Lo spread apre a 284 punti base, schizza subito a 287, ma poi scende a 281. il 16 maggio è stata una giornata movimentata per il differenziale tra i Btp italiani e i Bund tedeschi dopo che il giorno prima erano stati sfiorati i 292 punti base. L’instabilità è prodotta dalle dichiarazioni bellicose degli esponenti della maggioranza gialloverde, ormai in piena campagna elettorale per le elezioni europee.

Lo spread – Il differenziale tra i Buoni del tesoro poliennali (Btp) e i Bund tedeschi rappresenta da tempo il termometro della fiducia dei mercati nei confronti dell’economia italiana. Più crescono le tensioni, più aumentano i punti base. Il ministro degli Interni Matteo Salvini il 15 maggio aveva minacciato di andare oltre il tetto del 3% del rapporto deficit/Pil e di non curarsi della possibile crescita dell’aumento del debito pubblico. Subito lo spread aveva raggiunto il valore più alto degli ultimi cinque mesi. Il vice premier, interpellato dai giornalisti sull’aumento dello spread, aveva dichiarato che si tratta «degli ultimi colpi di coda perché hanno capito che l’Europa può cambiare», aggiungendo che «con il voto del 26 maggio non solo in Italia, ma anche in Olanda si può cambiare rimettendo al centro il lavoro, la famiglia, i diritti e non la finanza e il business. Quindi usano lo spread per intimorire». Per quanto riguarda l’equilibrio di bilancio, Il leader del M5s Luigi Di Maio ha confermato che l’Iva non subirà modifiche per colpa della clausola di salvaguardia e assicura che la manovra tuttavia non farà salire il debito pubblico. Il premier Giuseppe Conte è preoccupato dall’aumento dello spread, ma afferma che non bisogna essere ossessionati da questo indice (il giorno prima anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria aveva ostentato tranquillità). Invece il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco dichiara che: «lo spread italiano è sopra 270 punti base, più del doppio del livello di inizio 2018, prima delle elezioni politiche e l’alto livello del debito espone l’Italia alla volatilità del mercato finanziario».

L’inflazione – L’Istat certifica un aumento dei prezzi dato che, ad aprile, l’inflazione sale all’1,1% rispetto all’1% del mese di marzo. La crescita è trainata dai settori dei trasporti (da +0,5% di marzo a +2,8%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e dei beni energetici non regolamentati. I ponti tra la Pasqua, la festa della Liberazione e quella dei lavoratori sono stati individuati come la causa dei rincari. A limitare il rialzo ha provveduto il netto rallentamento dei prezzi dei beni energetici regolamentati (da +7,8% a +4,3%). Secondo l’Unione nazionale consumatori (Unc), l’aumento dell’inflazione costa 254 euro alla famiglia tipo, in termini di aumento annuo del costo della vita. Gli effetti maggiori vengono percepiti a Bolzano (598 euro), a Brescia (440 euro) e a Verona (421 euro). Il presidente dell’Unc, Massimiliano Dona, denuncia «una speculazione bella e buona» con aumenti mensili dei prezzi di benzina del 2,9%, del trasporto aereo passeggeri del 24% e degli alberghi dell’11,5%.