< >Colori, colori e ancora colori a tingere San Siro durante la cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, tenutasi il6 febbraio alla presenza di oltre 75mila spettatori. Luci, fumo, musica e poesie hanno intessuto la trama voluta da Marco Balich, imprenditore veneziano di 63 anni con alle spalle un’esperienza di ben 16 cerimonie olimpiche e paralimpiche. L’armonia è  il tema mentre l’Italia diventa la tavolozza da cui attingere i colori per raccontare le storie che parlino un linguaggio chiaro, universale e spettacolare. Il risultato è stato un evento di poco più di tre ore in cui si è giocato a rincorrere l’italianità e l’internazionalità, in cui si sono alternati protagonisti noti e volti istituzionali, con continui richiami alla pace, alla tolleranza e all’unione.

Italian Job – Artisticamente parlando la cerimonia è stata divisa in due parti ben distinte. Una prima introduzione, chiamata “Italian Armonia” in cui i colori dominanti sono stati l’azzurro, il blu, l’arancione e il viola, e durante la quale si sono alternati rapidamente – quasi come se non ci fosse il tempo di tenerli tutti in scena – artisti, attori e cantanti che dovrebbero rappresentare l’eccellenza del nostro Paese, come ribadito più tardi dal presidente del Coni Giovanni Malagò. Laura Pausini ha cantato l’Inno di Mameli, I ballerini Claudio Coviello e Antonella Albano hanno interpretato il mito di Amore e Psiche, l’attrice Matilda De Angelis, nelle sembianze di una fata madrina, è diventata la voce narrante dell’intera cerimonia. E poi Mariah Carey – tutta in bianco – che al posto del classico All I Want for Christimas ha cantato Nel blu dipinto di blu di Domenico Modugno. La sensazione di questa prima parte, in cui luci e colori hanno inondato gli anelli di San Siro, è stata simile alla presentazione natalizia di un Vacanze di Natale dei fratelli Vanzina, che tra gli anni Ottanta e Novanta tanto bene mettevano in scena il nostro Paese.

Sfilata e tram – A spezzare il ritmo due eventi dal segno opposto: l’arrivo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la sfilata dei più di 1300 atleti divisi nelle 93 nazioni partecipanti. Il Presidente, già allo Stadio, è stato però introdotto da un video in cui un tram – iconico mezzo di trasporto di Milano – raggiunge San Siro raccogliendo alle fermate bambini e adulti diretti all’inaugurazione. Proprio all’ultima fermata, a una delle bimbe protagoniste cade il peluche di Milo, insieme a Tina uno dei due ermellini mascotte della manifestazione. Il pupazzo prontamente viene raccolto da un uomo seduto dietro di loro. Il boato riservato da San Siro a questo gesto coreografico è rinforzato dalla telecamera, che rivela Sergio Mattarella come comparsa di questo corto a uso e consumo della cerimonia. Scendendo dal tram una volta a destinazione, Mattarella saluta il conducente che si rivela essere, nel più ovvio dei colpi di scena, il campione di MotoGP Valentino Rossi. Terminata l’introduzione del Presidente al pubblico, molto simile in verità alla pubblicità della Ferrero per Natale, la sfilata degli atleti rompe la sospensione dell’incredulità che imperava tra gli spalti di San Siro e ci riporta a quello che sarà il vero protagonista da ora in avanti: lo sport.

Numeri e atleti – Lo spotlight di questa sezione se lo merita il Giappone, nazione che della cordialità ha fatto un tratto costituzionale, che si presenta sulle quattro passerelle dedicate – Milano, Predazzo, Livigno e Cortina – con in mano due bandierine, quella del proprio paese e quella dell’Italia, in un omaggio visibile e concreto alla nazione ospite dei Giochi. Come anticipato, sono 93 le nazioni partecipanti che variano come numero di atleti dai numerosissimi Statunitensi (235) e Cinesi (126) ai 17 paesi con un solo rappresentate. Tra questi il  Pakistan, rappresentato dallo sciatore alpino Muhammad Karim alla sua quarta olimpiade invernale. I 1300 atleti hanno sfilato suddivisi tra le quattro sedi, alternando i portabandiera e dando modo al pubblico di rendersi conto, forse per la prima volta durante la cerimonia, di come Milano Cortina 2026 sia la prima Olimpiade invernale diffusa sul territorio della nazione ospitante, con più sedi e quindi più luoghi da celebrare.

La delegazione finlandese  arriva a Milano-Cortina EPA/PETER KNEFFEL / POOL

Eleganza made in Italy – Terminata la lunga parata degli atleti, è stato riavvolto il nastro della rappresentazione dell’italianità, con messe in scena più sobrie e colori ancor più coinvolgenti. Dopo le luci che hanno accompagnato gli atleti lungo il palco a spirale, a San Siro sono tornate le tonalità del viola e del blu, dell’arancione e dell’oro a fare da sfondo alle musiche di Mace, producer dai capelli verdi subentrato a Merk&Kremont, la coppia di dj della prima fase. In ordine sparso la seconda parte ha visto l’attore Pierfrancesco Favino declamare “L’Infinito” di Leopardi e l’attrice Sabrina Impacciatore apparire prima come cartone animato e poi come vera e propria protagonista del segmento “Time travel”, in cui si è ripercorso l’ultimo secolo di storia dello sport, omaggiando il passato per guardare al futuro. Infine il segmento di show che prima della cerimonia è sembrato quello più controverso: l’esibizione di Ghali, rapper dalle chiare posizioni pro-pal e anti militariste, a cui è stato chiesto di recitare “Promemoria” di Gianni Rodari. Una poesia contro la guerra, che suona un po’ ritornello di quello che la cerimonia avrebbe potuto e che invece ha solo provato ad essere.

La bandiera olimpica e il Tricolore sventolano su San Siro EPA/PETER KNEFFEL / POOL

Stampa e armonia – Tra gli interventi istituzionali i più importanti sono stati quelli del presidente del Coni Giovanni Malagò e della numero uno del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) Kirsty Coventry. Tre i pilastri di questi Giochi secondo Malagò: «Eccellenza, amicizia e rispetto», tutti valori riconosciuti dalla stampa internazionale, che nel day after la celebrazione si sono espressi a favore di una cerimonia che secondo il New York Times «ha riflesso l’ampiezza geografica dei Giochi, con gli atleti che sfilavano a Milano, Cortina, Predazzo e Livigno». L’eccellenza evocata è evidenziata dal commento della Cnn: «La cerimonia di apertura ha reso omaggio alla ricca storia, arte e cultura dell’Italia», mentre la Bbc ha commentato: «La produzione è stata impressionante e si è svolta senza intoppi». Infine il Guardian, che elogia lo spettacolo «memorabile, chic, ammaliante e divino. Milano ha lanciato una lettera d’amore di tre ore all’Italia, ma anche in un appello alla speranza e all’armonia in un mondo in crisi». Al termine dei due discorsi poi, l’annuncio ufficiale dell’apertura dei Giochi da parte del Presidente Sergio Mattarella, a cui ha fatto da coda il discorso dell’attrice Charlize Theron, nel quale pace e armonia hanno preso forma concreta grazie alle parole di Nelson Mandela su un palcoscenico da due miliardi di persone.

Un momento dell’esibizione di Ghali a San Siro EPA/PETER KNEFFEL / POOL

Notte in bianco – È il bianco il colore che – al termine della manifestazione – rimane più negli occhi. Lo fa perché i tedofori che portano la fiamma Olimpica prima dentro e poi fuori San Siro nelle cerimonie di accensione dei due bracieri Olimpici a Cortina e all’Arco della Pace sono vestiti del bianco candido della neve. Lo fa perché l’esibizione di Ghali, circondato da una coreografia di ballerini under 20, risulta essere il momento più incisivo – e anche forse quello da cui ci si aspettava di più in termini politici – dell’intera cerimonia. Lo fa perché da questa mattina inizieranno i Giochi che avranno la neve italiana come sfondo a vent’anni da Torino 2006.

Da San Siro allo spazio – La cerimonia si conclude poi rapidamente. Ci sono il passaggio delle torce olimpiche, l’accensione dei bracieri, la bandiera e l’inno olimpico intonato dalla mezzosoprano Cecilia Bartoli accompagnata dalle note del pianista cinese Lang Lang, i cartoni animati che ripercorrono tutto il viaggio della torcia olimpica, la sfilata della bandiera italiana in abiti Giorgio Armani e i video di grandi imprese olimpiche che rendono multimediale la cerimonia. Infine, con l’astronauta Samanta Cristoforetti, San Siro diventa un osservatorio astronomico, in cui il viola fa da sfondo a una galassia in movimento. È lo sguardo verso il futuro che il percorso “Italian armonia” ha voluto disegnare: partire dalle eccellenze per rivolgerci verso il domani, che sia a cavallo di un astronave, di un paio di scii o di un carrozzone anni Novanta.

Ballerini nella notte alla cerimonia di apertura di Milano-Cortina 2026 EPA/NEIL HALL