Conto alla rovescia, sale l’adrenalina. Arrivano le Olimpiadi, pronti per lo scatto. Tutti quanti. Quasi tutti. Gli studenti no, forse restano a casa, lezioni a distanza. A Sondrio c’è troppo traffico. L’annuncio del ministero è di qualche tempo fa, del 13 maggio 2025: le scuole superiori della provincia di Sondrio non chiuderanno ma, se fosse necessario per via del traffico o per difficoltà di spostamento degli studenti, i dirigenti scolastici potrebbero riattivare la Didattica a distanza. Ricordate il Covid? Monta la polemica, ma l’ufficio scolastico della Lombardia rassicura: «Le scuole non chiuderanno, la Dad resta una extrema ratio da utilizzare solo negli istituti in cui ci sono alunni e alunne che non riusciranno a raggiungere la scuola a causa delle Olimpiadi».
La polemica – Un’ipotesi, si è detto. Ma è bastato per far infuriare molti cittadini. Un comitato di genitori ha raccolto oltre duecento firme inviate a Provincia, Prefettura e Ufficio scolastico territoriale. La città tappezzata di volantini: «Sei di Sondrio se accetti passivamente che qualche studente vada in Dad per non intralciare le auto di chi deve andare a vedere le Olimpiadi. E sei anche contento e ringrazi pure mentre sventoli la tua bella bandierina olimpica».
Le priorità – Le Olimpiadi impatteranno sulla mobilità, certo. A Milano aziende con sede nella zona di Assago, dove si trova la nuova Arena Santa Giulia, hanno comunicato ai dipendenti che potranno lavorare a distanza durante le settimane delle gare. Per le scuole con ogni probabilità non se ne farà nulla, ma anche solo considerarle come aziende e far passare il messaggio che sì, per una settimana tutto sommato può passare in secondo piano, ha infranto un delicato tabù.




