Pronostici rispettati nel secondo turno delle elezioni comunali in Francia. I socialisti si sono confermati a Parigi, Marsiglia e Lille. Destra e centro-destra si sono prese Tolosa e Nizza, quarta e quinta città più popolose del Paese. Lione, terza per numero di abitanti, è andata ai Verdi.
Quella di domenica 22 marzo è stata l’ultima importante chiamata alle urne prima delle presidenziali del 2027. In prospettiva futura è da tenere in considerazione la difficoltà delle due forze estreme, il Rassemblement National (RN) di Marine Le Pen a destra e La France Insoumise (LFI) a sinistra. Tra gli altri elementi rilevanti, è da registrare una delle più basse affluenze di sempre: ha votato solo il 57% degli aventi diritto.
La sinistra – Parigi, feudo socialista da 25 anni, rimarrà alla sinistra anche dopo Anne Hidalgo. Protagonista di una vittoria schiacciante nella capitale Emmanuel Grégoire, 48 anni, ex vice della sindaca uscente, ha festeggiato la sua affermazione raggiungendo l’Hotel de Ville (sede del Comune) su una bici a noleggio. «Parigi ha deciso di rimanere fedele alla sua storia», ha dichiarato dopo la proclamazione della vittoria con il 51 per cento dei voti. La sua rivale, Rachida Dati, si era dimessa da ministra della Cultura per tentare la conquista di Parigi, ma ha ottenuto solo il 41 per cento delle preferenze. A favore di Grégoire ha pagato la scelta di non allearsi con Sophi Chickirou, esponente della France insoumise (cioè indomita), movimento di estrema sinistra con cui molti esponenti dell’ala moderata vogliono evitare ogni accordo. Accordi che, quando raggiunti, hanno portato alla sconfitta della coalizione: ne sono un esempio Tolosa, Strasburgo e Limoges. A Marsiglia, la seconda città più grande del paese, il candidato socialista Benoît Payan ha battuto con il 54 per cento dei voti Franck Allisio (RN). Anche in questo caso Payan si era rifiutato di allearsi con LFI. Marsiglia è una città storicamente di sinistra, ma da qualche anno la destra è in crescita e il Rassemblement National l’aveva scelta come principale obiettivo di queste elezioni.

Il neo sindaco di Nizza Eric Ciotti (fonte: Wikimedia Commons)
La destra – Per il RN, il secondo turno è stato dunque una mezza sconfitta. Il partito di Marine Le Pen è il più popolare in Francia, secondo i sondaggi, e la speranza era quella di iniziare a radicarsi maggiormente anche a livello locale. Da una parte è riuscito a vincere in decine di comuni più piccoli, cosa che fino a qualche anno fa sarebbe stata impensabile, ma dall’altra, tra le città di grandi dimensioni, ha conquistato solo Nizza. L’estrema destra francese ha prevalso nella città costiera con Eric Ciotti, leader dell’Unione delle Destre per la Repubblica (Udr) e alleato di Le Pen. Ciotti ha ottenuto il 45% dei voti contro il 39,5% del sindaco uscente Christian Estrosi, che ha ricoperto la carica per 18 anni. «Il fronte repubblicano è morto questa sera a Nizza», l’amaro commento di Estrorsi. A Tolosa, si è imposto con il 54% Jean-Luc Moudenc, sindaco uscente, candidato di centro destra. François Piquemal, il candidato di LFI che aveva unito la sinistra dopo il primo turno, si è fermato a circa il 46% dei voti.
Il centro – Dopo un primo turno deludente, è riuscita ad assicurarsi qualche vittoria anche la coalizione centrista del presidente Emmanuel Macron. A Bordeaux, il candidato di Renaissance (il partito di Macron) Thomas Cazenave ha superato il sindaco uscente dei Verdi, Pierre Hurmic. A Le Havre è stato riconfermato l’ex primo ministro Édouard Philippe, leader del partito di centrodestra Horizons, alleato di Macron. Philippe, che ha detto di volersi candidare alle elezioni presidenziali dell’anno prossimo, aveva governato Le Havre dal 2010 al 2017 e poi di nuovo dal 2020. A Pau è stato sconfitto François Bayrou, ex primo ministro e sindaco uscente della città pirenaica. Il 74enne è stato battuto per soli 344 voti dal socialista Jérôme Marbot. Bayrou era stato primo ministro per meno di un anno, dal dicembre del 2024 a settembre del 2025, ed era stato sfiduciato durante i negoziati per l’approvazione della legge di bilancio per il 2026. Queste elezioni potrebbero segnare la fine della sua avventura politica.




