Si allargano le crepe nella maggioranza. Dopo l’ultima evoluzione dello scandalo tangenti in Lombardia, che ha coinvolto Gianbattista Fratus, sindaco leghista di Legnano, Luigi di Maio è passato all’attacco nei confronti delle opposizioni e, soprattutto, dell’alleato di governo: «Spuntano tangenti ovunque, giorno dopo giorno e la scelta in vista delle europee sembra essere sempre più chiara: il 26 maggio la scelta sarà tra noi e questa nuova tangentopoli», ha dichiarato il leader del M5S in un post sulla propria pagina Facebook. Una mossa elettorale aggressiva, che delinea la strategia dei grillini. Tornare a premere sui loro cavalli di battaglia, onestà e trasparenza, per recuperare un elettorato in preda alla confusione. Una battaglia che comprende la nuova inchiesta della Corte dei Conti sui Voli di Stato di Salvini con aerei della polizia e la discussione sul decreto sicurezza bis, all’ordine del giorno nel pre-consiglio dei ministri del 16 maggio.

Nuova tangentopoli  «Sono molto preoccupato per i casi emersi in questi giorni di arresti e indagati tutti per casi di tangenti e corruzione, che hanno coinvolto sia la destra che la sinistra. C’è un’evidenza, ovvero che il sistema dei partiti continua ad essere fortemente inquinato». Queste, dopo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta sulle tangenti in Lombardia, le accuse di Di Maio, che non ha mancato di pungolare l’altro vice-premier, ormai una costante sin dallo scoppio del caso Siri. Dall’altra parte però, Salvini ha subito replicato da San Severo, nel Foggiano, dove si trova per un comizio elettorale: «Non commento le indagini. Ho fiducia nei miei uomini e nella magistratura. Spero che tutte queste indagini che si stanno aprendo si chiudano in fretta per distinguere colpevoli e innocenti». Una reazione pacata, ma che nasconde un’irritazione crescente della Lega nelle ultime settimane, tanto da ipotizzare una rottura dell’alleanza governativa dopo le elezioni europee. 

Salvini tra la folla di San Severo (Foggia)

Voli di Stato – Le questioni lombarde non sono l’unica patata bollente per il segretario del Carroccio, tormentato anche dagli striscioni che ormai sembrano accompagnarlo in ogni angolo d’Italia e da altri argomenti di dibattito dell’agenda politica. Dopo l’esclusiva di Repubblica sul suo uso di Voli di Stato per partecipare a manifestazioni elettorali, collegandole a impegni ufficiali, la Corte dei Conti ha deciso di aprire un fascicolo esplorativo per indagare sui venti viaggi effettuati dal Ministro con mezzi appartenenti alla polizia e ai vigili del fuoco, tra cui i celebri Piaggio P-180, chiamati anche “Ferrari dei cieli”. Se il Movimento 5 stelle, come comunicato dall’Ansa, ha fatto sapere tramite alcune fonti di attendere al più presto chiarimenti dallo stesso Salvini, quest’ultimo si è difeso affermando di non aver commesso «nessun abuso, nessuna irregolarità, nessun volo di Stato o della Polizia per fare comizi ma sempre per impegni istituzionali. Sfido chiunque a dimostrare il contrario», per poi aggiungere: «penso di essere il ministro che costa meno nella storia del ministero dell’Interno».

Sicurezza bis – Tralasciando le frecciate a distanza, i vari ministri e le due parti del governo avranno l’occasione oggi, 16 maggio, di appianare i loro contrasti (o di acuirli) nel pre-consiglio dei ministri previsto in giornata. Tra gli argomenti all’ordine del giorno, la discussione sul Decreto Sicurezza bis, che Salvini vorrebbe approvato nel consiglio dei ministri del prossimo 20 maggio, l’ultimo prima del voto europeo. Tra le misure adottate nel provvedimento, denominato “Spazza-clan”, la tutela del lavoro delle forze dell’ordine sul territorio contro la criminalità organizzata, meno tempi morti nell’applicazione delle sentenze passate in giudicato e l’inasprimento delle pene per i reati di immigrazione clandestina e favoreggiamento, con la creazione di un fondo specifico per favorire i rimpatri. Il decreto si dovrà però scontrare con l’opposizione grillina. Il ministro dei Trasporti Danilo Toninelli, che vedrebbe ridotti i suoi poteri, ha dichiarato che l’approvazione avverrà solo quando diventeranno effettivi il Decreto Crescita e lo Sblocca-cantieri. Salvini però continua a premere per un iter veloce: «La lotta ai camorristi e agli scafisti non può aspettare». E nemmeno lui vorrebbe aspettare, per mettere in cascina una legge fortemente identitaria del suo partito e che potrebbe consentirgli di recuperare altri punti tra l’elettorato dopo il calo evidenziato negli ultimi sondaggi.