Il ciclone Harry ha messo il Sud Italia in ginocchio. E dopo tre giorni di nubifragi, mareggiate e raffiche a più di 100 km/h, si cominciano a vedere le conseguenze: lungomari distrutti, muri di abitazioni abbattuti, negozi allagati. In Sicilia sono scomparsi più di cento chilometri di costa e si contano danni per oltre mezzo miliardo di euro. In Sardegna (dove rimane l’allerta arancione per il 22 gennaio), come spiega la governatrice Alessandra Todde, «centinaia di milioni».

La situazione in Sicilia – In Trinacria, il presidente di regione Renato Schifani chiederà lo stato di emergenza e ha convocato a Palermo una riunione di giunta straordinaria. La provincia di Messina è tra le più colpite. A Santa Teresa di Riva si è lavorato di notte per ripristinare acqua e luce. A Taormina sono crollati tratti del lungomare, con muri spezzati e terrapieni erosi. A Scaletta Zanclea e Furci Siculo il ciclone si è abbattuto anche sulla linea ferroviaria, con i binari rimasti sospesi nel vuoto e disagi alla circolazione sulla Messina-Catania. Situazione difficile anche nel catanese dove dieci famiglie che abitavano sulla costa sono state evacuate e il lungomare è stato colpito da onde enormi. La più alta è arrivata a 16 metri tra Portopalo di Capo Passero (Siracusa) e Malta. Rimasta deserta Marzamemi (nella stessa provincia), completamente evacuata a causa alla potenza del mare.

Calabria devastata – Anche in Calabria i segni del maltempo sono evidenti. L’acqua ha invaso le strade e corroso le banchine e il lungomare. A Melito Porto Salvo (provincia di Reggio Calabria), ne sono crollati cento metri. Per le vie dei paesini e delle città sono caduti alberi e massi e i detriti sono dappertutto. Le immagini che arrivano da Catanzaro Lido sono impressionanti: i vigili del fuoco hanno fatto slalom con i canotti fra auto e case sommerse. In alcune zone, in quattro giorni è caduta la pioggia che di solito si registra in sei mesi. 

Il punto sulla Sardegna – Per la Sardegna non sono ancora state tirate le fila dei danni totali, ma la pioggia e le mareggiate hanno colpito con ferocia. «Il lavoro di verifica richiederà tempo – ha spiegato l’assessora all’ambiente Rosanna Laconi, come riporta l’Unione Sarda – Non tutti i danni sono visibili, come succede per porti e strade: andranno esaminati anche spiagge e litorali». Fra i comuni più colpiti Cagliari, Dorgali con Cala Gonne e Torpé, ma anche Villaputzu e altri centri. A Capoterra (provincia di Cagliari), il sindaco ha dichiarato lo stato di calamità naturale e disposto una variazione di bilancio di 400mila euro per le spese più urgenti. I danni, sulla costa sono «per non meno di un milione di euro. Ma sarà tanto, tanto più».