È ufficiale: La Stampa entrerà a far parte del gruppo Sae. Gedi, della galassia Exor, holding della famiglia Agnelli, e il gruppo Sae, guidato da Alberto Leonardis, hanno annunciato di aver firmato il contratto preliminare per la cessione del quotidiano torinese fondato nel 1867.

Pacchetto completo – L’operazione dovrebbe concludersi entro giugno dopo i passaggi sindacali e, come si legge in una nota congiunta, comprende tutto il pacchetto: le testate collegate, le attività digitali, il centro stampa, la rete commerciale per la raccolta pubblicitaria locale, nonché le attività di staff e supporto alla redazione. Un passaggio questo che avverrà indipendentemente dalla trattativa parallela tra Exor e il gruppo greco Antenna per la vendita dell’intero polo Gedi. L’acquisizione sarà gestita attraverso una New company, controllata da Sae, nella quale è previsto l’ingresso di investitori legati al territorio del Nord ovest. Un elemento questo, su cui non sono state ancora date ulteriori indicazioni.

Un progetto editoriale di lungo termine – Le due aziende spiegano che «l’esperienza maturata dal gruppo Sae, che opera nei settori dell’informazione e dei servizi di comunicazione a livello nazionale, costituisce una solida base per la realizzazione di un progetto editoriale sostenibile e di lungo termine». Nel comunicato viene poi descritta la linea editoriale che dovrebbe guidare il nuovo corso del giornale: un progetto che «mira a garantire continuità nel posizionamento storico della testata, preservandone l’indipendenza editoriale e il profondo legame con il suo territorio».

Una cessione annunciata – L’annuncio della trattativa per la cessione del quotidiano torinese da Gedi a Sae risale allo scorso gennaio. Il gruppo di Leonardis nasce nel 2020, quando rileva, sempre da Gedi, quattro quotidiani locali: l Tirreno, la Gazzetta di Modena, la Gazzetta di Reggio e la Nuova Ferrara. Seguiti due anni più tardi dalla Nuova Sardegna e, nel 2025, dalla Provincia pavese. «È la cronaca di una cessione annunciata», ha commentato Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi. «La Federazione nazionale della Stampa italiana – prosegue – vigilerà con la dovuta attenzione e anche un rigore maggiore su ogni passaggio di questa cessione per numerosi motivi. Soprattutto perché è stata preceduta da indiscrezioni sulla consistenza economica del Gruppo acquirente, che ai tavoli sindacali dovrà dimostrare la capacità di pagare gli stipendi e mantenere l’occupazione tanto dei giornalisti quanto dei non giornalisti».

Sciopero in via Lugaro – «Uno strappo grave senza precedenti nella storia del nostro giornale», l’hanno definito i giornalisti de La Stampa annunciando uno sciopero: «Giovedì 5 marzo, il giornale non sarà in edicola e il sito resterà fermo fino alle 7 del giorno stesso». «La Stampa non è una proprietà da trasferire in silenzio – scrivono – Da oltre un secolo rappresenta un presidio di informazione per il Nord ovest e per l’intero Paese e viene ceduta senza che siano state fornite garanzie chiare e vincolanti a chi ogni giorno la realizza e ai lettori che la sostengono. È inaccettabile». Ad attenderli, un futuro carico di incognite, secondo i giornalisti del quotidiano torinese: «Oggi non esistono impegni concreti su occupazione, salari, assetti informativi, linea editoriale e investimenti. Si tratta di una rivoluzione che può compromettere identità, autonomia e qualità del nostro lavoro».