È l’anno della rivalsa di sport che in Italia per anni hanno vissuto all’ombra del tiranno calcio. Dopo la prima storica qualificazione al mondiale di cricket e la vittoria nel Sei Nazioni di rugby contro l’Inghilterra, a compiere un’altra impresa leggendaria sono i ragazzi del baseball, che nella notte italiana tra il 10 e l’11 marzo hanno sconfitto i maestri americani 8-6. In casa loro, a Houston. È Davide che abbatte Golia a colpi di pallate, mazzate e sorsi di caffè offerti in panchina dopo ogni fuoricampo. Non paghi, gli uomini di Francisco Cervelli tra l’11 e il 12 hanno superato il Messico 9-1, guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale per la seconda edizione di fila dopo il 2023. Scenario dei trionfi degli azzurri, già vittoriosi contro Gran Bretagna e Brasile, è il World Baseball Classic, la massima competizione per nazionali, fondata nel 2006 e che cinque anni più tardi ha sostituito definitivamente i Mondiali.

La partita contro gli Stati Uniti – Numeri e soldi sono freddi se immersi nel calderone di emozioni che regalano gli sport, ma riescono a rendere bene l’idea del valore della vittoria italiana. Il totale degli stipendi della squadra americana supera i 380 milioni di dollari, quello del gruppo azzurro è circa di 65 milioni. I soldi però non aiutano a vincere le partite. Il coraggio, la spensieratezza e un briciolo di follia sì. E l’Italia in questo non è inferiore agli Stati Uniti, anzi. I giocatori della Major League, il campionato nordamericano di baseball e il più competitivo del mondo, vengono colti alla sprovvista. L’Italia si porta sull’8-0, con tre fuoricampo firmati Kyle Teel, Sam Antonacci e Jac Caglianone.
Poi mette da parte l’accademia, indossa i panni della squadra operaia capace di soffrire e resiste alla rabbiosa replica americana. La rimonta si ferma però all’eliminazione di Aaron Judge, capitano del Team Usa e dei New York Yankees, con un contratto da 360 milioni di dollari per nove anni. 8-6 recita il tabellone del Daikin Park di Houston. Gli azzurri avevano già battuto quattro volte gli Stati Uniti nella storia, ma erano selezioni formate perlopiù da universitari. Questo, invece, era il Dream Team, e l’Italia gli ha fatto venire gli incubi.
I puristi storceranno il naso, dicendo che la maggior parte dei giocatori sono americani con lontane origini italiane. Durante le partite queste origini, però, non sono sembrate così lontane. In panchina troneggia una macchinetta del caffé e ogni giocatore che realizza un fuoricampo viene ricompensato con un bicchiere offerto personalmente dal capitano Vinnie Pasquantino e poi salutato con due baci sulle guance: italian style.

Il successo contro il Messico – Il bis è servito ventiquattr’ore più tardi. Il Daikin Park di Houston è tutto verde-bianco-rosso, con una netta prevalenza, però, dei tifosi messicani. L’Italia non si lascia intimidire e sblocca il punteggio nel secondo inning con un fuoricampo del capitano Vinnie Pasquantino, il primo in un torneo per il momento non eccellente. La corsa della prima base di origine campana termina in panchina dove beve finalmente anche lui il tradizionale caffé. Premio guadagnato anche da Jon Berti, che nel quarto inning imita il capitano spedendo la palla in tribuna.
A dare la svolta decisiva alla partita è il parziale seguente. Aaron Nola, lanciatore della squadra azzurra e magistrale anche negli inning precedenti, annichilisce definitivamente l’attacco messicano che rimane a zero punti. L’Italia invece ne mette a referto altri tre grazie a Jac Caglianone, J.J. D’Orazio e Dante Nori. Nella seconda metà della partita sale nuovamente in cattedra Pasquantino con altri due fuori campo che lo fanno entrare nella storia del torneo: mai nessuno nel torneo ne aveva realizzati tre in una partita.

Prima dell’ultimo inning le casse dello stadio di Houston riproducono Bella ciao. A salutare la competizione è il Messico, con il parziale che si chiude sullo 0-0, 9-1 il finale. Al termine della partita le note sono invece quelle di Con te partirò, canzone portafortuna dell’Italia. La ciurma azzurra salpa verso i quarti di finale, all’arrembaggio di Porto Rico. Il giorno da segnare con il circoletto rosso è sabato 15 marzo, ore 20. L’Italia è pronta a scrivere, ancora una volta, la storia.