Da sabato 7 marzo c’è una nuova pagina nel libro dei momenti epici dello sport azzurro. In un pomeriggio freddo e nuvoloso, l’Italrugby sconfigge 23-18 l’Inghilterra nel torneo Sei Nazioni entrando nella storia. È la prima vittoria contro gli inventori e i maestri di questo sport dopo 32 sconfitte. Teatro dell’impresa lo stadio Olimpico di Roma, dove gli azzurri avevano già sconfitto la Scozia nella prima partita del torneo.

L’esultanza di Tommaso Menoncello dopo la prima meta (fonte: ANSA/Fabio Frustaci)
Il primo tempo – I primi quaranta minuti sono un’altalena di emozioni per i quasi 70 mila spettatori. Ad aprire le danze è un calcio da tre punti di Paolo Garbisi, che porta l’Italia in vantaggio a metà frazione. Gli inglesi replicano con una meta di Tommy Freeman, ma gli azzurri mettono nuovamente la testa avanti con Tommaso Menoncello che trova un varco nella difesa e si invola indisturbato, schiacciando oltre la linea di fondo. Garbisi centra i pali e l’Italia si porta sul 10-5. A tempo ormai scaduto però arriva un errore che rischia di riscrivere la storia della partita, fino a quel momento ben giocata dall’Italia. Gli azzurri hanno una mischia a favore, potrebbero buttar fuori il pallone e andare negli spogliatoi, invece scelgono di giocare. Lorenzo Cannone avanza, ma dopo un placcaggio perde palla e gli inglesi devono solo scartare il regalo. Con un calcio preciso Smith pesca Tom Roebuck sulla fascia destra, l’ala evita un placcaggio e schiaccia in meta. Smith trasforma e si va al riposo sul 12-10 per l’Inghilterra.

La meta decisiva di Leonardo Marin (fonte: ANSA/Fabio Frustaci)
Il secondo tempo – Se la prima frazione era stata un’altalena, i secondo quaranta minuti sono delle vere e proprie montagne russe. L’Italia capisce che gli avversari non sono in una delle loro giornate migliori, ma si fa prendere dall’ansia e diventa indisciplinata. In un amen incassa due piazzati che dilatano lo svantaggio (10-18), e il cartellino giallo (espulsione temporanea di dieci minuti) a Giacomo Nicotera potrebbe avere il sapore della condanna. Per fortuna degli azzurri, anche gli uomini in bianco perdono la testa. Prima Samuel Underhill e poi il capitano Maro Itoje, che schiaffeggia ingenuamente il pallone, entrano in confusione e finiscono per dieci minuti in punizione. Il piede fatato di Garbisi mette tra i pali due calci in rapida sequenza e l’Inghilterra è lì (16-18). Si arriva così al settatanduesimo minuto. Garbisi, ancora lui, forse con un po’ troppa confidenza nel proprio calcio allarga sulla corsia sinistra verso Monty Ioane. Sembra un pallone lento e prevedibile, ma l’ala di origine samoana lo conquista e manda fuori giri il diretto marcatore. L’ovale raggiunge poi Menoncello che con una piroetta si libera del difensore e recapita il prezioso tesoro nelle mani di Leonardo Marin che schiaccia in meta il vantaggio azzurro. L’Olimpico esplode e Garbisi trasforma per il 23-18 finale. Gli ultimi minuti sono pura sofferenza fino al pallone recuperato e calciato fuori allo scadere: la storia è scritta.
Le reazioni – Architetto dell’impresa azzurra è il commissario tecnico Gonzalo Quesada, che da gennaio 2024 fa ha preso per mano la Nazionale tirandola fuori da anni di delusioni: «I ragazzi hanno superato il nervosismo, dettato anche dall’avere questa possibilità enorme di scrivere la storia. Pur non trovando subito le nostre soluzioni, abbiamo costruito la vittoria. Si tratta di un vero e grande passo in avanti per il nostro percorso», le sue parole a fine partita.
Tra i protagonisti Menoncello, autore di una meta e premiato miglior giocatore della partita (Mvp): «Ho sognato questo momento per tutta la settimana, sia la vittoria che il premio di mvp. Dedico tutto alla mia ragazza, alla mia famiglia e alla squadra. Abbiamo lavorato duramente per entrare nella storia, abbiamo superato la fase di confusione a inizio ripresa sfruttando le opportunità. Sono emozionato, è bellissimo».
La stampa inglese ha invece reagito con sconcerto a una partita diventata storica a suo modo anche oltremanica: dall’«In rovina» del The Telegraph, allo «Scossi» del Guardian, passando per «In crisi» della BBC fino all’«Umiliati» del Times. Le pagine sportive hanno sottolineato la prestazione negativa dei propri giocatori, mettendo però in luce anche come l’Italia si sia dimostrata «solida, consapevole e capace di gestire i momenti chiave».




