Calcio: bilanci serie A, le plusvalenze non coprono il debito (2)

(ALS) MILANO, 22 MAR – Le società di serie A investono soprattutto sull’acquisto e l’ingaggio dei calciatori, senza puntare a investimenti strutturali di lungo periodo.L’inchiesta della Gazzetta dello sport parla di plusvalenze nette che nella stagione 2017/18 sono arrivate a 731 milioni. Un business usato per equilibrare il budget ma non per garantire la salute finanziaria delle società. Secondo il servizio del quotidiano sportivo, i trasferimenti di calciatori non bastano per ripagare il debito, perché non sono ingressi fissi come le entrate “sicure” di biglietterie, diritti tv e sponsor, e le plusvalenze spesso si rivelano operazioni senza nessuno scambio di denaro. “È difficile quantificare la fetta ‘malata’ di quei 731 milioni” dice la Gazzetta, ma il valore arbitrario assegnato ai calciatori può essere dimostrato dall’aumento degli ammortamenti sul valore del cartellino calcolato su più anni. Le sentenze della Cassazione 2144, 2145 e 2146 pubblicate lo scorso 29 gennaio 2019 hanno imposto alle squadre di pagare un’imposta (Irap) sulle plusvalenze, facendo così aumentare il peso fiscale sulle società più deboli (SEGUE).

MC MV/SPO