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Agenzia - Esercitazione del 06 marzo 2026
6 Mar 2026 - 01:15
Guerra in Medio Oriente, mille navi bloccate nello stretto di Hormuz
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Oltre mille navi restano bloccate nel mare Arabico ad altezza dello stretto di Hormuz come conseguenza del conflitto in corso tra Stati Uniti e Israele e Iran. Il piccolo lembo di mare, poco più di 50 chilometri nel punto di minore distanza fra la penisola di Musandam, exclave dell’Oman a nord degli Emirati Arabi Uniti, e l’isola iraniana di Hormuz, rappresenta uno dei colli di bottiglia più strategici del mondo. Da qui passa infatti un quinto dei rifornimenti di petrolio e gas mondiali, estratti dalle monarchie del golfo, come Arabia Saudita, Qatar, Bahrain ed Emirati Arabi Uniti, e indirizzati prevalentemente verso i mercati asiatici.
Nonostante l’Iran non abbia più una flotta in grado di rappresentare una minaccia, distrutta in gran parte dai raid statunitensi, dispone ancora di droni, missili e barchini kamikaze che potrebbero causare danni insostenibili per le navi che volessero provare a forzare il blocco, soprattutto le grandi e lente petroliere. Nelle ultime ore è stata solo un’imbarcazione, la portarinfuse Iron Maiden delle Isole Marshall, a passare dallo stretto, peraltro cambiando la propria segnalazione di nazionalità in cinese. Proprio la Cina, vicina diplomaticamente all’Iran, sta facendo pressione su Teheran per allentare il blocco in quanto quasi metà del suo fabbisogno di petrolio passa dallo stretto di Hormuz. (ALS)
EST/VB
6 Mar 2026 - 01:03
Iran: si muove anche l’Europa
(ASL) – MILANO, 06 MARZO – Sullo scenario bellico del Medio Oriente ora si muove anche l’Europa, che cerca una «solidarietà europea» nei confronti di Cipro. Questa la risposta che arriva dall’Europa a seguito all’attacco di droni iraniani a una base britannica sull’isola. Il primo a intervenire è stato il presidente francese Emmanuel Macron, che dopo aver sentito la presidente del consiglio italiana Giorgia Meloni, ha chiamato il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, con cui ha concordato di coordinare il dispiegamento di risorse militari a Cipro e nel Mediterraneo orientale. Anche la Spagna del premier Pedro Sánchez si è unita all’operazione inviando la fregata “Cristobal Colón” sull’isola, dopo che nei giorni scorsi si era scagliato contro l’operazione statunitense in Medio oriente, ribadendo il no alla guerra del suo paese nonostante le minacce di Donald Trump.
Qualche giorno fa Sánchez aveva definito la guerra avviata da Stati Uniti e Israele un’azione «unilaterale» che contribuisce a creare «un ordine internazionale più ostile e incerto». A inizio settimana ha anche negato all’esercito statunitense l’uso delle basi militari sul suo territorio per attaccare l’Iran. Per tutta risposta Donald Trump ha minacciato pesanti ritorsioni economiche contro la Spagna, definendo il governo di Sánchez «terribile» e «ostile», per poi comunicare, tramite la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, che la Spagna avrebbe deciso di collaborare alle operazioni statunitensi. Secca la smentita di Madrid, che attraverso le parole del ministro degli esteri Josè Manuel Albarès, ha smentito categoricamente che la posizione spagnola fosse cambiata. Non è la prima volta che Sánchez si scaglia contro l’operato di Trump: era successo dopo la cattura del presidente del Venezuela Nicolás Maduro, che il premier spagnolo ha definito: «un intervento che vìola la legge internazionale e spinge la regione verso un orizzonte di incertezza e bellicismo».
Nonostante le dichiarazioni di Sanchez però, un articolo del “Mundo”, uno dei principali giornali spagnoli, ha mostrato come dall’inizio della guerra decine di aerei militari statunitensi siano partiti e atterrati dalle basi di Rota e di Morón, cioè le due basi che gli Stati Uniti hanno in Spagna. Gli aerei che partono da Rota e Morón, pur partecipando con ogni probabilità alle operazioni militari in Medio Oriente, prima di arrivare in Iran fanno scalo. I voli tracciati dal quotidiano spagnolo mostrano come gli aerei partano dalla Spagna ma si fermino nelle altre basi militari statunitensi in Europa. In questo modo l’utilizzo delle basi spagnole può essere giustificato come una semplice operazione di passaggio da una base all’altra, e non come una partecipazione all’attacco contro l’Iran.
A sostenere la posizione spagnola ancora una volta il presidente Emmanuel Macron, che negli scorsi giorni si è detto contrario alle operazioni americane in Medio Oriente, definendole «Operazioni militari al di fuori del diritto internazionale». Macron ha annunciato che la portaerei Charles De Gaulle verrà spostata nel Mediterraneo per proteggere Cipro e inoltre, Il presidente francese ha dichiarato di aver esortato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ad evitare un’offensiva di terra in Libano. «Ho chiesto al primo ministro israeliano di preservare l’integrità territoriale del Libano e di astenersi da un’offensiva di terra», ha dichiarato Macron su X, dopo che le forze di terra israeliane si sono spinte in diverse città e villaggi di confine nel Libano meridionale.
È intervenuta anche la premier italiana Giorgia Meloni, che dopo aver sentito Macron riguardo gli aiuti a Cipro, ha chiamato anche l’ucraino Volodymyr Zelensky. «Non siamo in guerra e non vogliamo entrare in guerra», queste le parole della Premier, che ha poi aggiunto, «A oggi non abbiamo nessuna richiesta di basi per un uso più esteso di quello logistico, che sono, semplificando, operazioni non di bombardamento». Meloni si riferisce alle richieste americane di utilizzo di basi americane su territorio italiano, che – esattamente come quelle spagnole di Rota e di Morón – vengono utilizzate per operazioni logistiche e non direttamente collegati ai bombardamenti.
Madrid, ieri, ha incassato anche la solidarietà del governo tedesco attraverso le parole del ministro degli Esteri Johann Wadephul (socialdemocratico) che ha corretto il tiro del cancelliere tedesco Friedrich Merz (popolare). Il Cancelliere mercoledì aveva incontrato il presidente americano Donald Trump alla Casa Bianca e durante l’incontro aveva ribadito con fermezza la posizione dell’Unione Europea sui negoziati commerciali con gli Stati Uniti, sottolineando che «la Spagna è membro dell’Unione Europea e, in quanto tale, conduciamo i negoziati su un accordo tariffario con gli Stati Uniti solo insieme, o non lo facciamo affatto» senza però difendere completamente la posizione spagnola contraria al conflitto. Ad essere al centro delle discussioni non solo le trattative per i dazi, ma anche la posizione dell’Europa riguardo il conflitto in Medio Oriente. Il cancelliere tedesco ha sottolineato come l’Europa sia unita sulla valutazione del regime di Teheran, e che «l’Iran diffonde terrore. Questo mette in pericolo i nostri partner e tutti noi».
Infine, la Gran Bretagna, la cui base di Cipro è stata bombardata dai droni iraniani. Il paese ha iniziato a rafforzare le operazioni difensive nella regione con l’invio di altri quattro jet Typhoon in Qatar ed elicotteri Wildcat con capacità anti-drone che arriveranno oggi nell’isola. L’obiettivo è comunque quello di tenere Ue e Nato fuori dal conflitto per evitare un’escalation. Ma l’Unione sta comunque già facendo i conti con le conseguenze della guerra e sul fronte diplomatico si è mossa l’Alto rappresentante Ue Kaja Kallas, con la convocazione ieri in videoconferenza del Consiglio Esteri Ue-Golfo che ha prodotto un documento in sedici punti sulla situazione in Medio Oriente. (ALS)
EST/SMN
6 Mar 2026 - 12:50
Musica: Marracash infiamma la Barona il 18 aprile
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Marracash è pronto ad infiammare la Barona, il quartiere popolare a sud di Milano. Lo farà il prossimo 18 aprile con il “Marra block party”, che sarà più di un concerto, una vera e propria festa di quartiere, organizzata nel luogo dove Fabio Barolo Rizzo, in arte Marracash, è cresciuto. È stato lo stesso artista ad annunciarlo il 3 marzo quando ha festeggiato, insieme alla gente del quartiere, il disco di Diamante (si ottiene dopo le 500mila copie vendute) per il suo album uscito nel 2019 “Persona”. «È un onore portare il disco di Diamante qui dove tutto è cominciato. Un luogo che ha definito la mia identità, la mia narrazione, ma soprattutto la mia motivazione. Volevo da tempo restituire qualcosa al quartiere».
Marracash per sottolineare la volontà di organizzare un evento pensato per la sua gente ha aperto la vendita dei biglietti solo ed esclusivamente giovedì 5 marzo dalle 16 alle 22 presso il punto vendita Barrio’s Live in piazza Donne Partigiane in Barona. Non è un’operazione commerciale, ma una festa che chiude un cerchio dopo i successi di “Persona”, “Noi, Loro, Gli Altri” e “È finita la pace”. Infatti il ricavato dei biglietti (il costo è di 25€ l’uno) sarà interamente devoluto ad attività sociali e alla riqualificazione di strutture scolastiche e sportive del quartiere.
Il 18 aprile, in via Enrico De Nicola, si attendono 7mila persone pronte a ballare e divertirsi tra le 18 e le 20:30.(ALS)
6 Mar 2026 - 12:48
Iran: stampa Usa, da Washington possibili aiuti ai curdi
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Dagli Usa un aiuto ai curdi in chiave anti iraniana. Secondo i media statunitensi, Washington potrebbe aver aiutato i curdi iraniani ad avanzare nell’Ovest del Paese. Il Washington Post ha scritto che il presidente Donald Trump avrebbe offerto protezione militare aerea all’avanzata dei dissidenti anti-regime. Per ora la Casa Bianca ha smentito, ma i sospetti si basano sui legami tra gli Stati Uniti e le milizie curde.
Il Kurdistan è una regione che si estende tra i confini di Turchia, Siria, Armenia, Iran e Iraq. La popolazione curda ha sempre avanzato richieste indipendentiste, basate su appartenenza geografica e linguistica, represse con violenza dai vari Stati. Grazie al loro ruolo di opposizione ai governi medio orientali, i curdi hanno spesso avuto l’appoggio formale da parte di Stati Uniti e altri governi ostili alle guide locali. In totale i curdi contano una popolazione di 35-40 milioni di persone. Il 10% si trova in Iran e sono chiamati curdi iraniani.
Ora il sospetto è che le milizie curdo-iraniane, già interessate a ribaltare il regime, siano state sostenute dall’esercito statunitense. Da un lato ci sarebbe la copertura aerea offerta durante l’avanzata all’interno del territorio iraniano. Dall’altro il sostegno ai curdi-iracheni che avrebbero a loro volta appoggiato i curdi-iraniani già preparati a un’offensiva nei giorni scorsi. Non ci sono conferme sulle mosse dell’intelligence degli Usa, ma la destabilizzazione del Paese dall’interno è stata indicata come un fattore che favorirebbe la risoluzione di Washington. (ALS)
EST/MF
6 Mar 2026 - 12:38
Caso Paragon: giornalista “spiato”, nessuna traccia dei servizi interni
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Non è ancora noto chi abbia ordinato di “spiare” il direttore di Fanpage Francesco Cancellato a cavallo tra il 2024 e il 2025. È quanto emerge nella relazione tecnica dei consulenti che stanno coadiuvando la Polizia postale nelle indagini condotte dalle Procure di Roma e Napoli sul caso Paragon, lo scandalo che aveva visto una sessantina di persone controllata attraverso il software Graphite, installato sui dispositivi elettronici dei “target”, senza consenso e senza bisogno di cliccare nulla. Il sistema, non più in uso in Italia, viene concesso solo ad apparati statali.
Nei mesi scorsi i magistrati hanno sentito i direttori dell’Aisi (servizi segreti interni) e dell’Aise (servizi segreti esteri), rispettivamente Bruno Valensise e Giovanni Caravelli, e hanno raccolto documenti degli 007 interni. L’analisi «non ha consentito di rilevare tracce di operazioni riferibili» al direttore di Fanpage. Per cui, viene ribadita «l’assenza di elementi che riconducano l’attività di indagine» all’intelligence.
Cancellato non è stato l’unico italiano ad essere colpito dal virus informatico prodotto dalla società israeliana. Le indagini hanno appurato che sono state individuate le tracce del malware anche sui telefoni Android degli attivisti impegnati nelle missioni di salvataggio in mare Luca Casarini e Giuseppe Caccia. Nei loro casi, però, è stato confermato che l’attività di spionaggio è stata svolta dall’intelligence italiana, anche per il contrasto all’immigrazione illegale, su autorizzazione della Procura generale della Corte d’Appello di Roma. Era già emerso nella relazione del Copasir.
Nel documento tecnico dei consulenti delle procure viene tuttavia affermato che «l’esecuzione in serie di tre attacchi nella stessa notte suggerisce che essi possano essere stati parte di una medesima campagna di infezione». La coincidenza temporale nel controllo dei dispositivi di Cancellato, Casarini e Caccia è stata ieri spiegata all’Ansa da “fonti d’intelligence”: sarebbe «attribuibile alla mancata funzionalità per più settimane del sistema Graphite fornito dall’azienda Paragon, la quale ha ripristinato il sistema solo a partire dal 14 dicembre 2024, e per tutti i clienti». In quella data, il conteggio temporale sarebbe stato resettato per ogni dispositivo.
Le indagini delle procure di Roma e Napoli sullo spionaggio del direttore di Fanpage proseguono contro ignoti. (ALS)
CRO/MP
6 Mar 2026 - 12:27
Paralimpiadi Milano Cortina al via: la cerimonia all’Arena di Verona
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Paralimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 al via. Questa sera, venerdì 6 marzo, è in programma la cerimonia di apertura all’Arena di Verona. La quattordicesima edizione si terrà dal 6 al 15 marzo, a distanza di vent’anni da Torino 2006. Non mancano però le polemiche: all’inaugurazione sfileranno soltanto dei volontari, dopo che molti Paesi hanno ritirato i propri atleti in segno di protesta per la presenza di atleti russi e bielorussi. Sulla mancanza di atleti portabandiera, però, il Comitato ha riferito che la ragione è la lontananza dai campi delle gare. Molti Stati in ogni caso avevano già dichiarato di non voler partecipare in solidarietà con l’Ucraina dopo la riammissione di atleti russi e bielorussi con bandiere e inno. Per l’Italia sono attesi il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che pronuncerà la formula di apertura, e la premier Giorgia Meloni. Ai giochi partecipano circa 660 atlete e atleti provenienti da 50 nazioni, impegnati in sei discipline differenti distribuite tra Milano, Cortina e Tesero. (ALS)
SPR / FUL
6 Mar 2026 - 12:21
Omicidio patron Telepordenone: confessa collaboratore Bedin
(ALS) – MILANO, 6 MA R – Svolta nell’omicidio del patron di Telepordendone, Mario Ruoso: ha confessato Loriano Bedin, lo storico collaboratore dell’emittente.
Bedin, 67enne di Azzano Decimo, era stato fermato nella notte tra il 5 il 6 marzo e ha confessato davanti al pubblico ministero Pietro Montrone, che coordina le indagini. «Si, sono stato io», ha dichiarato.
L’uomo era stato assunto da TelePordenone alla fine degli anni 80 e vi ha lavorato fino al 2024, quando l’emittente ha cessato le trasmissioni. Anche dopo la chiusura dell’attività, i rapporti con il patron sono rimasti frequenti, poiché Bedin svolgeva per lui e la sua famiglia lavori di vario tipo.
Ruoso, 87 anni, è stato ucciso brutalmente nella propria abitazione, colpito più volte alla testa con una spranga poi ritrovata nel fiume Meduna su indicazione dello stesso indagato. A trovare il suo corpo nella serata del 5 marzo il nipote, Alessandro. «Non posso darmi una spiegazione rispetto a quanto è accaduto – ha affermato dopo la confessione di Bedin -. Lo zio lo ha aiutato per l’intera sua esistenza». Il 67enne era già indagato per incendio doloso. Lo scorso luglio, infatti, era scoppiato un rogo al Garage Venezia, sempre di proprietà della famiglia di Ruoso, che a fine dicembre lo ha denunciato per essersi impadronito della firma digitale di Telepordenone.
Le indagini della Procura di Pordenone proseguono. Gli investigatori escludono per ora che l’assassino abbia agito con dei complici, ma servirà accertare il movente e la dinamica del delitto. (ALS)
6 Mar 2026 - 12:15
Iran: attaccata anche base in Kuwait con soldati italiani (2)
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Nella base kuwaitiana di Ali al Salem operano aerei militari italiani come Eurofigter Typhoon. Secondo quanto riferito, nei bombardamenti è stata colpita la zona degli alloggi. Non è la prima volta che la base viene colpita.
Dopo quattro giorni di conflitto, intanto, si sono tirate le prime somme sul numero di attacchi iraniani nell’area. Alcuni numeri diffusi da una fonte militare all’agenzia di stampa iraniana Fars hanno quantificato l’offensiva a più di 500 missili balistici e da crociera lanciati e oltre 2.000 droni kamikaze dall’inizio del conflitto, anche se altre fonti parlano di numeri molto maggiori. Secondo le prime stime, ad essere maggiormente prese di mira sono state le basi militari USA nel Golfo (per il 60%). Il resto dell’artiglieria è stato invece destinata verso Israele e, in piccola parte, verso Cipro.
Dopo 11 ore di tregua sui cieli israeliani ritornano gli attacchi. Gli ultimi aggiornamenti parlano di esplosioni nella zona di Tel Aviv. Nel centro della città sono stati sentiti forti boati dopo che i missili intercettori israeliani sono stati attivati per sventare la minaccia. Per il momento non risultano feriti. Difficile, in queste ore, capire quale sia la verità tra gli annunci di propaganda da entrambe le parti. Ad esempio, nella giornata di ieri si era diffusa la voce di un attacco iraniano nei confronti della portaerei Gerald Ford. L’annuncio delle autorità di Teheran è stato però smentito dai comandi statunitensi, che in mattinata hanno pubblicato su X un post dove si vedono aerei decollare F-15 dalla portaerei. Stesso annuncio, con immediata smentita, da parte dell’account del comando operativo degli Stati Uniti, sul possibile abbattimento di un caccia americano sopra i cieli dell’Iraq.
Lo scenario resta in continuo mutamento. Dalle informazioni diffuse da Washington, gli attacchi iraniani stanno diminuendo, però, di numero giorno per giorno. Tesi confermata dall’Institute for the Study of War, che in un report ha specificato che «l’Iran ha continuato a lanciare un numero maggiore di droni nei suoi attacchi, mentre il numero di lanci di missili balistici continua a diminuire; il che probabilmente riflette il successo delle forze combinate nel ridurre la capacità dell’Iran di lanciare missili balistici».
6 Mar 2026 - 12:05
++Iran, attaccata anche base in Kuwait con soldati italiani++
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Continuano gli attacchi iraniani nel Golfo. Nella notte si sono alzate colonne di fumo dalla base kuwaitiana di Ali al Salem, dove sono presenti diversi militari italiani. Probabile l’impatto su serbatoi di carburante e nella zona degli hangar aerei. (ALS)
EST/EP
6 Mar 2026 - 12:00
F1: al via nuova stagione, Ferrari già protagoniste a Melbourne
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Il Campionato del Mondo di Formula 1 2026 riparte ufficialmente con il Gran Premio d’Australia e dalla Ferrari arrivano subito segnali positivi. Domenica 8 marzo, all’alba italiana, la nuova stagione automobilistica si apre sul circuito Albert Park di Melbourne. La Ferrari ha dominato le prime prove libere, con Charles Leclerc che ha segnato il giro più veloce in 1’20″267, davanti all’altra rossa di Lewis Hamilton (+0″469). Terzo tempo invece per Max Verstappen della scuderia RedBull.
Il 2026 rappresenta un anno di svolta nella storia della categoria. I nuovi regolamenti tecnici – che introducono cambiamenti radicali a livello di power unit, aerodinamica, telaio e gestione energetica – rappresentano la più grande rivoluzione degli ultimi decenni. Le novità potrebbero ridisegnare le gerarchie tra le diverse squadre: i test effettuati nell’ultimo periodo hanno sancito l’enorme crescita di Mercedes e Ferrari, la conferma della McLaren e il calo della Red Bull. La McLaren arriva in Australia da campione del mondo con Lando Norris, ma il nuovo ciclo tecnico potrebbe avere ridotto gran parte del vantaggio accumulato negli ultimi anni. ll nuovo regolamento premia l’efficienza energetica e l’ integrazione tra telaio e power unit: due aree storicamente centrali nel metodo Mercedes, che potrebbe tornare a dominare la scena come ha fatto tra il 2014 e il 2020.
Per la Ferrari, la stagione è un vero e proprio bivio tecnico: il cambio del regolamento potrebbe permettere di ripartire da zero e smettere di inseguire le concorrenti. I primi risultati inducono all’ottimismo. Le libere di Melbourne si sono rivelate più che positive. Tanto gli investimenti fatti a Maranello sulle nuove tecnologie, quanto la coppia di piloti Leclerc-Hamilton paiono avviati sulla strada giusta.
In questa stagione al via, da registrare anche due debutti ufficiali tra le scuderie: Audi e Cadillac, due marchi dell’automotive globale pronti a puntare anche sulle vetture da corsa. (ALS)
PF/SPO
6 Mar 2026 - 11:50
++ Iran, Crosetto: «Siamo sull’orlo dell’abisso» ++
(ALS) – MILANO, 6 MARZO – «È una situazione drammatica. Sono convinto che negli ultimi decenni non si sia mai arrivati sull’orlo dell’abisso come si è arrivati adesso»: così il ministro della Difesa Guido Crosetto nella replica in Senato dopo le sue comunicazioni sulla crisi in Iran. «La sintesi della tattica ormai si sta chiarendo ed è quella di scatenare il caos», ha detto, «far sì che non ci sia un paese della zona che abbia o non abbia appoggiato l’iniziativa, che sia o no d’accordo con questi paesi che hanno sostenuto l’iniziativa americana e israeliana». Rispondendo alle proteste dei parlamentari dell’opposizione, che accusavano gli Usa e Israele di aver agito fuori dal diritto internazionale, Crosetto ha riconosciuto che «l’operazione congiunta Usa-Israele è stata condotta al di fuori delle regole del diritto internazionale». (ALS)
EST/RS
6 Mar 2026 - 11:47
Morti sospette in ambulanza, indagato operatore della Croce Rossa
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Un operatore della Croce Rossa di 27 anni, residente nel Forlivese, è indagato dalla Procura di Forlì con l’ipotesi di accusa di omicidio plurimo per la morte di cinque anziani avvenuta a bordo di ambulanze tra febbraio e novembre del 2025. I decessi sono avvenuti nel corso o dopo il trasferimento dei pazienti, anziani con gravi patologie, da case di cura dove erano ospitati agli ospedali del territorio. Ad accomunare le morti il fatto che i mezzi su cui sono morti erano sempre guidati da Luca Spada, autista soccorritore della Croce Rossa di Forlimpompli-Bertinoro. Secondo l’accusa, l’indagato avrebbe approfittato dei trasferimenti per uccidere gli anziani con un veleno o anche solo iniettando loro aria. Dalle indagini di Polizia e Carabinieri sembrerebbe che Spada avrebbe avuto rapporti, ancora da chiarire, con un socio di un’agenzia funebre. L’impresa, però, contattata dall’Ansa, ha smentito ogni legame professionale, definendo Spada «un amico di famiglia».
Il ventisettenne si professa innocente. Per il momento è stato sospeso dalla Croce Rossa, in attesa che venga chiarita la sua posizione. (ALS)
CRO/GCA
6 Mar 2026 - 11:41
Il Corriere della Sera compie 150 anni, festa alla Scala con Mattarella
(ALS) – MILANO, 6 MARZO – Il Corriere della Sera spegne 150 candeline. E per festeggiare questa ricorrenza è previsto per la giornata di oggi, venerdì 6 marzo, un concerto al Teatro della Scala, dal titolo “Corriere 150 anni. La libertà delle idee”. Ad aprire il sipario il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Interverranno anche il sindaco Giuseppe Sala, il direttore Luciano Fontana e l’editore Urbano Cairo.
Dai primi strilloni in Piazza della Scala e in Galleria nel 1876 a oggi: il quotidiano di via Solferino ha seguito passo dopo passo le evoluzioni e le trasformazioni del nostro Paese, con l’attenzione di dar voce a tutte le parti con imparzialità. L’obiettivo è quello di offrire un’informazione puntuale e precisa, come sottolineato anche da Eugenio Torrelli Viollier (fondatore del giornale) nel suo primo editoriale: «Pubblico, vogliamo parlarti chiaro». Luigi Albertini, storico direttore di inizio secolo, è stata una delle figure chiave del quotidiano: sotto la sua guida il Corriere è diventato un giornale moderno e sono stati introdotti supplementi culturali come “La Domenica del Corriere” e “La Lettura”. Una data a suo modo emblematica della storia del giornale è quella del 26 aprile del ’45. Il Corriere, dopo anni difficili sotto la dittatura fascista, quel giorno aprì così la sua prima pagina: “Milano insorge contro i nazifascisti”. (ALS)
CRO/NP
6 Mar 2026 - 11:33
++Iran: Crosetto, «Innalzato al massimo livello protezione nazionale»++
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nelle comunicazioni alla Camera sulla guerra in Iran ha detto: «Visto quello che è successo in Turchia ed è successo a Cipro ho dato mandato al capo di Stato maggiore della Difesa di innalzare al massimo il livello di protezione della difesa aerea e anti balistica nazionale in coordinamento con gli alleati e con la Nato. Di fronte a una reazione sconsiderata – ha aggiunto – possiamo aspettarci di tutto e tutto può essere aspettato».
Il livello di protezione è stato innalzato soprattutto al Sud perché si trova più vicino alla portata massima dei missili di Teheran. In tutta Italia sono 28mila gli obiettivi sensibili per cui è stato disposto il rafforzamento immediato dei dispositivi di vigilanza. Per questo motivo è stato previsto il raddoppio degli equipaggi dei caccia per gli scramble, ovvero l’intercettazione di velivoli e droni sospetti nello spazio aereo italiano. L’Italia secondo fonti militari disporrebbe al momento dai tre ai cinque dei sistemi antimissile Samp-T per la difesa del territorio nazionale, uno dei quali però è stato consegnato all’Ucraina. Sarebbe quindi necessario un preventivo incremento dei sistemi di difesa prima di cederne una parte ai Paesi alleati già sotto attacco dei missili iraniani. (ALS)
EST/ARE
6 Mar 2026 - 11:26
Iran: risoluzione Governo; opposizioni all’attacco, “No a uso basi Usa”
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Le opposizioni si sono schierate contro la risoluzione sulla guerra in Medio Oriente approvata in Parlamento dalla maggioranza di centrodestra. Nella proposta alternativa a quella del governo, presentata da Pd, M5s e Verdi-Sinistra e bocciata dalla Camera, si chiedeva di “non autorizzare l’utilizzo delle basi concesse in uso alle forze armate americane presenti sul territorio italiano per attacchi militari contro l’Iran e, comunque, a non fornire alcun tipo di supporto militare”.
La segretaria del Pd Elly Schlein ha contestato così le posizioni del governo Meloni: “Noi diciamo no all’autorizzazione delle basi per appoggiare in un nessun modo questa guerra che viola il diritto internazionale”. La leader dem, nel suo discorso in Aula, si è poi rivolta al ministro della difesa Guido Crosetto: “Le è sfuggito che gli attacchi erano fuori dal diritto internazionale. Ci ha messo sei giorni. Vorrei sapere: è la posizione del governo o è solo la sua posizione? Mi interesserebbe capire cosa ne pensa Meloni. Non potete rimanere schiacciati dalle strategie di Trump e Netanyahu”.
Anche il presidente del M5s Giuseppe Conte ha denunciato la “grande ambiguità sulla concessione delle nostre basi che, dicono, in questo momento servono per sostenere i Paesi amici del Golfo. Ma è chiaro che attendiamo la richiesta americana per piegarci anche a questo”. Conte ha poi aggiunto: “Intanto i cittadini italiani pagano il prezzo di questa crisi con un caro bollette, un caro energia e l’aumento dell’inflazione“.
Critico nei confronti del governo anche il deputato di Avs Nicola Fratoianni: “Ho letto e riletto la risoluzione che il centrodestra presenta al Parlamento e non c’è mai la parola ‘attacco militare israelo-americano all’Iran‘. Fatemi capire, ma che è successo? Teheran ha bruciato per autocombustione?”. (ALS).
AA/POL
6 Mar 2026 - 11:20
Usa, Trump licenzia la segreteria alla sicurezza Kristi Noem
(ALS) – Milano, 6 marzo – Il presidente americano Donald Trump ha licenziato la segretaria alla Sicurezza nazionale, Kristi Noem. Lo ha annunciato su Truth, aggiungendo che «l’illustre senatore degli Stati Uniti, originario del Grande Stato dell’Oklahoma, Markwayne Mullin, prenderà il posto di Noem a partire dal 31 marzo 2026».
Da mesi si rincorrevano voci sulla cacciata di Noem dal dipartimento e, secondo diverse fonti, Trump si sarebbe arrabbiato per via delle dichiarazioni rilasciate da Noem a Capitol Hill, mercoledì 4 marzo, in un’audizione alla Camera dei rappresentanti. Messa sotto accusa per il giro di vite dei federali a Minneapolis, in cui due cittadini americani, Renee Good e Alex Pretti, sono stati uccisi da agenti federali, l’ormai ex segretaria alla Sicurezza si è rifiutata di scusarsi e ha ribadito che le due vittime fossero “terroristi interni”. Ad aggiungersi a tutto questo il recente caso che riguarda un ricco contratto pubblicitario assegnato dal suo dipartimento in maniera poco trasparente, che aveva messo Trump in una posizione difficile.
La “Ice Barbie” della Homeland Security diventerà ora inviata speciale per lo Scudo delle Americhe, un’iniziativa in materia di sicurezza e difesa che riguarderà anche l’America latina, pensata da Donald Trump: «l’attuale segretaria, che ci ha servito con grande impegno e ha ottenuto numerosi e spettacolari risultati (soprattutto al confine), diventerà Inviata Speciale per The Shield of the Americas, la nostra nuova Iniziativa per la sicurezza nell’emisfero occidentale che annunceremo sabato a Doral, in Florida», ha concluso Trump. (ALS)
EST/VG
6 Mar 2026 - 11:06
++Governo: via libera alla risoluzione sull’Iran++
(ALS) – Milano, 6 marzo – Il Parlamento ha approvato la risoluzione di maggioranza che impegna il governo «a partecipare allo sforzo comune in ambito Ue per sostenere, in caso di richiesta, Stati membri Ue nella difesa del proprio territorio da attacchi missilistici o via droni da parte iraniana». A far passare la risoluzione, 179 voti favorevoli. I voti contrari sono stati 100 e 14 gli astenuti.
Il testo conferma «il rispetto del quadro giuridico definito dagli accordi internazionali» nell’utilizzo delle installazioni militari statunitensi sul territorio italiano. È poi previsto «il dispiegamento e il rischieramento di sistemi di difesa aerea e antimissilistica e di sorveglianza, nel perimetro di quanto autorizzato nell’area geografica di intervento, a protezione dei cittadini italiani, a supporto dei Paesi partner dell’area del Golfo e per la salvaguardia delle infrastrutture strategiche presenti nell’area, a tutela degli interessi primari nazionali».
Un’altra risoluzione, presentata da Pd, Movimento 5 stelle e Avs, è stata invece bocciata con 178 no, 99 sì e 14 astenuti. Con questo testo, i partiti di opposizione proponevano al governo di appoggiare la posizione spagnola contro la guerra. La Camera ha infine approvato alcune parti dei testi proposti da Iv, +Europa e Azione su cui il governo aveva espresso parere positivo con riformulazioni.(ALS)
(ALS)
POL/NFR
6 Mar 2026 - 10:53
Iran: Trump, «Devo essere coinvolto nella scelta del leader iraniano»
(ALS) – MILANO, 6 MAR – «Devo essere coinvolto nella scelta del nuovo leader iraniano, Khamenei jr. è inaccettabile», lo ha detto il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, in un’intervista telefonica con la testata giornalistica americana Axios. Il presidente ha ripetuto più volte che, nell’ambito della guerra in Medio Oriente, non intenderà mandare soldati sul suolo iraniano ma, allo stesso tempo il tycoon ha dichiarato di voler avere un ruolo nella scelta del successore della guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei. In merito a questo, sulla possibile nomina di Khamenei Jr. come nuovo leader ha dichiarato: «Il figlio di Khamenei non mi sta bene, è inaccettabile». (ALS)
PNM/EST
16 Gen 2026 - 12:01
Cosa sono i droni Shahed, l’arma iraniana che sta colpendo obiettivi arabi e americani
(ALS) – MILANO, 6 MAR – Si chiamano Shahed, e sono i droni iraniani che quattro giorni fa hanno colpito la base britannica a Cipro. Ma non solo: anche il Bahrein, il Kuwait, glu Emirati Arabi e numerosi obiettivi militari statunitensi. La loro efficacia sta nel basso costo, l’ampio raggio d’azione e nella quantità di esplosivo che possono trasportare. Due metri e mezzo di larghezza, poco più di tre di lunghezza, i droni Shahed hanno un motore a pistoni, 550cc di cilindrata, come se fossero un maxiscooter. Pesano relativamente poco e possono volare per 2.400 chilometri, raggiungendo la velocità massima di 185 km/h: seguono traiettorie basse, eludendo i radar. Il loro costo si aggira fra i 20mila e 40mila euro, a seconda della versione. Hanno un’ala a delta, e una forma caratteristica a triangolone, come se fossero un piccolo deltaplano. In testa portano una carica esplosiva da 50 chilogrammi che esplode all’impatto. Sono droni kamikaze: da qui il loro nome, Shahed, che in farsi (e in arabo) significa “martire”.
Il drone iraniano nasce come cosiddetta arma di saturazione: l’Iran spara tanti droni, e tutti assieme, costringendo i nemici a una fitta difesa antimissilistica. Mentre un drone Shahed costa qualche decina di migliaia di euro, i missili usati per intercettarli in aria sono spesso Patriot americani, il cui prezzo si aggira intorno ai 2 milioni di dollari. Lo Shahed, ormai diventato il cardine della guerra ibrida iraniana, ha reso la difesa molto più costosa dell’attacco. Tanto che sia il Pentagono che almeno un governo del Golfo è in trattativa con Kiev per l’acquisto di intercettori ucraini. Sviluppati nel corso dei quattro anni di guerra, gli Sting, i Tytan e i Merops (varie tipologie di intercettori) sono utilizzati per rispondere ai droni Shahed russi d’importazione iraniana, e sono molto più economici dei missili Patriot.
(ALS)
EST/CRT