È di nuovo quella settimana. Quella che da italiano non vorresti vivere, ma che per la terza volta in otto anni si ripresenta ciclica: quella dei playoff per il Mondiale. Il Commissario Tecnico Gennaro Gattuso ha stilato la sua lista: 28 nomi con il sogno mondiale. In campo si scenderà giovedì 26 marzo a Bergamo contro l’Irlanda del Nord. Poi, se gli Azzurri saranno in grado di fare meglio dei protestanti d’Irlanda, ci si sposterà a Sarajevo o a Cardiff. Lì ci aspetterebbe l’ultimo sforzo per tornare ai Mondiali contro la vincente tra Galles e Bosnia.

Siamo i favoriti – La storia, quella vecchia di vent’anni, dice che siamo noi i favoriti: quattro titoli mondiali in bacheca, due Europei e diciotto partecipazioni al maggiore torneo planetario. Numeri irraggiungibili per le nostre avversarie, anche se tutte e tre sommassero i loro palmarès. La verità è, però, che le avventure recenti parlano d’altro. Nel 2017 uscimmo nello spareggio finale contro la Svezia, mentre quattro anni dopo bastò un gol di Trajkovski all’ultimo minuto per farci cacciare da una mediocre Macedonia del Nord.
Il livello delle nostre avversarie è abbordabile anche a questa tornata. L’Irlanda del Nord è composta perlopiù da calciatori della serie B inglese: non scarsissimi, ma nemmeno dei fenomeni. Perdere con loro sarebbe la sentenza definitiva, a meno di non voler invocare. come in tutte le vicende italiane, la Cassazione sportiva: la Fifa. Il motivo è la rinuncia dell’Iran a partecipare al Mondiale visto che il paese ospitante è quello che lo ha aggredito: gli Stati Uniti. In molti danno l’Italia come possibile ripescata di lusso, ma l’ipotesi, oltre a essere remota, pare un po’ disperata a poche ore dallo spareggio.

I convocati – A Coverciano i presagi di sventura aleggiano già. Federico Chiesa, attaccante poco utilizzato dal Liverpool, ha dato forfait al primo giorno per un problema fisico. Al suo posto il non stellare Nicolò Cambiaghi (una sola presenza in maglia azzurra in carriera). Non stanno meglio di Chiesa, ma comunque ci saranno, Bastoni, Scamacca e Mancini, tra i più utilizzati in questi ultimi anni di Nazionale. La lista dei ventotto di Gattuso si è riempita di pochi fuoriclasse, forse solo due: il portierone Gianluigi Donnarumma e il centrocampista ex Milan Sandro Tonali, oltre agli ottimi Dimarco, Barella e Moise Kean. A dare speranza alla formazione, le idee fresche del ventenne attaccante dell’Inter Pio Esposito o quelle del talentuoso difensore del Cagliari, Marco Palestra. Anche se per ora non sono previsti negli undici titolari.

L’Italia che vince non gioca a calcio – Nel frattempo l’Italia celebra successi in quasi tutti gli sport, dal tennis al rugby, passando per il baseball e lo sci. Proprio questa domenica, 22 marzo, sono arrivati gli ori ai mondiali indoor di atletica di Zaynab Dosso nei 60 metri e Nadia Battocletti nei 3.000 metri, in discipline che fino a pochi anni fa erano appannaggio di altri. Tornando allo sport più amato dagli italiani – chissà ancora per quanto, se gli Azzurri mancheranno di nuovo l’appuntamento iridato – l’unica speranza che resta a Gattuso è quella di compattare il gruppo, far dimenticare il passato e caricare i suoi per la sfida di Bergamo. A questo scopo non ha collaborato molto la Federazione. Il Ct aveva richiesto uno stage di prova per tenere vivo il gruppo, ipotesi però negata dal presidente Gravina e soci. Gattuso, arrivato in corsa per sostituire Spalletti, si è allora ingegnato organizzando alcune cene con la squadra, ma la verità è che non li vede sgambettare in campo da mesi.

Tutti chiusi in ritiro – Da oggi il rito laico del “conclave” di Coverciano è iniziato: tre giorni a porte chiuse per prepararsi alla sfida contro l’Irlanda del Nord. Le ipotesi sono due: una vittoria che caricherebbe l’ambiente in vista della prossima sfida o lo psicodramma senza fine. Dodici anni senza un Mondiale. Bambini che non hanno mai cantato l’inno per la Nazionale e boom di iscrizioni ai corsi di tennis. Sinner è il più forte e piace a tutti, gli Azzurri vivono di rendita e piacciono sempre meno. Giovedì contro l’Irlanda del Nord si cercherà di invertire la rotta.