L’ARTE DI FARE RUMORE
di Francesca Menna e Gabriele Scorsonelli
La vecchia avanguardia
In Italia, il mestiere del rumorista è arrivato nel secondo dopoguerra. Si racconta che il primo sia stato un certo Rocco. Ma Sergio Basili, classe 1942, senatore di questo lavoro e tra i più anziani in attività, non ha dubbi su chi sia stato uno dei fari dei foley italiani. Si tratta del suo maestro Tonino Caciuottolo, che insieme a Renato Marinelli e poi Aldo Ciorba è stato il pioniere dei rumori nel nostro Paese. Basili ha fatto da assistente a Caciuottolo nella realizzazione del celebre film Il buono, il brutto e il cattivo di Sergio Leone. Ce lo racconta lui stesso nel suo studio a sud-est di Roma. Una stanza, o meglio un regno, pieno di oggetti, nastrini di vecchie cassette usati per simulare i passi sui cespugli, e le immancabili scarpe. Attrezzi di un’attività che svolge con passione da oltre 50 anni. Dai suoi infiniti ricordi e aneddoti, emerge un ritratto inaspettato dei rumoristi. Giramondo scanzonati, ma senza zainetto in spalla. Più simili a uomini d’affari con la ventiquattr’ore piena di utensili… strambi. Oggi il mestiere è cambiato: ogni rumorista ha uno studio con la propria attrezzatura e invia direttamente gli effetti ai montatori, in un processo di co-creazione unico il cui scopo resta quello di stupire gli spettatori. Senza che neppure se ne accorgano.
LA BOTTEGA DEI RUMORI
Nelle traduzioni dei film dall’estero l’Italia è notoriamente avversa ai sottotitoli: da noi comanda l’artigianato della voce. Doppiatori come Luca Ward, Francesco Pannofino e Maria Pia Di Meo, solo per citarne alcuni, vengono (giustamente) celebrati come fiori all’occhiello del cinema. Dei foley artist, invece, si racconta poco perché si conosce poco. Gli artisti del rumore passano sottotraccia, nonostante si possano definire doppiatori anche loro. Maestri analogici del suono: «C’è chi lavora con la voce, noi usiamo oggetti di ogni genere. Io sono abituato a fare i suoni da seduto, ma ci sono tanti rumoristi che li fanno in piedi», rivela Davide Dell’Ariccia, che questo mestiere lo fa dall’età di 13 anni.
Glossario del Suono
L'arte di ricreare il mondo un oggetto alla volta.
Questo mestiere richiede di ascoltare il corpo, capire come muoversi in maniera fluida e giungere al suono che cerchi e che sono le immagini a chiederti. Siamo anche attori e attrici. Dobbiamo emozionarci, inventare suoni che parlino, spieghino le scene e trasmettano sentimento agli spettatori.
LA STANZA DEI RUMORISTI
Istruzioni per l’uso: per immergerti nell’atmosfera stordente e psicopazza di uno studio foley, clicca sui cerchi evidenziati nell’immagine e scopri di quali inedite combinazioni oggetto-suono sono capaci questi artisti
DALL’INTENZIONE AL SUONO
Il dialogo creativo tra rumoristi e registi
Nel cinema, il lavoro di rumoristi e montatori di effetti vive in un rapporto costante con quello dei registi. È un dialogo creativo che negli anni è cambiato insieme alle tecnologie e ai modelli produttivi. Se un tempo la collaborazione era quasi inevitabile, oggi spesso passa attraverso processi più frammentati, nei quali il ruolo dei foley rimane fondamentale ma meno visibile. I protagonisti del settore, soprattutto i registi e i produttori più esperti, conoscono l’importanza del contributo degli artisti del suono. «Il problema riguarda i margini di scelta e le condizioni produttive», spiega Ciorba. «Oggi le decisioni sono spesso influenzate da budget ridotti e tempi compressi». La differenza rispetto al passato è anche tecnica. Per molti decenni il cinema italiano è stato doppiato quasi completamente. Così, l’intera dimensione sonora del film doveva essere ricostruita in studio. «Doppiatori, rumoristi e musicisti facevano il suono del film», racconta Ciorba, che ha ben presente anche il lavoro di suo padre Aldo. Con la diffusione della presa diretta, invece, una parte consistente del suono nasce già sul set e il lavoro del rumorista si trasforma. Non si tratta più di creare da zero l’intera colonna dei rumori, ma spesso di integrare e rifinire ciò che è stato registrato durante le riprese. Come spiega Sabatini, i rumoristi ricevono il film suddiviso in rulli, insieme a una traccia guida. In questa colonna provvisoria confluiscono la presa diretta e alcuni effetti già posizionati per orientare il lavoro successivo. «Per noi è fondamentale», evidenzia, «perché guardando il film riusciamo a capire l’intenzione del regista». La traccia guida indica dove il suono dovrà emergere e dove invece sarà secondario. Una scena molto musicale, per esempio, può richiedere solo pochi interventi, mentre altre sequenze possono essere costruite attorno a dettagli sonori da enfatizzare. Esiste però anche un rapporto più diretto e creativo tra regista e rumorista, come racconta il regista Maurizio Nichetti. Autore di Volere volare, film che ha proprio un foley artist come protagonista, Nichetti guarda a questo mestiere con autentica fascinazione. «Lui deve fare quello che voglio io, ma come sa farlo lui», dice, sintetizzando la relazione ideale: il regista indica l’intenzione, il rumorista trova la soluzione sonora. Per Nichetti la sorpresa è parte del processo: «Ogni volta mi emoziona vedere come abbiano realizzato le mie richieste: un colpo di tosse, una carta che si accartoccia, qualche oggetto tenuto casualmente in tasca».
L’ASSOCIAZIONE CREATORI DI SUONI
«Siamo come il suono: presenti, ma invisibili». Matteo Bendinelli è sound designer e vicesegretario dell’Associazione creatori di suoni. Sceglie poche parole ma precise per descrivere la categoria e le difficoltà che l’accompagnano. Nata nel 1998 per tutelare i montatori di effetti sonori e i rumoristi di sala, l’associazione conta 60 iscritti e iscritte. Tra questi, circa un quinto è foley artist. «Non abbiamo mai fatto un censimento», spiega il presidente Massimiliano Preziosi, «ma stimiamo che ci siano almeno altrettanti professionisti non iscritti».
Entrare nell’associazione è importante, sottolinea Preziosi, non solo per accedere a tutele, ma per avere voce in capitolo nelle decisioni che riguardano la professione. Negli ultimi dieci anni, ad esempio, il gruppo ha contribuito ad ampliare i riconoscimenti dedicati ai lavoratori del settore: dal premio per Miglior creatore di effetti sonori della Pellicola d’oro, a quello omonimo del Festival del Cinema Città di Spello e dei Borghi Umbri, fino al David di Donatello, che originariamente premiava la miglior presa diretta, mentre oggi il riconoscimento per il Miglior suono include tutte le figure coinvolte nel lavoro sonoro.

FOTOGALLERY
Appunti visivi dai laboratori
CREDITI
Clip utilizzate:
Il Commissario Montalbano, un diario del ’43, puntata del 18/02/2019
Spirit, cavallo selvaggio (2002), Dreamworks Animation distribuito da Dreamworks Pictures
Mare Fuori 6 Rai, clip a scopo informativo del lavoro di Sergio Basili
Volere volare (1991), per gentile concessione di Maurizio Nichetti
Talon Club, scritto da Andrea Fiorucci per la regia di Lorenzo Catapano
Una giornata particolare (1977), con Marcello Mastroianni per la regia di Ettore Scola
Countdown trailer, licenza di attribuzione 4.0 dal canale YouTube di Akop Akopyan
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