vannacci è finita. «Proseguo la mia strada da solo», ha sentenziato il militare. E lancia la sua nuova lista: Futuro Nazionale, che ha già un simbolo con un’abbozzata fiammella tricolore. Il divorzio tra il leader leghista e il generale è arrivato dopo giorni di contatti e faccia a faccia. «Si dice, fin dai tempi dei romani, che un soldato non abbandona mai il proprio posto. Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso per chi ha indossato una divisa», tuona Salvini, prima di scatenare contro l’ormai ex vicesegretario federale la macchina social leghista.
In risposta, Vannacci ieri ha tenuto il suo primo evento pubblico come leader di Futuro Nazionale: «Il traditore è Salvini, dalle armi all’Ucraina ai princìpi sulla famiglia fino alla legge Fornero: ha detto per anni che andava demolita, poi ha chinato il capo, si è messo in posizione prona in una coalizione che invece la conferma».

Cosa succede ora – Che questa separazione si sarebbe presto consumata lo si poteva immaginare: la vecchia guardia leghista non ha mai veramente accettato l’apertura del Capitano all’autore del controverso bestseller Il mondo al contrario. «Il segretario Salvini ha fatto una scelta, che è stata quella di includere un nuovo soggetto, che poteva diventare un soggetto politico nel futuro. Questa nostra disponibilità è stata ripagata con un tradimento», ha affermato l’ex Presidente del Veneto Luca Zaia.
Ora si apre un bivio però. Per la Lega, che con Vannacci aveva scelto di virare verso destra, è tempo di decidere se proseguire sul tracciato del generale o se moderarsi. Puntando, ad esempio, proprio su figure come Zaia o il presidente del Friuli Massimiliano Fedriga. E la scelta spetterà anche all’esecutivo: il governo di Giorgia Meloni guarda già alle prossime elezioni politiche, quando, a prescindere dalla legge elettorale, quel 4% che si stima prenderebbe Vannacci alle urne potrebbe mettere in difficoltà la coalizione di centrodestra. Meloni e alleati dovranno chiedersi se aprire le porte al generale o se privarsi dei suoi seggi.

La reazione del centrosinistra – Secondo un retroscena riportato dal Corriere della Sera, ci sarebbero stati degli incontri segreti tra Vannacci e Matteo Renzi. È arrivata la smentita del leader di Italia Viva, che però si dice contento dell’addio del generale al Carroccio: «Vannacci sarà un problema per Meloni e per la destra», ha dichiarato in un’intervista al Foglio, «Succede che quale che sia la percentuale di Vannacci, e io credo che sia più alta di quanto vogliono far credere da Chigi, per Giorgia Meloni c’è la prima grana politica della legislatura. Per la prima volta si rompe un pezzo della sua coalizione che aveva fatto dell’unità la propria forza». Per Elly Schlein, segretaria del Partito democratico, il centrosinistra «non ha bisogno di alcun aiuto esterno». Mentre per l’altro leader del cosiddetto campo largo, il pentastellato Giuseppe Conte, la premier andrà incontro a qualche difficoltà alle urne: «I delusi e gli scontenti che si sentono presi in giro dalle piroette di Meloni, sono tanti».

Il futuro europeo di Vannacci – Roberto Vannacci non aveva solo conquistato la carica di vicesegretario federale del Carroccio, ma anche quella di europarlamentare in quota Lega. Dopo l’addio, il generale ha lasciato anche il gruppo dei Patrioti per l’Europa, la formazione che ospita, oltre alla Lega, il Rassemblement National di Marine Le Pen. Ora Vannacci dovrebbe essere accolto dall’Europa delle Nazioni Sovrane, il gruppo dei tedeschi di Alternative für Deutschland. Anche perché, ricostruisce La Stampa, si ipotizza che dietro la rottura del militare ci sia un’adesione al progetto di “internazionale nera” dell’ideologo Maga Steve Bannon.