Teatro Ariston a Sanremo, fonte: Wikipedia

Festival di Cannes e del cinema di Venezia, Grammy e Golden Globe. Ora anche il Festival di Sanremo. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky non si fa mancare proprio niente. La sua richiesta di partecipare alla competizione canora e televisiva più attesa d’Italia è stata accolta dalla Rai che trasmetterà un suo video messaggio di pochi minuti, preregistrato, in onda nella serata finale di sabato.
Il consiglio di amministrazione Rai si è riunito oggi 30 gennaio e, oltre ad aver approvato il budget 2023, ha discusso sull’intervento del Presidente ucraino al Festival. Il cda ha indetto un incontro con il direttore dell’intrattenimento, Stefano Coletta, per parlare del contenuto del messaggio di Zelensky e per capire se al suo interno ci sono prese di posizione che potrebbero danneggiare l’azienda. Azienda Rai che non sarà danneggiata dalla pubblicità. Sembra, infatti, che i blocchi pubblicitari che precederanno e seguiranno l’intervento del leader ucraino avranno un valore maggiore di quello preventivato, stimato addirittura superiore ai 50 milioni di euro.

I politici contrari – L’annuncio della partecipazione di Zelensky a Sanremo è stato fatto da Bruno Vespa il 15 gennaio, in collegamento a Domenica in, programma di Mara Venier. Da quel giorno, le voci dei politici italiani non hanno smesso di farsi sentire. Tra i contrari c’è Matteo Salvini, vicepresidente del Consiglio dei ministri e ministro delle Infrastrutture, che dichiara: «Zelensky a Sanremo? Spero che rimanga il Festival della canzone» aggiungendo, qualche giorno dopo, che lui non giudica ma che «se avrò tempo di guardare Rai Uno sarà per ascoltare canzoni, non per ascoltare altro. Il palcoscenico della città dei fiori rimanga riservato alla musica». Anche Carlo Calenda, segretario di Azione, condivide le posizioni di Salvini, affermando che «ci sono pochi dubbi sulla nostra linea di sostegno all’Ucraina. Ritengo tuttavia un errore combinare un evento musicale con il messaggio del Presidente di un Paese in guerra». Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, esprime la sua posizione: «non credo sia necessario che il presidente Zelensky sia in un contesto leggero come quello di Sanremo».

I politici favorevoli – D’accordo con la partecipazione del leader ucraino al Festival è il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli che descrive l’invito di Zelensky come un evento positivo, che può dare vita a «un momento di grande coinvolgimento, di chiarificazione e di informazione». Anche Benedetto dalla Vedova, segretario di +Europa e Giovanni Toti, presidente della Liguria e leader di Italia al Centro, non criticano la presenza del Presidente ucraino al Festival. Anzi, Della Vedova dichiara che «cancellare a questo punto l’invito a Zelensky per Sanremo sarebbe insensato, darebbe un messaggio pessimo agli ucraini», mentre Toti argomenta: «dal palco di ogni trasmissione nazional popolare di grande successo sono stati lanciati spesso messaggi di solidarietà o denuncia, ricordo addirittura Gorbaciov sul palco di Sanremo». Resta, invece, in una zona centrale Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia-Romagna: «se serve a sensibilizzare milioni di persone rispetto al dramma che sta vivendo l’Ucraina, la presenza di Zelensky può persino andare bene. Se invece deve diventare spettacolarizzazione della guerra non è proprio il caso».

Mikhail Gorbaciov, fonte: Wikipedia

I precedenti – Nella storia del Festival di Sanremo ci sono stati altri inviti che hanno fatto scalpore. Nel 1984 sono saliti sul palco dell’Ariston gli operai di Italsider che stavano protestando fuori dal teatro contro il piano di licenziamenti previsto dall’azienda. Nel 1999, con la conduzione di Fabio Fazio, sono stati invitati l’ex presidente dell’Urss Mikhail Gorbaciov, nonché Nobel per la pace, e la moglie. Nel 2005 è stato invitato Mike Tyson, pugile americano controverso e con un passato in carcere. Oggi, nel 2023, sarà presente il presidente di un Paese in guerra e secondo Bruno Vespa questo non dovrebbe sconvolgere più di tanto ed esprime così il suo dissenso: «non capisco francamente tutto questo rumore per un breve intervento di Zelensky al Festival di Sanremo».