Per cinque mesi a malapena ha camminato. Poi a novembre è tornata sugli sci. E a febbraio ha vinto due ori olimpici. Federica Brignone, a 318 giorni di distanza dal terribile infortunio, sale per la seconda volta sul gradino più alto del podio dei Giochi di Milano Cortina. Dopo l’oro in Super G, la Tigre di La Salle ha conquistato anche il primo posto nello Slalom gigante. Una doppietta storica: nessuna italiana aveva mai vinto due titoli olimpici nella stessa edizione dei Giochi Invernali. Un’impresa riconosciuta anche dalle sue avversarie, la svedese Sara Hector e la norvegese Thea Louise Stjernesund, arrivate seconde in ex aequo. Le due atlete, all’arrivo di Brignone, si sono inchinate: «Scia meglio di tutte, confrontarci con lei ci fa crescere ed è pure simpatica. Si merita tutto», hanno detto.

Federica Brignone celebrata da Sara Hector e Thea Louise Stjernesund (EPA/Andrea Solero)

Dall’infortunio alla vittoria – Anche se oggi festeggia, il 3 aprile 2025 è iniziato un vero e proprio calvario per Brignone. Dopo la vittoria in Coppa del Mondo, l’atleta valdostana partecipa allo slalom gigante ai campionati italiani di Moena e cade durante la seconda manche. Si procura così una frattura scomposta pluriflammentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alla rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro. Mettendo così in forte dubbio la sua preparazione per le Olimpiadi di Milano Cortina, se non la stessa partecipazione all’evento. Alla fine ai Giochi ci arriva: sfila anche come portabandiera alla cerimonia di inaugurazione, senza sapere che di lì a pochi giorni avrebbe di fatto compiuto un miracolo sportivo. «Ero già così felice solo per essere qui. Sono venuta a Cortina per essere felice, per godermi i Giochi olimpici in casa. Vincere due ori è un sogno inimmaginabile. Sono venuta con dubbi, dolori, quasi zero allenamento. Dopo l’infortunio la tibia non è allineata, eppure è successo questo», ha detto Brignone ai microfoni della Rai appena dopo la gara.

Federica Brignone posa con la medaglia d’oro dopo la gara di Slalom gigante. Foto EPA/Danel Dal Zennaro

Il futuro – Tornando a Casa Italia per festeggiare la vittoria, Brignone ha anche cominciato a pensare alle future competizioni: «Tornerò per un paio di giorni al JMedical di Torino. Ho tenuto duro, ho preso antinfiammatori tutti i giorni, ora basta. O la mia gamba regge, nel senso che riesco comunque a sciare più o meno senza dover ricorrere agli antinfiammatori, altrimenti vediamo». In un’intervista a Repubblica, l’atleta spiega che è solo grazie alla determinazione se in questi mesi è riuscita a non pensare all’entità dell’infortunio subito. «Per due mesi non sono riuscita nemmeno a piegare la gamba, e ancora adesso non so se potrò più giocare a tennis», ha raccontato, «scambierei le mie due medaglie olimpiche per tornare indietro e non subire questo infortunio».