Dicembre è il mese delle feste, dei lunghi pranzi in cui ci si imbottisce di cibi difficilmente digeribili, di famiglie che si ritrovano per mettere sotto l’albero qualche regalo da scambiarsi. Ma è anche tempo di bilanci, riflessioni, analisi sull’anno che ci sta abbandonando. Per Treccani la parola del 2025 è fiducia perché “in un anno segnato da incertezze geopolitiche e sociali, la fiducia emerge come risposta essenziale al diffuso bisogno di guardare al futuro con aspettative positive”.
In effetti il 2025 è stato scenario di eventi che capitano ogni morte di papa (letteralmente), di conflitti stagnanti come la guerra in Ucraina, della Global Sumud Flotilla cha ha fatto da contraltare all’immobilismo di alcuni governi nei confronti del genocidio palestinese, della partita a basket del presidente siriano Al-Shara’ con i militari statunitensi alla Casa Bianca. Ma è anche l’anno di Jannik Sinner, primo tennista italiano della storia a vincere Wimbledon, della morte della cantante Ornella Vanoni e della cucina italiana che diventa patrimonio dell’Unesco. Non resta che tirarne le somme con una lista di parole chiave.

Riarmo – La parola che fa più paura all’opinione pubblica europea, che di armi ne ha viste sempre poche. Ma se la gente si inquieta anche solo quando incrocia i soldati con i mitra in mano, impegnati nell’operazione “Strade Sicure”, le istituzioni spingono per aumentare le spese militari. Persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dichiarato: ““Spese per la difesa mai così necessarie, anche se poco popolari”. Sarebbe stato più fiducioso (utilizzando il vocabolario Treccani), avere green tra le parole chiave, ma le politiche verdi dell’Unione Europea come il Green Deal sembrerebbero non essere più una priorità. E no, non è benaltrismo: o si spende in armi o si pensa all’ambiente visto che l’aumento della spesa militare previsto dai paesi Nato porterà a emettere 1.132 milioni di tonnellate di Co2 nell’atmosfera nei prossimi dieci anni, come ha rivelato lo studio di Scientists for Global Responsibility.
Sumud – Vocabolo arabo che significa resistenza. Utilizzato a partire dal 1967 per definire la strategia politica palestinese in seguito alla Guerra dei Sei Giorni, è strettamente legato al rapporto tra la terra e i contadini che rifiutano di allontanarsi dalle proprie case nonostante gli ordini di espatrio dell’esercito israeliano. Non a caso il suo simbolo è un ulivo. Nel 2025 la parola è tornata in voga grazie alla Global Sumud Flotilla, un’iniziativa umanitaria portata avanti da centinaia di cittadini che hanno sfidato il blocco marittimo illegale di Israele sulla costa di Gaza. L’obiettivo era portare aiuti alla gente affamata della Striscia, ma soprattutto spingere i governi a prendere provvedimenti contro il genocidio compiuto dallo Stato Ebraico. La risposta dura di Israele contro i volontari della Flotilla ha fatto scendere in piazza, secondo i promotori della CGIL, circa 2 milioni di persone in tutta Italia.
Conclave – Cristo è risorto in una domenica di metà marzo. Il giorno dopo, durante i picnic di Pasquetta, è morto Papa Francesco. Un papa coraggioso, a volte scomodo, che si è sempre schierato con le fasce più deboli della società. L’ultimo suo desiderio è stato quello di donare una papamobile alla Caritas di Gerusalemme affinché venisse trasformata in ambulanza e poi portata a Gaza per aiutare la popolazione palestinese. C’è stato il conclave, diverse fumate nera e poi quella bianca: Robert Francis Prevost, un cardinale americano, è diventato il nuovo papa. Ha scelto come nome Leone XIV, ma per il momento grandi ruggiti non ce ne sono stati. Solo più prudenza e conservatorismo rispetto al suo predecessore.

Ahmed Al Shara – Qualcuno lo conosce meglio come Abu Muhammad Al Jawlani perché questo era il suo nome quando ancora combatteva per Al Qaeda prima e per lo Stato Islamico poi. Ripulirsi l’immagine passa anche da un cambio nome, oggi che è il Presidente della Siria. Una delle scene più incredibili del 2025 lo vede protagonista in una partita di basket con alcuni militari statunitensi: praticamente un nemico di sempre che diventa compagno di squadra e poi incontra il presidente Donald Trump. Ora la Siria può andare verso una transizione democratica dopo decenni di regime sanguinario con Bashir al Assad. Forse.
Maranza – Ha spopolato sui giornali e nei media questa definizione denigratoria che si riferisce a ragazzi di etnia non italiana di seconda generazione, spesso cresciuti in contesti di disagio. I maranza sono il bersaglio perfetto, la categoria da colpevolizzare se a Milano qualcosa non funziona. In realtà, se si prova ad andare più a fondo, si scoprirà che non sono la causa di problemi, ma una conseguenza di politiche escludenti. Di una città che ha smesso di prendersi cura dei suoi cittadini per attrarre capitali esteri e super ricchi.
Ornella Vanoni – Il 2025 si è portato via una delle più grandi cantanti italiane di sempre, un simbolo di milanesità, un’anziana di 91 anni che si è fatta amare anche dai giovani per i suoi discorsi saggi e irriverenti in televisione. Domani è un altro giorno si vedrà, intanto però, la musica è finita e gli amici se ne vanno. No, lei no. Lei resterà per sempre.

Dischi dell’anno – La quantità di musica che è stata pubblicata quest’anno è infinita. Ogni venerdì sera è uscito almeno un disco, qualcuno è diventato un caso mondiale come Lux di Rosalia, altri hanno deluso le aspettative. Tra i dischi migliori usciti in Italia ci sono due grandi ritorni dopo anni di inattività: I Cani, progetto alternative pop di Nicolò Contessa, hanno pubblicato “Post Mortem” a nove anni dall’ultimo lavoro. Il disco è stato apprezzato sia dalla critica che dai fan, come testimoniano i tre sold out all’Alcatraz di Milano e cinque all’Estragon di Bologna. L’altro grande ritorno è quello di Caparezza, che scrive il suo primo fumetto “Orbit Orbit” e ne trae anche un disco. Ogni capitolo del fumetto coincide con una canzone, la storia è quella di un viaggio nello spazio. Imperdibile.
Sinner e Coppa Davis – Jannik Sinner ha vinto due Superslam su quattro, per la prima volta nella storia un italiano ha trionfato a Wimbledon. È stato numero uno al mondo per 66 settimane. Ha scalzato i calciatori diventando protagonista di tutte le pubblicità possibili in televisione e ha suscitato delle polemiche quando ha scelto di non presenziare all’incontro con Sergio Mattarella (l’ennesimo di una lunga serie) o quando ha deciso di non partecipare alla Coppa Davis. Risultato? L’Italia ha vinto lo stesso la Coppa perché ci sono almeno altri cinque tennisti fortissimi, ma forse un po’ oscurati dall’onnipotenza dell’altoatesino.

Kiss Cam – Nell’anno della fiducia di Treccani, una delle storie più incredibili del 2025 viene dal concerto dei Coldplay. La Kiss Cam inquadra una coppia, che però cerca di nascondersi in maniera piuttosto goffa. Il filmato fa il giro del web, l’uomo è il Ceo di un’importante azienda, la donna è una sua collega, responsabile delle risorse umane. Entrambi erano sposati. Lo scandalo è stato gigante, tutti e due hanno dato le dimissioni, le loro famiglie sono state distrutte. La questione della privacy è ritornata a essere centrale nel dibattito europeo. In fondo si ha fiducia quando non si ha una risposta, ma si è ottimisti. Ed ecco che sì, ha ragione Treccani quando la sceglie come parola dell’anno. Ci vuole fiducia, fiducia di non dirigerci verso una terza guerra mondiale, fiducia di tradire senza essere scoperti.




